• Caratterizzazione genomica integrata della resistenza alla terapia medica nei prolattinomi e nei somatotropinomi
    Nov 4 2025
    Caratterizzazione genomica integrata della resistenza alla terapia medica
    nei prolattinomi e nei somatotropinomi
    Fabio Bioletto - Divisione di Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo, Dipartimento di Scienze Mediche - Università degli Studi di Torino
    Attraverso analisi trascrittomiche bulk, abbiamo recentemente identificato (Bioletto et al, EJE,
    in press) differenti sottotipi molecolari di prolattinomi e somatotropinomi, associati a diversa
    sensibilità agli agonisti dopaminergici e agli analoghi della somatostatina, rispettivamente. La
    resistenza alle terapie mediche è emersa quale fenomeno biologicamente eterogeneo, legato
    a sottotipi tumorali differenti, potenzialmente caratterizzati da meccanismi di resistenza distinti.
    Linee di ricerca future, basate su tecniche avanzate di trascrittomica single-cell e/o trascrittomica
    spaziale, potranno ulteriormente migliorare la nostra comprensione dei meccanismi di resistenza
    di questi tumori, fornendo indicazioni utili per l’identificazione di nuovi marker predittivi e per lo
    sviluppo di nuove terapie.
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  • Diabete, Cuore e Fegato: il filo rosso del rischio cardio-metabolico
    Nov 4 2025
    Diabete, Cuore e Fegato: il filo rosso del rischio cardio-metabolico
    Alfredo Caturano - Dipartimento di Scienze Umane e Promozione della Qualità della Vita Università San Raffaele di Roma
    Il diabete mellito di tipo 2 rappresenta un modello paradigmatico di malattia sistemica, in cui cuore
    e fegato condividono un destino comune attraverso meccanismi fisiopatologici interconnessi.
    L’eccesso di glucosio e insulina, l’insulino-resistenza e l’infiammazione cronica costituiscono il
    filo rosso che collega la progressione della MASLD e le complicanze cardiovascolari maggiori.
    Le mie ricerche si sono focalizzate su questo asse cardio-metabolico, con studi originali su
    farmaci innovativi come gli SGLT2i, interventi multifattoriali e valutazioni epidemiologiche in
    popolazioni speciali (epatotrapiantati). L’obiettivo è sviluppare strategie integrate di prevenzione
    e cura, capaci di ridurre la mortalità e migliorare la qualità di vita dei pazienti.
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  • Complicanze periferiche del diabete di tipo 2: una prospettiva traslazionale
    Nov 4 2025
    Complicanze periferiche del diabete di tipo 2: una prospettiva traslazionale
    Paola Caruso - UOC di Endocrinologia e Malattie del Metabolismo - AOU Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Napoli
    Arteriopatia periferica e piede diabetico rappresentano una sfida clinica cruciale nelle persone
    con diabete di tipo 2. La presentazione definisce un percorso scientifico traslazionale dal
    controllo metabolico alle complicanze periferiche, evidenziando come variabilità glicemica e
    marcatori biochimici, come il paratormone, potrebbero predire la guarigione delle ulcere e il
    rischio di osteomielite. Studi chiave hanno dimostrato che i GLP-1 receptor agonists liraglutide
    e semaglutide migliorano la perfusione periferica e riducono eventi avversi agli arti inferiori,
    ampliando le prospettive terapeutiche. Infine, la letteratura prodotta durante la pandemia
    da COVID-19 ha rafforzato l’urgenza di strategie multidisciplinari per contenere l’antibioticoresistenza
    e prevenire le amputazioni.
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  • MASLD e ormoni: capire il ruolo del dimorfismo sessuale nella fibrosi epatica
    Nov 4 2025
    Studio del profilo steroideo attraverso il dimorfismo sessuale per definire i fenotipi metabolici e identificare la fibrosi avanzata nei pazienti con MASLD
    Mirko Parasiliti-Caprino - Divisione di Endocrinologia, Diabetologia e Metabolismo; A.O.U. Città della Salute e della Scienza di Torino; Università degli Studi di Torino
    Il dimorfismo sessuale è stato indagato mediante un approccio di steroidomica targeted in 463
    pazienti con diagnosi istologica di MASLD, provenienti da due coorti italiane. I profili steroidei
    hanno evidenziato alterazioni specifiche per sesso ed età, correlate ad obesità, diabete,
    ipertensione arteriosa, mutazioni nel gene PNPLA3 e gravità della fibrosi. La fibrosi avanzata è
    risultata associata a un’alterata coniugazione degli androgeni e a un eccesso di glucocorticoidi,
    come confermato dai dati di espressione genica epatica. Da questi risultati è stato sviluppato
    e validato esternamente il modello FaSter, che integra dieci biomarcatori steroidei con variabili
    cliniche, identificando con elevata accuratezza la fibrosi avanzata e superando le performance
    dei punteggi standard. Questo approccio fornisce nuovi spunti meccanicistici e uno strumento
    non invasivo promettente per la stratificazione del rischio nella MASLD.
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  • Obesità, diabete e complicanze cardiovascolari: relazioni pericolose
    Nov 4 2025
    Obesità, diabete e complicanze cardiovascolari: relazioni pericolose
    Martina Chiriacò - Laboratorio di Metabolismo, Nutrizione e Aterosclerosi - Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Pisa
    Obesità, diabete e complicanze cardiovascolari rappresentano un continuum patogenetico in
    cui i meccanismi biologici e metabolici non sono del tutto chiariti. La mia ricerca si concentra
    sull’analisi di come l’espansione e la disfunzione del tessuto adiposo alterino l’omeostasi
    glucidica e vascolare, favorendo l’insorgenza di diabete e complicanze cardiovascolari, in
    particolare l’ipertensione. Un ulteriore obiettivo è comprendere in che modo farmaci innovativi,
    in particolare gli inibitori SGLT2, insieme a strategie nutrizionali, possano modulare tali processi.
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  • Biomarcatori di attività piastrinica e loro modulazione nel diabete mellito
    Nov 4 2025
    Biomarcatori di attività piastrinica e loro modulazione nel diabete mellito
    Alessandro Rizzi - UOSD Diabetologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS di Roma
    L’attivazione piastrinica è una tappa fondamentale nell’aterotrombosi. L’11-deidro-trombossano
    (TX)B2 (U-TXM) urinario, metabolita del TXA2 piastrinico, è un biomarcatore in vivo validato
    di attivazione piastrinica, predittore di malattia cardiovascolare (CVD). Soggetti con diabete
    di tipo 1, alterata tolleranza glucidica e diabete di tipo 2 (T2DM) di lunga durata presentano
    livelli basali più elevati di U-TXM, indicando una maggiore attivazione piastrinica. In uno studio
    clinico randomizzato controllato cross-over con soggetti con T2DM e CVD, dosi molto basse
    di rivaroxaban più basse dosi di aspirina (ASA) rispetto a ASA da sola inibiscono l’attivazione
    piastrinica, indicando un possibile meccanismo fisiopatologico alla base del beneficio clinico di
    questa associazione.
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  • Eterogeneità del diabete autoimmune: nuovi biomarcatori, fenotipi clinici e implicazioni per la neuropatia
    Nov 4 2025
    Eterogeneità del diabete autoimmune: nuovi biomarcatori, fenotipi clinici e
    implicazioni per la neuropatia
    Luca D’Onofrio - UOD Diabetologia, AOU Policlinico Umberto I di Roma
    L’eterogeneità del diabete autoimmune si esplica non solo nelle modalità di insorgenza, ma anche
    nello sviluppo delle complicanze croniche. In particolare, sono state esplorate le complesse
    interazioni tra diabete autoimmune e complicanze associate, in particolare sulla neuropatia
    diabetica, una delle complicanze più comuni e invalidanti. L’utilizzo di tecnologie innovative
    come la microscopia corneale confocale, la composizione corporea tramite DEXA e la risonanza
    magnetica ha permesso di identificare biomarcatori precoci di malattia e differenziare fenotipi
    clinici. Tali ricerche contribuiscono a migliorare la diagnosi precoce e la gestione personalizzata
    delle complicanze croniche del diabete autoimmune.
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  • L’impronta metabolica di adiposità e nutrizione sulla complessità del diabete mellito
    Nov 4 2025
    L’impronta metabolica di adiposità e nutrizione sulla complessità del
    diabete mellito
    Agostino Milluzzo - Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale, Università degli Studi di Catania
    Centro Antidiabete e per la Cura dell’Obesità, ARNAS Garibaldi-Nesima di Catania
    Adiposità e nutrizione svolgono un ruolo determinante sui molteplici aspetti del diabete mellito.
    L’adiposopatia e l’introito di micro e macronutrienti incidono, attraverso meccanismi eterogenei e
    non del tutto chiariti, sulle diverse forme della malattia: dal diabete di tipo 1 a quello di tipo 2, fino
    al diabete in gravidanza. La ricerca clinica e di base indaga su come l’eccesso di grasso corporeo
    e i modelli nutrizionali incidano sulla prevenzione, sul controllo glicemico e sullo sviluppo delle
    complicanze croniche del diabete mellito. L’obiettivo è migliorarne la comprensione delle
    diverse componenti cliniche e fisiopatologiche in popolazioni specifiche.
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