• 88 - Chemioterapia e mutazioni
    Jan 23 2026
    La chemioterapia è risultata fondamentale - soprattutto in passato - persino per le neoplasie “più
    Chemioresistenti” o meglio “parzialmente chemiosensibili”, come il carcinoma polmonare non a
    piccole cellule (NSCLC). Oggi, profilazione genomica, agenti mirati, e strategie basate sulla
    conoscenza dei meccanismi di resistenza stanno rimodellando la cura del NSCLC con mutazioni di
    EGFR. L'EGFR è stato clonato per la prima volta più di 40 anni fa, e i primi studi con Inibitori
    reversibili di EGFR–tirosina chinasi (EGFR-TKI), gefitinib ed erlotinib, hanno mostrato una
    modesta efficacia nei pazienti almeno in pazienti non selezionati. Lo sviluppo degli EGFR-TKI di
    terza generazione (osimertinib tra tutti) ha cambiato profondamente lo scenario. Basti ricordare la sperimentazione FLAURA, in cui il vantaggio di osimertinib è in termini di PFS e OS.
    È ora venuto il tempo di recuperare un ruolo per la chemioterapia anche nel NSCLC EGFR
    mutato. Lo dimostrano i due studi recentemente pubblicati sul New Engl J Med, rispettivamente di
    Fang e Janne. Infatti, nel trial randomizzato FLAURA-2, con l’aggiunta della chemioterapia
    all’osimertinib, PFS e OS sono significativamente migliorate con la combinazione. Inoltre, per i
    pazienti in progressione (e quindi resistenti a osimertinib), sacituzumab tirumotecan (sac-TMT),
    un ADC (pur sempre un chemioterapico!) raddoppia la PFS rispetto alla chemioterapia
    tradizionale.
    Certamente, il “recupero” della chemioterapia per questi pazienti deve essere valutato caso per
    caso, in quanto - insieme alla dimostrata efficacia - possono riaffiorare i problemi classici di tossicità della chemioterapia stessa.

    Bibliografia
    • Sacituzumab Tirumotecan in EGFR-TKI–Resistant, EGFR-Mutated Advanced NSCLC. W Fang, et al. N Engl J Med 2026;394:13-26
    • Survival with Osimertinib plus Chemotherapy in EGFR-Mutated Advanced NSCLC.PA Jänne, et al. N Engl J Med 2026;394:27-38
    • Navigating the Evolving Landscape of EGFR-Mutated NSCLC. RS Herbst. N Engl J Med 2026; 394: 87-91


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  • 87 - Numeri
    Jan 16 2026
    Sul sito dell’AIOM troviamo ora l’edizione 2025 de “I NUMERI DEL CANCRO IN ITALIA”. È stata presentata e pubblicata a dicembre 2025 ed è il frutto (ormai tradizionale) dell’AIOM e dell’AIRTUM (associazione Registri Tumori). La pubblicazione (disponibile in versione per professionisti e in versione per pubblico generale) è scaricabile in formato PDF ed è - come di consueto - ricca di informazioni preziose. Nella prefazione del Ministro Orazio Schillaci viene sottolineato come i dati mostrino alcuni progressi significativi: “il tasso di mortalità oncologica in Italia è inferiore a quello della media dell’Unione Europea e la sopravvivenza a 5 anni per i tumori della mammella, del colon-retto e del polmone è superiore alla media eu­ropea e in miglioramento.” Certamente permangono problemi e soprattutto i dati pubblicati ci mostrano come la copertura degli screening programmati sia ancora insufficiente e come persista l’elevata mobilità sanitaria regionale per interventi chirurgici per tumore. Per quanto riguarda il nostro Paese la sima dell’incidenza è tra i 360.000 e i 390.000 casi/anno (misure di prevenzione e riduzione demografica producono la stabilità del dato) con dati incoraggianti per mortalità e sopravvivenza. La pubblicazione include - oltre ai tradizionali capitoli sulle singole neoplasie - anche una sezione su Etica e Diritti (di particolare attualità anche le problematiche di fine vita), e una sezione sull’organizzazione assistenziale (con interessanti riflessioni sulla tossicità finanziaria).

    Bibliografia
    • I Numeri del Cancro in Italia. 2025. https://www.aiom.it/i-numeri-del-cancro-in-italia/
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  • 86 - Bravo!
    Jan 9 2026
    BRAVE, cioè “coraggioso”. Pier Franco Conte ancora una volta ha portato a termine un trial clinico multicentrico assai impegnativo per concezione e svolgimento: questa volta ha riguardato la immunoterapia adiuvante postoperatoria con avelumab in pazienti con tumore mammario triplo negativo (TNBC) in fase non metastatica.
    Lo studio di fase III A-BRAVE non ha raggiunto il suo obiettivo primario: l’HR di 0,81 per Disease Free Survival con avelumab rispetto al controllo per i pazienti con TNBC ad alto rischio di ricaduta non è risultata statisticamente significativa, con risultati coerenti nella popolazione ITT e nelle pazienti con iRD dopo chemioterapia neoadiuvante (endpoint co-primari).
    Non è difficile però osservare segnali molto interessanti che derivano dall’analisi dei risultati di questo studio e finiscono con il rafforzare l’approccio immunoterapico al TNBC, quale già adottato nella pratica clinica usuale con la terapia perioperatoria a base di pembrolizumab (associato a chemioterapia in fase neoadiuvante): vedi a tal proposito il numero 30 di questa rubrica (OS Benefit del 13 dicembre 2024). Particolarmente suggestivo il vantaggio in sopravvivenza: avelumab potrebbe ridurre il rischio di morte in queste pazienti con prognosi sfavorevole e il risultato richiede quanto meno conferma in studi più ampi.

    Bibliografia
    PF Conte, et al. A-BRAVE trial: a phase III randomized trial with anti-PD-L1 avelumab in high-risk triple-negative early breast cancer patients. Ann Oncol 2025; 36: 492-150
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    10 min
  • 85 - Un platino prezioso
    Jan 2 2026
    L’avvento dell’immunoterapia nella terapia neoadiuvante del carcinoma mammario triplo negativo in fase “early” ha comportato vantaggi importanti in Risposte Patologiche Complete e indicatori di sopravvivenza (Invasive Disease Free Survival e Overall Survival); si veda anche il numero 8 del 12 luglio 2024 (tre volte negativo) e il numero 30 del 13 dicembre 2024 (OS benefit). Nello studio KEYNOTE 522 il “backbone” chemioterapico era costituito da una sequenza di carboplatino paclitaxel e poi doxorubicina/epidoxorubicina ed è questo lo schema obbligatoriamente da adottare in associazione all’immunoterapia, pur nella consapevolezza di alcuni problemi aperti, soprattutto in merito all’utilità di antracicline e platino in questi casi.
    Una serie di studi (veramente molti!) affronta il problema del valore del Carboplatino in fase neoadiuvante quando non può o non deve essere usata l’immunoterapia: controindicazioni, stadi molto precoci a rischio basso, ecc. I risultati dei trials sembrano tutti indicare un ruolo del platino quando si impiega la sola chemioterapia neoadiuvante. Due trials (RB 1501 e CITRINE) sono stati presentati a San Antonio nel 2025 e uno (Gupta et al.) era stato presentato sempre a San Antonio qualche anno fa e viene ora pubblicato sul J Clin Oncol.

    Bibliografia
    • Addition of Carboplatin to Sequential Taxane-Anthracycline Neoadjuvant Chemotherapy in Triple-Negative Breast Cancer: A Phase III Randomized Controlled Trial. Gupta S, et al. J Clin Oncol 2026; 44, 9-19;
    • Adjuvant Epirubicin Plus Cyclophosphamide Followed by Taxanes With or Without Carboplatin in Early-Stage Triple-Negative Breast Cancer (RJBC 1501): A Randomized Phase III Trial. Xiaosong Chen, et al. J Clin Oncol 2025;
    • Effect of adjuvant carboplatin intensified chemotherapy versus standard chemotherapy on survival in women with high-risk early-stage triple-negative breast cancer (CITRINE): a phase 3 randomized trial. Jun-Jie Li, et al. SABCS 2025;
    • Pooled analysis of the BrighTNess, CALGB 40603 (Alliance), and GeparSixto clinical trials identifies the impact of neoadjuvant carboplatin on pCR and survival in early-stage triple-negative breast cancer. Felsheim BM, et al.
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    7 min
  • 84 - La prima linea che cambia
    Dec 26 2025
    Per anni ci siamo abituati a impiegare lo schema del CLEOPATRA nella prima linea metastatica del carcinoma mammario HER2-positivo: e con quale soddisfazione! Vantaggio in sopravvivenza con sopravvivenza mediana e quota di lungo sopravviventi mai visti primi. Il 2025 (dopo oltre dieci anni di esperienza) sarà ricordato come l’anno delle nuove proposte: anticorpi monoclonali coniugati e nuovi agenti anti-HER2 si affacciano alla ribalta con risultati molto interessanti. I risultati del trial HER2climb-05 sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Oncology e affrontano il problema del superamento del CLEOPATRA con il potenziamento della fase di mantenimento (basata sul doppio blocco con trastuzumab e pertuzumab. Quasi 700 pazienti dopo 4-6 cicli di taxano e doppio blocco sono state randomizzate al tucatinib o al placebo sino a progressione e l’endpoint primario (Progression Free Survival) è stato centrato in pieno (25 verso 16 mesi di PFS mediana a favore del Tucatinib; HR 0.64). Il vantaggio è presente sia per le pazienti HR+, che per le pazienti HR- (le quali - a differenza che nello studio CLEOPATRA - potevano ricevere ormonoterapia di mantenimento). Si tratta della prima pubblicazione riguardante questo trial e si possono solo ipotizzare per ora alcune conclusioni: verosimilmente il vantaggio si rifletterà anche sulla Sopravvivenza Globale; probabilmente l’impatto è maggiore sulla progressione a livello cerebrale; l’ormonoterapia è probabilmente molto rilevante come terapia di mantenimento insieme a doppio blocco e tucatinib.

    Bibliografia
    HER2CLIMB-05: A Phase 3 Study of Tucatinib Versus Placebo in Combination with Trastuzumab and Pertuzumab as First-line Maintenance Therapy for HER2+ Metastatic Breast Cancer. Dieras V et al. J Clin Oncol 2025
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    9 min
  • 83 - Coalizione anticorpale
    Dec 19 2025
    Il mieloma multiplo è caratterizzato da un lungo percorso di malattia con l’applicazione di più linee di trattamento in successione. L’evoluzione della prima linea di trattamento (con l’impiego contemporaneo di più farmaci attivi) rende problematiche le scelte concernenti le linee successive alla prima, che debbono tenere conto delle caratteristiche della malattia, del profilo del paziente, dei farmaci impiegati in precedenza nei confronti dei quali può essersi sviluppata una resistenza relativa o assoluta.
    Nei due studi presi in considerazione per questo numero di “Check the News”, entrambi pubblicati sul New England Journal of Medicine, un anticorpo monoclonale bispecifico - il Teclistamab - viene associato al Daratumumab (nel MajesTEC-3 trial) e al Talquetamab (nello studio del gruppo RedirecTT-1). Il Teclistamab è un anticorpo bispecifico con due target: CD3 sulla superficie delle cellule T e BCMA (antigene di maturazione delle cellule B presente sulle cellule di mieloma e sulle cellule B); il Talquetamab è un altro anticorpo bispecifico anti-GPRC5D (G proetin-coupled receptor family C group 5 member D). Le combinazioni di anticorpi monoclonali offrono risultati molto favorevoli in gruppi di pazienti con malattia resistente e anche nei casi infrequenti di vera localizzazione extra-midollare.

    Bibliografia
    • Costa LJ, et al. Teclistamab plus Daratumumab in Relapsed or Refractory Multiple Myeloma. New Engl J Med 2025
    • Kumar S, et al. Dual Targeting of Extramedullary Myeloma with Talquetamab and Teclistamab. New Engl J Med 2025
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    11 min
  • 82 - Intelligenza artificiale: passi avanti nel futuro
    Dec 12 2025
    Non si può fare a meno di parlare di Intelligenza Artificiale, in particolare in Oncologia! Il 14
    novembre 2025 si è tenuto a Milano il primo Grandangolo dedicato a oncologia ed ematologia con
    la direzione di Armando Santoro. Sarà il primo di una lunga serie perché sulle maggiori riviste
    scientifiche vengono spesso riportati risultati concernenti applicazioni specifiche dell’Intelligenza
    Artificiale riguardanti l’Oncologia. L’articolo di Kann su Cancer Cell può rappresentare una buona
    introduzione allo stato dell’arte.
    Alcune applicazioni sono persino prevedibili, soprattutto quelle che riguardano il riconoscimento di immagini (radiologiche o istopatologiche); altre sembrano già oggi di grande utilità per l’organizzazione pratica del lavoro: ad esempio, report di colloqui, consulti, esami e diari clinici. Particolarmente intriganti sembrano gli sviluppi che riguardano il processo decisionale ed il coinvolgimento del paziente (shared decision making). Per lavorare su e con AI in medicina una segnalazione d’obbligo è quella per la nostra piattaforma I AM, ricca di contenuti e informazioni utili.

    Bibliografia
    Kann BH, et al. Artificial intelligence for clinical oncology. Cancer Cell 2025.

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    8 min
  • 81 - Una crisi "umana"
    Dec 5 2025
    Negli ultimi decenni si è assistito a straordinari avanzamenti in tema di diagnosi e terapia dei tumori, con miglioramenti sostanziali nei tassi di guarigione e nella sopravvivenza anche in casi di malattia avanzata. Ciò nonostante - a livello globale, in ogni area geografica - i pazienti oncologici, le loro famiglie ed i loro caregivers manifestano spesso insoddisfazione per i percorsi ed i luoghi di cura, per lo più legati ad una percezione di lontananza del sistema, di disumanizzazione dei rapporti.
    Questi problemi - senz’altro ben conosciuti dagli oncologi, che hanno anche inserito nei protocolli e nei piani di cura modalità che tendono a favorire l’umanizzazione della cura (psiconcologia, PROMS, PREMS, ecc) - possono ora acuirsi anziché risolversi a causa delle note criticità (carenza di personale, costi elevati, sostenibilità economica da parte dei sistemi).
    In Oncologia non tutto cambia come vorremmo: e questo paper invita a proseguire sulla strada per cui l’innovazione deve essere accompagnata da una sempre maggiore attenzione per l’umanizzazione dei percorsi di cura.

    Bibliografia
    Rodin G, et al. The human crisis in cancer: a Lancet Oncology Commission. Lancet Oncology 2025. Lancet Oncology 2025.
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