Episodi

  • Stagione 2 episodio 9 - "Trattamento delle donne in fertilità"
    Aug 19 2026
    Dott. Salvatore Maria Lima e Prof. Edoardo Ferlazzo

    La gestione dell’epilessia nelle donne in età fertile rappresenta una sfida clinica complessa, che richiede di bilanciare il controllo delle crisi con la tutela della fertilità. Le evidenze più recenti sottolineano l’importanza della consulenza pre-concezionale, della scelta mirata dei farmaci anticrisi a minor rischio teratogeno, della supplementazione con acido folico e del monitoraggio durante gravidanza e postpartum. Oltre questo, spesso un approccio personalizzato e multidisciplinare è cruciale per migliorare la gestione delle nostre pazienti e supportare scelte consapevoli di cura. Inizio subito con una domanda provocatoria.
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    26 min
  • Stagione 2 episodio 8 - "I biomarcatori neuropsicologici in epilessia"
    Aug 5 2026
    Dott. Salvatore Maria Lima e Prof.ssa Iole Martino

    La dimensione cognitiva e comportamentale dell’epilessia rappresenta oggi uno degli ambiti più rilevanti e in rapida evoluzione della ricerca clinica. Le evidenze più recenti dimostrano che l’epilessia non è solo un disturbo caratterizzato da crisi ricorrenti, ma una condizione neurologica più complessa che può associarsi a deficit di memoria, attenzione, funzioni esecutive e regolazione emotiva, con un impatto significativo sulla qualità di vita. I dati della letteratura sottolineano come una valutazione neuropsicologica strutturata sia fondamentale non solo nella fase diagnostica, ma anche nel follow-up, nella pianificazione terapeutica e nella valutazione degli esiti di trattamenti farmacologici o chirurgici. Quindi, un approccio integrato tra neurologo, neuropsicologo e altri specialisti consente di intercettare precocemente fragilità cognitive e psicologiche, personalizzare gli interventi riabilitativi e supportare pazienti e famiglie in un percorso di cura realmente centrato sulla persona.
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    17 min
  • Stagione 2 episodio 7 - "I biomarcatori di immagini in epilessia"
    Jul 22 2026
    Dott. Salvatore Maria Lima e Prof. Angelo Labate

    L’imaging cerebrale sta rivoluzionando la diagnosi e il trattamento dell’epilessia. Oggi i biomarcatori di immagini rappresentano uno strumento sempre più importante per identificare il focolaio epilettogeno, migliorare la selezione dei pazienti candidati alla chirurgia e sviluppare percorsi terapeutici sempre più personalizzati.
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    37 min
  • Stagione 2 episodio 6 - "Epilessia ed intelligenza artificiale"
    Jul 8 2026
    Dott. Salvatore Maria Lima e Prof. Antonio Cerasa

    La puntata di oggi è dedicata al ruolo emergente dell’intelligenza artificiale nella gestione dell’epilessia, dalla diagnosi precoce alla predizione delle crisi e alla personalizzazione delle terapie. Attraverso l’analisi di EEG e dati clinici complessi, l’AI sta offrendo nuovi strumenti di supporto decisionale al clinico, oltre che nuove risorse per il trattamento dell’epilessia farmacoresistente. Con il Prof. Antonio Cerasa discuteremo opportunità, limiti attuali e sfide etiche, esplorando l’impatto reale di queste tecnologie sulla pratica clinica e sulla qualità di vita delle persone con epilessia.
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    26 min
  • Stagione 2 episodio 5 - "Le encefalopatie epilettiche"
    Jun 24 2026
    Prof. Pasquale Striano e Dott. Salvatore Maria Lima

    Negli ultimi anni si è passati da una visione in cui l’epilessia era considerata l’unica responsabile del deterioramento neurologico, a un modello più complesso. Nelle encefalopatie epilettiche, infatti, crisi frequenti e anomalie elettroencefalografiche contribuiscono direttamente al rallentamento o alla regressione dello sviluppo. Nelle encefalopatie dello sviluppo, invece, il deficit cognitivo e comportamentale dipende soprattutto da un’alterazione neurobiologica di base, spesso genetica, e l’epilessia rappresenta una componente aggiuntiva. Il termine DEE, cioè encefalopatia epilettica e dello sviluppo, indica proprio l’interazione tra le due componenti. Esempi tipici sono sindromi genetiche come Dravet o CDKL5. Questa distinzione è molto utile in clinica perché aiuta a definire prognosi più realistiche e a capire quanto possiamo ottenere dal solo controllo delle crisi.
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    22 min
  • Stagione 2 epidosio 4 - "Epilessia e genere "
    Jun 10 2026
    Prof.ssa Loretta Giuliano e Dott.ssa Chiara Martellino

    Il tema “epilessia e genere” è sicuramente vasto e complesso. Quando parliamo di “genere” in neurologia non ci riferiamo soltanto alle differenze biologiche, ma anche all’identità di genere e all’impatto che fattori sociali e culturali possono avere sulla salute.
    L'epilessia, in particolare, è una condizione che si intreccia strettamente con tutti questi aspetti, ed è fondamentale comprenderne le implicazioni non solo dal punto di vista neurologico, ma anche psicologico, sociale e terapeutico. In questo videocast cercheremo quindi di affrontare i punti principali: dalle differenze ormonali, alle implicazioni terapeutiche, fino agli aspetti etici e relazionali che dovrebbero essere considerati nella pratica clinica quotidiana. Perché parlare di epilessia e genere significa, in fondo, parlare di medicina realmente centrata sulla persona, un aspetto fondamentale per migliorare la qualità della vita dei pazienti.
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  • Stagione 2 episodio 3 - "Terapia medica sullo stato epilettico"
    May 27 2026
    Prof. Stefano Meletti e Dott.ssa Chiara Martellino,

    Lo stato epilettico rappresenta una delle emergenze neurologiche più temute, con un'incidenza stimata di 15-20/100.000 casi all'anno. E’ una condizione tempo-dipendente, in cui ogni minuto conta. In questo senso, potremmo prendere in prestito dallo stroke il concetto di “time is brain”: se nell’ictus questo principio è stato, infatti, ridefinito, nello stato epilettico resta invece assolutamente centrale, anche a causa delle complicanze a lungo termine, quali la morte neuronale e la riorganizzazione patologica dei network.

    Nel trattamento dello stato epilettico, le benzodiazepine rappresentano la terapia di prima linea, in virtù della loro rapidità d’azione e della capacità di potenziare l’inibizione GABAergica. Tuttavia, la loro efficacia può ridursi o venire meno con il protrarsi della crisi. Per tale motivo, è spesso necessario ricorrere all’utilizzo di farmaci di seconda linea, fino a un approccio con agenti anestetici.
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    20 min
  • Stagione 2 episodio 2 - Update sulla SHE
    May 13 2026
    Prof.ssa Francesca Bisulli e Dott.ssa Chiara Martellino,

    La SHE rappresenta una vera sfida diagnostica, non solo per l’epilettologo ma anche per gli specialisti del sonno. Le manifestazioni motorie possono infatti apparire sorprendentemente simili, da un lato, a quelle delle parasonnie, tanto che Tassinari le descrisse come l’espressione di un carillon comune, in cui cambia chi gira la manovella, ma la melodia resta la stessa.
    Dall’altro lato, anche le crisi psicogene non epilettiche possono entrare in diagnosi differenziale, rendendo spesso difficile una distinzione basata sulla sola osservazione clinica.
    1. Proprio partendo da queste difficoltà diagnostiche, esistono indizi clinici che ci aiutano a differenziare la SHE dall’ampio capitolo delle parasonnie o dalle crisi psicogene di natura non epilettica?
    2. Nel corso del tempo, la SHE è stata definita in modi diversi, a testimonianza dell’evoluzione della nostra comprensione di questi episodi notturni.
      Inizialmente descritta come distonia parossistica nel sonno, è stata successivamente inquadrata come epilessia notturna del lobo frontale. Il termine attuale riflette la consapevolezza che l’origine delle crisi non è sempre frontale e che il vero elemento distintivo è il fenotipo ipermotorio sonno-relato.
      Esistono, tuttavia, indizi localizzatori che possano aiutarci a definire l’origine del focolaio epilettogeno? La video-polisonnografia è spesso considerata il gold standard: quali sono però i reali limiti?
    3. Da un punto di vista eziologico, qual è il ruolo della genetica nella SHE e quali elementi clinici dovrebbero orientare verso l’esecuzione di un’indagine genetica?
    4. La SHE è stata a lungo considerata una sindrome “benigna”, in virtù della riportata buona risposta al trattamento, in particolare alla carbamazepina, che rappresenta tuttora la terapia di prima linea.Tuttavia, dati più recenti hanno evidenziato una prognosi meno favorevole nel lungo termine, con meno di un terzo dei pazienti libero da crisi dopo 40 anni dall’esordio.Alla luce di questi dati, quali sono le alternative terapeutiche alla carbamazepina e quali nuove prospettive di trattamento si stanno delineando?
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    32 min