Episodi

  • N. 113 - I golpe tentati, temuti e inventati. La nostra storia recente ne riporta almeno 3 che tra verità e autentiche bufale hanno comunque contaminato gli eventi. 1a parte
    Feb 2 2026

    Il colpo di Stato è una delle paure ricorrenti nella storia delle democrazie. In questa prima parte di due episodi dedicati al tema, Riccardo Rossotto ripercorre la genesi del termine “golpe” e analizza alcuni casi esemplari, soprattutto internazionali, per capire come si organizzano e quali obiettivi hanno.

    A partire dai coup d’état dell’epoca napoleonica fino ai celebri rovesciamenti di potere in America Latina, l’episodio ricostruisce le modalità, le strategie e le condizioni che rendono possibile un colpo di Stato, approfondendo anche le categorie proposte dal politologo Samuel P. Huntington e le tecniche descritte da Edward Luttwak nel suo celebre manuale, “Strategia del colpo di Stato. Manuale pratico”

    Un episodio che riporta colpi riusciti, tentati e falliti, per anticipare tre clamorosi tentativi italiani avvenuti tra gli anni ‘60 e ‘70 di cui si parlerà nella prossima puntata. Una produzione di Zero Contenuti

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    23 min
  • N. 112 - Se una Helsinki 2 è utopica, ci potremmo accontentare di una Yalta 2 per arginare i nuovi predatori?
    Jan 26 2026

    Dopo aver ripercorso, nella precedente puntata del podcast, la Conferenza di Helsinki del 1975 riflettendo, con un po’ di speranza, su cosa significherebbe riproporla oggi, in questa nuova puntata Riccardo Rossotto ci accompagna in un altro esercizio di immaginazione geopolitica. Se una Helsinki 2 fosse troppo utopica, potremmo almeno immaginare una nuova Yalta: la Yalta 2?

    Partendo dalla storica conferenza del 1945 che ridisegnò gli equilibri mondiali alla fine della Seconda guerra mondiale, l’episodio si interroga su cosa succederebbe se oggi, nel 2026, tre nuove superpotenze, Trump, Putin e Xi Jinping, si sedessero a un tavolo per individuare un nuovo equilibrio mondiale capace di mettere fine alle guerre e rispolverando quindi le “zone di influenza” (proprio come le ha ridisegnate - e le abbiamo riprese nella copertina di questa puntata - il capo della delegazione russa al tavolo delle trattative, Dmitriev).


    Un’analisi attenta dei possibili scenari futuri, delle rispettive strategie dei nuovi leader globali e del ruolo (sempre più marginale) dell’Europa in un sistema di potere ormai tripolare, con una domanda, o meglio, una speranza, che resta aperta: la diplomazia saprà imporsi di nuovo alla forza?


    Una produzione di Zero Contenuti


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    26 min
  • N. 111 - Un sogno speranza: una Helsinki 2 per la pace nel mondo
    Jan 19 2026

    A poco più di cinquant’anni dalla storica Conferenza di Helsinki del 1975, che portò 35 Paesi a sottoscrivere un accordo su pace, cooperazione e diritti umani, oggi, in un presente segnato da decine di tragici conflitti aperti, alcuni politologi invocano la possibilità di un nuovo summit internazionale, una sorta di Helsinki 2.

    In questa puntata, Riccardo Rossotto ripercorre la genesi e il significato di quel vertice straordinario, conclusosi con l’Atto finale di 10 punti chiave, mostrando come, allora, due blocchi profondamente ostili, quello occidentale e quello sovietico, seppero ritrovarsi attorno a un tavolo.

    Una riflessione su cosa resta, o purtroppo, non ci resta, oggi, di quella Conferenza, con la speranza di poter ricostruire una Helsinki 2 capace di trovare una soluzione diplomatica e di pace ai conflitti pendenti.





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    26 min
  • N. 110 - Il “software democratico” di Josiah Ober e le “trappole” di Ben Ansell ci fanno capire lo stato di salute delle nostre democrazie
    Jan 12 2026

    In questa puntata, Riccardo Rossotto parte da due testi dal contenuto molto attuale, - “Demopolis” di Josiah Ober e “Why Politics Fails” di Ben Ansell - per riflettere sullo stato di salute delle nostre democrazie.

    Nel suo libro Ober utilizza una metafora interessante per descrivere la democrazia, paragonandola ad un “software” che, “ideato” ad Atene, ha conosciuto poi diverse “versioni” nel tempo, tutte però legate ad un principio fondamentale, l’autogoverno dei cittadini. Ansell, invece, cerca di spiegare perché i cittadini si sentano sempre più delusi dalla politica, individuando cinque grandi “trappole” in cui rischiamo spesso, noi cittadini, di cadere tutti e che riguardano la democrazia, l'uguaglianza, la solidarietà, la sicurezza e la prosperità.

    Due voci diverse di due studiosi americani della democrazia, per riflettere insieme su ciò che può sostenerla e su cosa, invece, rischia di minarne la stabilità.


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    26 min
  • N. 109 - La morte di Giovanni Amendola: un esempio controverso di come si può raccontare la storia
    Jan 5 2026

    Nel luglio del 1925, Giovanni Amendola - giornalista, parlamentare liberale e coraggioso oppositore del fascismo - venne brutalmente aggredito a Montecatini da un gruppo di squadristi. Morì meno di un anno dopo, ma le cause della sua morte sono oggetto ancora oggi di ricostruzioni contrastanti: fu vittima delle bastonate ricevute durante l’assalto fascista o di un tumore già in corso? Le opinioni divergono, come ci dimostrano le versioni del giornalista e storico Antonio Carioti e quella di Stefano Baracchini, appassionato di storia.

    In questa puntata, Riccardo Rossotto riflette sul modo in cui quella storia viene narrata, rievocando non solo la vicenda personale di Amendola ma anche il significato, spesso travisato, del termine "revisionismo".

    Un racconto che invita a mantenere sempre uno sguardo critico e a non avere paura di confrontare fonti diverse, anche quando il rischio è quello di scardinare una narrazione ufficiale ormai consolidata.


    Una produzione di Zero Contenuti

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    23 min
  • N. 108 - I “Cattivi maestri” della manipolazione delle folle: Gustave Le Bon e Edward L. Bernays
    Dec 29 2025

    Fin dalla fine del XIX secolo, i media moderni, dalla stampa al teatro, fino al cinema, hanno avuto un ruolo determinante nel plasmare l’opinione pubblica. In questa puntata, Riccardo Rossotto ripercorre la storia di due pionieri della manipolazione delle masse: Gustave Le Bon ed Edward Bernays, mostrando come molti dei meccanismi alla base della costruzione del consenso siano ancora oggi, dopo quasi 150 anni, attuali.

    Ripercorrendo le loro biografie e i fondamenti della psicologia delle masse, l’episodio analizza come si formano, o si costruiscono, le opinioni collettive. In conclusione, un interessante riepilogo articolato su “10 punti chiave” che restituisce con chiarezza le lezioni di quei “cattivi maestri”, mostrando quanto queste si


    Una produzione di Zero Contenuti

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    25 min
  • N. 107 - Buon Natale, ragionando sulla disinformazione nel mondo che ci circonda
    Dec 22 2025

    Anche questo Natale arriva in un contesto segnato da guerre, violenze e tensioni internazionali. In questa puntata, Riccardo Rossotto prova a districare la complessità del presente partendo da una domanda semplice ma urgente: quanto è vero ciò che ci viene raccontato? E quanto, invece, è manipolato dalle volontà dei diversi attori in campo? Tra dichiarazioni ufficiali, fonti ufficiose e strategie comunicative, l’episodio analizza alcune tra le principali crisi contemporanee - dall’Ucraina, all’Iran, alla questione mediorientale, per citarne alcune - per metterne in luce contraddizioni e meccanismi di disinformazione che alimentano la confusione globale.

    Un invito a non cedere alla propaganda né al pessimismo, ma a riattivare il pensiero critico e a restare umani, cercando, anche nel nostro piccolo, di contribuire alla distensione.


    Una produzione di Zero Contenuti

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    30 min
  • N. 106 - 12 ottobre 1985, base aerea di Sigonella: quando Bettino Craxi disse no a Reagan
    Dec 15 2025

    Il 12 ottobre 1985 presso la base militare di Sigonella, l’Italia scrisse una pagina unica della sua storia repubblicana: il Presidente del Consiglio Bettino Craxi disse “no” ad una decisione della Casa Bianca. In un contesto segnato da tensioni internazionali e sudditanza postbellica, Craxi si oppose alla richiesta americana di consegnare il terrorista palestinese Abu Abbas, presente a bordo di un aereo egiziano atterrato nella base siciliana, ordinando ai carabinieri italiani di difendere la sovranità nazionale.

    Dopo aver ricostruito gli equilibri geopolitici che si erano creati nel secondo dopoguerra, nonché i rapporti di forza tra Italia e Stati Uniti, Riccardo Rossotto ripercorre nel dettaglio quei giorni concitati, a partire dal 7 ottobre 1985, quando la nave da crociera italiana Achille Lauro fu sequestrata da quattro terroristi armati mentre si apprestava a lasciare le acque egiziane per approdare in Israele. Un episodio che ci ricorda come, almeno una volta, l’Italia seppe far valere la propria voce sullo scacchiere internazionale.


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    26 min