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Qualcosa di personale

Qualcosa di personale

Di: OnePodcast
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A proposito di questo titolo

Si può esplorare il messaggio di un libro, l’anima di un disco o il segreto di un film con chi l’ha scritto, suonato, girato? Com'è nata quell’idea? Cosa è successo nel backstage? E chi ha scritto, suonato recitato, si porta dentro un ricordo di bambino, un incubo dell'età della ragione, un sogno che non lo abbandona? Oppure un amore perduto, un passaggio di carriera, una domanda sui figli, dubbi, paure, speranze. C’è la vita di tutti i giorni e il mondo che gira intorno nelle chiacchierate che facciamo con scrittori e musicisti, attori, sportivi, artisti, psicologi, attivisti, influencer. Storie uniche di persone disposte a mettersi in gioco, da 0 a 99 anni. Perché farlo? Per conoscere meglio l’altro e, magari, riconoscersi. Per emozionarsi e condividere. Potremmo commuovervi, spesso vi faremo ridere. Perché ci piace affondare il coltello nelle piaghe, ma senza mai prenderci troppo sul serio. "Qualcosa di personale" è il podcast - audio e video - di Giulia Santerini. Ogni venerdì una nuova puntata. Scienze sociali
  • Giorgio Pasotti. "Sono un bergamasco testardo, ma con la figlia sedicenne mi scopro morbidissimo"
    Feb 19 2026
    "Mi ritengo un bravo artigiano, scelgo bene il materiale e ci lavoro". Parola di Giorgio Pasotti, l'attore che voleva fare il medico sportivo, già campione di wushu, esploso per il grosso pubblico con L'ultimo bacio e oggi, una trentina di film dopo, Rosso Volante, Eugenio Monti il campione di bob e fair play che cedette un bullone e l'oro agli inglesi alle Olimpiadi di Innsbruck del '64 e poi si prese quell'oro nel '68 a Grenoble a 40 anni (Rai1, il 23 febbraio in prima serata e poi su RaiPlay). Una storia che Pasotti non poteva non amare moltissimo perché mette insieme il set e lo sport, la correttezza e la cocciutaggine, una sua caratteristica alla quale tiene moltissimo. Ma che non mantiene con la figlia Maria, 16 anni. In studio ci dice anche di lei della paternità, degli amori che durano negli anni e della passione per la velocità e per la scrittura. Il suo ultimo libro Ora gira intorno alla domanda, "E se dovesse finire ora, saresti felice, avresti fatto tutto quello che volevi?". Lui risponde sicuro che sì, lo sarebbe ("ho sempre scelto bene e d'istinto"): nonostante nel cinema "nessuno ti ceda un bullone", nonostante una critica non sempre amica quanto il pubblico ("non mi perdonano le serie da 14 milioni di spettatori”). Pubblico che lo ha premiato spesso in tv e in sala e che ora lo segue appassionatamente a teatro: è in tournée con un suo Otello pop. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    28 min
  • Il poeta Franco Arminio: "Ascoltiamo alberi e gatti, abbracciamoci di più. Trump? Un drogato social"
    Feb 12 2026
    Parlate con l'albero solitario d'inverno: è la metafora della condizione umana. Ogni giorno riservate del tempo a guardare negli occhi un cane, un gatto o una mucca: vi dirà cose di voi che non sapete. E non lesinate l'amore e gli abbracci: sono portatori di infinito. In un tempo di guerra mettete dei fiori sul tavolo e sorridete al vostro vicino sul treno. È la filosofia gentile che ci porta in studio Franco Arminio, poeta di Bisaccia, 3400 abitanti, provincia di Avellino, e "paesologo" che ha appena dato alle stampe il suo quarantesimo libro: La grazia della fragilità (Chiarelettere). Maestro elementare fino a 57 anni, Arminio scrive da quando ne ha 15, fortissimamente convinto che devi continuare a "scavare sempre nello stesso punto". Oggi è uno dei nostri letterati più celebri e invitati dalle università ma anche piccole amministrazioni e scuole. Da 15 anni organizza un festival che si chiama La luna e i calanchi, ogni estate ad Aliano, in Basilicata. Dove unisce le sue passioni: poesia e politica. Ultimamente ce l'ha molto con Trump, simbolo di tutto quanto gli è più alieno: violenza, intolleranza e vacuità. Peggio: "Le sue sparate quotidiane - di cui è tossico e dipendente - ci distraggono dalla realtà. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    48 min
  • Riccardo Rossi: "Una vita in scena tra paranoie e set, volevo fare il musicista ma adoro far ridere"
    Feb 5 2026
    Decine di film da caratterista e tante trasmissioni di successo in Rai ma anche sulle tv e le piattaforme private. Riccardo Rossi, autore, attore e conduttore in studio è un tornado. Oggi conduce "I vinili di", in seconda serata su RaiUno il sabato sera e on demand su RaiPlay. Ma negli ultimi anni si è fatto notare a teatro con la sua band. Alle spalle moltissimi set con grandi registi e piccole parti conquistate quasi per caso in gag che racconta con una passione una ironia uniche. Autodidatta totale, pentito di aver mancato il conservatorio e l'accademia d'arte drammatica, Riccardo è un moderno cantastorie, i suoi maestri sono i colleghi che ha incontrato in scena, il suo luogo di ispirazione l'autobus e la strada, possibilmente di Roma. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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    27 min
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