Marco D'Amore: "Non esiste il gene della cattiveria. Ciro l’Immortale mi ha liberato dai pregiudizi" copertina

Marco D'Amore: "Non esiste il gene della cattiveria. Ciro l’Immortale mi ha liberato dai pregiudizi"

Marco D'Amore: "Non esiste il gene della cattiveria. Ciro l’Immortale mi ha liberato dai pregiudizi"

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Come si diventa Pietro Savastano o Ciro l'immortale? Anche i criminali sono stati bambini e poi ragazzi: quanto contano le radici e i cattivi maestri? Con Marco D'Amore in occasione dell'uscita della nuova serie Sky "Gomorra-le origini" - di cui è direttore artistico e regista di 4 episodi - parliamo di don Pietro e di Ciro, ma anche della gioventù bruciata e della Napoli del 77 e di oggi. L'attore - classe 1981 - ci racconta della sua giovinezza, di come il teatro l'ha salvato dalla educazione ferrea delle suore in collegio a Caserta, di come Toni Servillo lo ha scelto e portato con sé sul palco e sul set. Nella chiacchierata c'è anche un viaggio spassoso negli insulti più fantasiosi del dialetto napoletano. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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