Episodi

  • Giorgio Pasotti. "Sono un bergamasco testardo, ma con la figlia sedicenne mi scopro morbidissimo"
    Feb 19 2026
    "Mi ritengo un bravo artigiano, scelgo bene il materiale e ci lavoro". Parola di Giorgio Pasotti, l'attore che voleva fare il medico sportivo, già campione di wushu, esploso per il grosso pubblico con L'ultimo bacio e oggi, una trentina di film dopo, Rosso Volante, Eugenio Monti il campione di bob e fair play che cedette un bullone e l'oro agli inglesi alle Olimpiadi di Innsbruck del '64 e poi si prese quell'oro nel '68 a Grenoble a 40 anni (Rai1, il 23 febbraio in prima serata e poi su RaiPlay). Una storia che Pasotti non poteva non amare moltissimo perché mette insieme il set e lo sport, la correttezza e la cocciutaggine, una sua caratteristica alla quale tiene moltissimo. Ma che non mantiene con la figlia Maria, 16 anni. In studio ci dice anche di lei della paternità, degli amori che durano negli anni e della passione per la velocità e per la scrittura. Il suo ultimo libro Ora gira intorno alla domanda, "E se dovesse finire ora, saresti felice, avresti fatto tutto quello che volevi?". Lui risponde sicuro che sì, lo sarebbe ("ho sempre scelto bene e d'istinto"): nonostante nel cinema "nessuno ti ceda un bullone", nonostante una critica non sempre amica quanto il pubblico ("non mi perdonano le serie da 14 milioni di spettatori”). Pubblico che lo ha premiato spesso in tv e in sala e che ora lo segue appassionatamente a teatro: è in tournée con un suo Otello pop. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    28 min
  • Il poeta Franco Arminio: "Ascoltiamo alberi e gatti, abbracciamoci di più. Trump? Un drogato social"
    Feb 12 2026
    Parlate con l'albero solitario d'inverno: è la metafora della condizione umana. Ogni giorno riservate del tempo a guardare negli occhi un cane, un gatto o una mucca: vi dirà cose di voi che non sapete. E non lesinate l'amore e gli abbracci: sono portatori di infinito. In un tempo di guerra mettete dei fiori sul tavolo e sorridete al vostro vicino sul treno. È la filosofia gentile che ci porta in studio Franco Arminio, poeta di Bisaccia, 3400 abitanti, provincia di Avellino, e "paesologo" che ha appena dato alle stampe il suo quarantesimo libro: La grazia della fragilità (Chiarelettere). Maestro elementare fino a 57 anni, Arminio scrive da quando ne ha 15, fortissimamente convinto che devi continuare a "scavare sempre nello stesso punto". Oggi è uno dei nostri letterati più celebri e invitati dalle università ma anche piccole amministrazioni e scuole. Da 15 anni organizza un festival che si chiama La luna e i calanchi, ogni estate ad Aliano, in Basilicata. Dove unisce le sue passioni: poesia e politica. Ultimamente ce l'ha molto con Trump, simbolo di tutto quanto gli è più alieno: violenza, intolleranza e vacuità. Peggio: "Le sue sparate quotidiane - di cui è tossico e dipendente - ci distraggono dalla realtà. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    48 min
  • Riccardo Rossi: "Una vita in scena tra paranoie e set, volevo fare il musicista ma adoro far ridere"
    Feb 5 2026
    Decine di film da caratterista e tante trasmissioni di successo in Rai ma anche sulle tv e le piattaforme private. Riccardo Rossi, autore, attore e conduttore in studio è un tornado. Oggi conduce "I vinili di", in seconda serata su RaiUno il sabato sera e on demand su RaiPlay. Ma negli ultimi anni si è fatto notare a teatro con la sua band. Alle spalle moltissimi set con grandi registi e piccole parti conquistate quasi per caso in gag che racconta con una passione una ironia uniche. Autodidatta totale, pentito di aver mancato il conservatorio e l'accademia d'arte drammatica, Riccardo è un moderno cantastorie, i suoi maestri sono i colleghi che ha incontrato in scena, il suo luogo di ispirazione l'autobus e la strada, possibilmente di Roma. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    27 min
  • Pegah Moshir Pour: "Vi racconto il massacro in Iran che non si vede. Le minacce? Io sono nel giusto"
    Jan 29 2026
    Pegah Moshir Pour è nata a Teheran. Quando aveva 9 anni i suoi genitori hanno deciso di lasciare l'Iran e il regime degli ayatollah per trasferirsi in Italia, a Potenza, e ricominciare. Vive con la sindrome del sopravvissuto e si dedica a tempo pieno a tenere i contatti con i ribelli in patria. Dopo la rivolta di inizio gennaio assicura: "Continuano repressione e botte, uccisioni anche in ospedale, cadaveri restituiti alle famiglie in cambio di migliaia di euro, 92 milioni di persone imbavagliate, ora senza internet". Il suo attivismo le è costato diverse minacce, anche di morte. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    28 min
  • Luigi Manconi: "Vi racconto il mio corpo a corpo con la cecità e certe litigate con Alexa..."
    Jan 22 2026
    "La cecità è un buon allenamento alla vita, è un’esperienza che può essere assimilata a quella di chi ha subito un danno. Psichico o fisico, una crisi depressiva acuta, un dolore non lenibile, una patologia che non si riesce ad affrontare, la rottura di un rapporto che si riteneva eterno". Parola di Luigi Manconi, cieco dopo aver affrontato per 18 anni una malattia degenerativa agli occhi vissuta come una lotta. Fatta di cadute e illusioni, goffaggini e obiettivi sempre nuovi. Il sociologo e scrittore, già sottosegretario alla Giustizia e senatore dem, da sempre in campo per i diritti umani ha deciso di raccontare la sua vicenda personale convinto che possa essere d'aiuto a chi sta perdendo la vista, a chi l'ha già persa o a chi si è fermato e come lui davanti a una diagnosi o a un evento traumatico ha pensato al suicidio. Poi la vita prevale e Manconi lo racconta senza retorica ma con grazia e ironia. Nel suo libro "La scomparsa dei colori" (Garzanti). E in studio con Giulia Santerini, dove arriva, lui ottimo critico musicale, persino a cantare. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    26 min
  • Marco D'Amore: "Non esiste il gene della cattiveria. Ciro l’Immortale mi ha liberato dai pregiudizi"
    Jan 15 2026
    Come si diventa Pietro Savastano o Ciro l'immortale? Anche i criminali sono stati bambini e poi ragazzi: quanto contano le radici e i cattivi maestri? Con Marco D'Amore in occasione dell'uscita della nuova serie Sky "Gomorra-le origini" - di cui è direttore artistico e regista di 4 episodi - parliamo di don Pietro e di Ciro, ma anche della gioventù bruciata e della Napoli del 77 e di oggi. L'attore - classe 1981 - ci racconta della sua giovinezza, di come il teatro l'ha salvato dalla educazione ferrea delle suore in collegio a Caserta, di come Toni Servillo lo ha scelto e portato con sé sul palco e sul set. Nella chiacchierata c'è anche un viaggio spassoso negli insulti più fantasiosi del dialetto napoletano. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    26 min
  • Arianna Porcelli Safonov: "Malati di selfie e borse di tela da museo, un velociraptor ci porti via"
    Jan 8 2026
    Musei d'arte contemporanea inospitalissimi, ma dai quali usciamo fieri perché muniti di borsa con logo, per mostrare dove siamo stati. O vacanze impossibili all'alba nel freddo, pur di tornare a casa con un selfie con balena. Ci sono anche queste nevrosi in "Nostalgia dei dinosauri" (Baldini+Castoldi), la raccolta di racconti di Arianna Porcelli Safonov che diventa lo spunto per parlare con ironia e ferocia di un'epoca di narcisisti e insicuri. La scrittrice e attrice comica ci porta storie di vita vera e fantasia. Per ridere su noi stessi, i rapporti di coppia, l'alimentazione a base di semi e la valanga di luoghi comuni e pregiudizi nei quali galleggiamo ogni giorno. Safonov sarà in turné per l'Italia con "Picchiamoci", "Le 12 Costernazioni" e "Odiario". Suo il podcast "Famiglia e altri veleni". Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    27 min
  • San Gennaro, Benigni e l’allegria: Renzo Arbore tra sacro e faceto
    Dec 18 2025
    Renzo Arbore se la ride sornione ricordando quella volta che Eco gli ha conferito la laurea in goliardia. O quella a Napoli, con Benigni che non si inginocchiava in attesa della liquefazione del sangue di San Gennaro ("aveva già detto Wojtylaccio"). È un fiume di avventure e gag se gli citi Marenco, De Crescenzo e Laurito. Si ferma solo sul nome di Mariangela Melato ("l'amore della mia vita") e ammette: "Vorrei avere più fede, per credere davvero che li ritroverò tutti". A 88 anni, 3 format radio e 21 televisivi tutti per la Rai (almeno tre chiusi "sempre dalla politica") ha in testa il format 'Telepuglia international' e una cosa bella per Lillo&Greg, che considera i suoi delfini ("la televisione non è un elettrodomestico, deve educare divertendo, non amo i modelli dei soldi senza merito e delle domande stupide"). Dietro di lui ci sono anche due folli film ("Monicelli mi ha spiegato che bisogna tenere i fili") e 30 anni gloriosi di Orchestra Italiana, che ha portato il jazz e la canzone napoletana in tutto il mondo. Non chiedetegli però di Sanremo: "Io sono nato deejay, consigliavo Battisti, ma le canzoni in gara quest'anno non le conosco e il rap napoletano è creativo ma non lo capisco più". Davanti a lui, un nUovo progetto, la casa-museo zeppa della sua raccolta di oggetti di plastica nella natia Foggia, apertura nel 2026. Tutti i dettagli e moltissime incredibili storie vere li potete leggere in "Mettetevi comodi. Vita, peripezie e tutto il resto" (Fuoriscena), spettacolare libro intervista che Arbore firma con Andrea Scarpa. Qui invece l'intervista video è di Giulia Santerini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    28 min