N. 112 - Se una Helsinki 2 è utopica, ci potremmo accontentare di una Yalta 2 per arginare i nuovi predatori?
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Dopo aver ripercorso, nella precedente puntata del podcast, la Conferenza di Helsinki del 1975 riflettendo, con un po’ di speranza, su cosa significherebbe riproporla oggi, in questa nuova puntata Riccardo Rossotto ci accompagna in un altro esercizio di immaginazione geopolitica. Se una Helsinki 2 fosse troppo utopica, potremmo almeno immaginare una nuova Yalta: la Yalta 2?
Partendo dalla storica conferenza del 1945 che ridisegnò gli equilibri mondiali alla fine della Seconda guerra mondiale, l’episodio si interroga su cosa succederebbe se oggi, nel 2026, tre nuove superpotenze, Trump, Putin e Xi Jinping, si sedessero a un tavolo per individuare un nuovo equilibrio mondiale capace di mettere fine alle guerre e rispolverando quindi le “zone di influenza” (proprio come le ha ridisegnate - e le abbiamo riprese nella copertina di questa puntata - il capo della delegazione russa al tavolo delle trattative, Dmitriev).
Un’analisi attenta dei possibili scenari futuri, delle rispettive strategie dei nuovi leader globali e del ruolo (sempre più marginale) dell’Europa in un sistema di potere ormai tripolare, con una domanda, o meglio, una speranza, che resta aperta: la diplomazia saprà imporsi di nuovo alla forza?
Una produzione di Zero Contenuti