Episodi

  • Gaja Cenciarelli e Marta Stella
    Feb 14 2026

    "Il rivoluzionario e la maestra" di Gaja Cenciarelli e "Clandestine" di Marta Stella

    "Il rivoluzionario e la maestra" di Gaja Cenciarelli (Marsilio) è un romanzo doloroso, potente, duro e anche commovente, che attraverso tre voci narranti ricostruisce la vita vera di Adolfo Wasem e Sonia Mosquera, militanti del Movimento di Liberazione dei Tupamaros nell'Uruguay degli anni '70, dominato da una dittatura militare. I due, marito e moglie, furono arrestati nel '72. Lui passò 12 anni nei cosiddetti calabozos, ossia delle celle così piccole nelle quali non si poteva stare né in piedi né sdraiati. Sonia fu portata in una prigione femminile collettiva. Entrambi subirono tremende torture e, nel caso di Sonia e delle altre prigioniere, ripetuti stupri. La terza voce narrante è quella di una donna, una maestra, che a Roma dal 2015 in poi, dopo la morte dei genitori, è costretta a fare cinque traslochi: vive una condizione di povertà e di precarietà che i suoi amici non comprendono. La maestra compra per caso un libro in cui si ricostruisce la storia terribile di Adolfo e di Sonia e sente di avere con quella storia un legame particolare.

    Nella seconda parte parliamo di "Clandestine - Il romanzo delle donne" di Marta Stella (Bompiani). Un romanzo che va dalla fine degli anni '70 ai primi anni '80 con alcune riflessioni anche sull'oggi. È la storia di una donna che ricorda il suo aborto clandestino quando aveva 17 anni: era il 1967 e in Italia la legge sull'interruzione volontaria di gravidanza è arrivata solo nel '78. La sua vicenda e la sua crescente consapevolezza su quello che accade nel mondo e su sè stessa si intrecciano alla storia dell'epoca, al movimento del '68, al femminismo, alla storia di altre donne che avevano dovuto abortire illegalmente. Questa è la storia di donne, ma anche di alcuni uomini, che hanno combattuto per la conquista dei diritti. C'è Elvira Banotti, che per anni ha raccolto le testimonianze di donne e di medici che praticavano gli aborti al di fuori della legalità perché non esisteva una legge e si battevano per questo, c'è Gigliola Pierobon diventata suo malgrado nota perché processata e condannata per aver abortito clandestinamente. Ci sono anche le donne e gli uomini che nel '53 fondarono l'AIED, l'Associazione Italiana per l'Educazione Demografica, che si è battuta per una procreazione consapevole (fino a primi anni '70 in Italia la contraccezione era di fatto illegale).

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  • Maria Grazia Calandrone e Mario Andreose
    Feb 7 2026

    "Dimmi che sei stata felice" di Maria Grazia Calandrone e "Un'educazione veneziana" di Mario Andreose

    Un romanzo che incrocia le vicende personali di quattro generazioni di donne con i fatti storici, dove la cronaca storica non è semplice sfondo: il bombardamento su Roma nel luglio del '43, il '68, la strategia della tensione, la lotta fra bande criminali a Ostia, la diffusione dell'amianto nelle costruzioni. Sono questi i fatti che costituiscono l'ossatura del romanzo "Dimmi che sei stata felice" (Einaudi) di Maria Grazia Calandrone, autrice fra l'altro di "Splendi come vita", in cui raccontava il rapporto turbolento con la madre adottiva, e "Dove non mi hai portata", in cui si ricostruiva la vita della madre biologica che l'aveva lasciata quando lei era neonata in un parco, proprio perché la trovassero, prima di togliersi la vita. Nel romanzo seguiamo le vite di Lidia, che perde due figli nel bombardamento di Roma, la figlia Angelica, cresciuta in un collegio di suore, Aurora, figlia di Angelica, che ha un rapporto conflittuale con la madre che a un certo punto della sua vita si trasferisce ad Ostia, dove incontra Viola con la quale nasce una relazione, infine Astra, figlia di Aurora.

    Nella seconda parte parliamo di "Un'educazione veneziana" (La nave di Teseo), memoir di Mario Andreose, un uomo di editoria che ha iniziato come correttore di bozze a Il Saggiatore per poi arrivare a ruoli dirigenziali, soprattutto in Bompiani. Nel 2015 è stato fra i fondatori, insieme a Elisabetta Sgarbi e Umberto Eco, di cui era amico e curatore editoriale, della casa editrice La nave di Teseo. Nel memoir ricostruisce la sua infanzia e giovinezza a Venezia: una famiglia umile, una "dignitosa indigenza", una tragedia che ha segnato l'infanzia (la morte del gemello a quattro anni e della sorellina a tre anni), una madre che lo considera un po' poco, perché dice che un gemello è pur sempre "una metà". Ma poi c'è l'incontro, meraviglioso, con i libri, il teatro, il cinema, l'arte, nella Venezia anni Cinquanta, dove circolano artisti e intellettuali.

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  • Lili King e Elda Alvigini
    Jan 31 2026

    "Cuore l'innamorato" di Lili King e "Inutilmentefiga" di Elda Alvigini

    Un triangolo sentimentale è al centro del romanzo "Cuore l'innamorato" (il titolo prende spunto da un gioco di carte che fanno i protagonisti) scritto dall'americana Lily King (Fazi - traduz. Manuela Francescon), autrice molto apprezzata dalle sue colleghe, come Elizabeth Strout. Al centro di questo triangolo c'è una giovane universitaria che viene soprannominata Jordan, come uno dei personaggi de "Il grande Gatsby" (ci sono molte citazioni letterarie nel romanzo). Agli altri angoli di questo triangolo ci sono Sam e Yash, anche loro frequentano lo stesso corso di letteratura di Jordan. Inizialmente Jordan ha una relazione con Sam, che ha ricevuto un'educazione religiosa piuttosto rigida. Poi scoppia l'amore con Yash, che però è in difficoltà a confessare all'amico la nascita di questa relazione. Lily King accende un faro su questi tre giovani nella fase della vita fatta di progetti, di passioni ed entusiasmi, ma sceglie anche di raccontare il dopo, guardando gli stessi personaggi intorno ai 50 anni, quando la vita, a volte, ha tradito aspirazioni e sentimenti.

    Il rapporto con l'altro è al centro del romanzo "Inutilmentefiga" di Elda Alvigini (Santelli). Con ironia e autoironia, l'autrice racconta la sua infanzia, la sua adolescenza, ma soprattutto la sua educazione sentimentale. Figlia di genitori giovani, belli, ricchi e di sinistra, a scuola viene bullizzata perché la madre la veste come un intillimano. Entrambe le nonne sono state delle rivoluzionarie per la loro epoca: quella paterna aveva avuto due figli fuori dal matrimonio, la nonna materna si era laureata in farmacia negli anni '30 e aveva aperto una farmacia in un paesino della Sicilia. Un'educazione, dunque, progressista, una famiglia di donne intraprendenti, ma questo modello entra in contraddizione con il mondo spesso sognato dalle bambine nate fra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, ossia un mondo ideale fatto di principesse, fate e belle addormentate. Nell'educazione sentimentale la protagonista incappa in una serie di uomini sbagliati, ma poi c'è anche il senso di colpa, la depressione e la vena comica e ironica che compare quando i periodi neri sono stati momentaneamente superati.

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  • Daniele Mencarelli e Andrea Kerbaker
    Jan 24 2026

    "Quattro presunti familiari" di Daniele Mencarelli e "Casa, dolce casa" di Andrea Kerbaker

    Un romanzo nero che gira intorno al ritrovamento di uno scheletro nei boschi vicino Latina. Appartiene a una donna e la morte risale a circa venti anni prima. I carabinieri decidono così di convocare i parenti delle tre ragazze scomparse in quel periodo. Questa è a grandi linee la trama di "Quattro presunti familiari" (Sellerio) scritto da Daniele Mencarelli, noto per romanzi come "Tutto chiede salvezza" e "La casa degli sguardi". Se nei precedenti romanzi aveva narrato le dipendenze e il disagio mentale, in questo sembra virare verso il noir. In effetti c'è un'indagine (bisogna scoprire l'identità della vittima comparando il DNA delle ossa con quello dei familiari), ma quella che prevale è soprattutto l'indagine sulla psicologia di questi familiari e anche sui carabinieri che lavorano al caso. C'è la voce narrante, l'appuntato Emanuele Circosta, che si definisce un mediocre: di fronte alle violenze e ai soprusi commessi dal collega Liberati, preferisce tacere diventando in parte complice. Sarà Circosta a dover gestire i difficili equilibri dei quattro presunti familiari: i coniugi Martelli che hanno perso la figlia, la signora Parrino che aveva denunciato la scomparsa della sorella, il giovane Lucio Marini, la cui madre era scomparsa quando lui aveva solo dieci anni.

    Nella seconda parte un romanzo tenero e amaro sulla vecchiaia, narrato con ironia. In "Casa, dolce casa" (Guanda), Andrea Kerbaker racconta la storia di George, un quasi novantenne che vive in una residenza per anziani nel sud della Gran Bretagna. Ha spesso dei vuoti di memoria, si intuisce che ha una forma di demenza senile, ma ha la sufficiente lucidità per capire che le condizioni di vita nella residenza per anziani non sono accettabili. Il personale è gentile, ma c'è una condiscendenza affettata. George è disturbato, per esempio, dalla mancanza di dignità personale, ma soprattutto reclama libertà e indipendenza. Per questo decide di scappare dalla residenza per anziani e tornare nella propria abitazione. Questo breve viaggio sarà l'occasione per riflettere sulla sua condizione, ma anche per fare un bilancio personale sul passato: che marito e che padre è stato George? Un romanzo puntellato dall'ironia e che narra, utilizzando la seconda persona singolare, una vicenda dolce e nello stesso tempo amara.

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  • Stefania Auci
    Jan 17 2026

    "L'alba dei leoni" di Stefania Auci

    Il nome di Stefania Auci è legato alla saga dei Florio. Nei romanzi "I leoni di Sicilia", libro più venduto in Italia nel 2019, e poi "L'inverno dei leoni", aveva narrato la parabola della famiglia Florio, arrivata a Palermo dalla Calabria a cavallo fra il '700 e l'800. L'ascesa, il successo commerciale, le vicende personali e poi la caduta. Ora il romanzo "L'alba dei leoni" (Nord) racconta le vicende dei Florio prima del trasferimento in Sicilia. Siamo, dunque, fra il 1772 e il 1799 a Bagnara Calabra. Ci sono Vincenzo Florio, fabbro, e la moglie Rosa con i vari figli, fra cui c'è Francesco, considerato il ribelle perché non vuole fare lo stesso mestiere del padre. Viene rapito da una banda di briganti ed è costretto a stare con loro per diversi mesi. La vita di stenti, la violenza, la paura, ma sempre il costante desiderio di essere artefice del proprio destino. C'è poi il terremoto del 1783 che distrugge quasi completamente Bagnara, infine il focus si sposta su un altro personaggio, Paolo, che come il fratello Francesco non vuole fare il fabbro ma vorrebbe andare per mare. Sarà lui, insieme al fratello Ignazio, ad andare poi a Palermo, avviare l'aromateria e dare inizio alla storia imprenditoriale dei Florio. Questo è dunque un prequel de "I leoni di Sicilia", ma è soprattutto la storia di due ragazzi, Francesco e Paolo, che vogliono segnare il proprio destino, ribellandosi alle imposizioni del padre. Ed è anche la storia di tante donne che alla fine del '700 vivono una condizione di sottomissione e silenzio, in cui si inserisce qualche raro tentativo di indipendenza.

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  • Catena Fiorello Galeano e Letizia Pezzali
    Jan 10 2026

    "Vita e peccati di Maria Sentimento" di Catena Fiorello Galeano e "Un animale innocente" di Letizia Pezzali

    "Maria Sentimento aveva lo sguardo vitreo e tagliente. In paese era una donna chiacchierata, ma non si poteva dire lasciasse indifferenti e benché per indole preferisse parlare poco di sé, le malelingue insistevano nel ricamare pettegolezzi sulla sua vita". Questo è l'incipit del romanzo "Vita e peccati di Maria Sentimento" di Catena Fiorello Galeano (Rizzoli). Siamo in Sicilia alla fine degli anni '50: Maria Sentimento è una vedova quarantenne con quattro figli, Santino, Anna, Lucia e il piccolo Antonio che è nato da un amore clandestino, un uomo che dopo tante promesse l'aveva abbandonata. Per Maria Sentimento il rapporto con gli uomini era stato sempre complicato, non aveva mai sopportato il marito, sposato solo per sottrarsi a un padre manesco e di scarso affetto. La sua vita è tutta dedicata ai figli, cerca per loro un futuro migliore ed è per questo che lascia il lavoro in campagna e va a lavorare nella villa di una coppia di ricchi americani nella vicina Taormina, all'epoca al centro della vita mondana e internazionale, meta di divi del cinema di tutto il mondo.

    Nella seconda parte parliamo di un romanzo composito, carico anche di tensione: inizia come un romanzo intimista di riflessioni personali e lentamente si trasforma in un noir psicologico. La protagonista è Vanda che a 45 anni attraversa un momento di crisi: ha chiuso una relazione clandestina con un uomo sposato e sente improvvisamente il peso degli anni, tanto che dice di sentirsene 90. È una donna autonoma, determinata, ma dice anche "non so vivere". Decide così di concedersi una vacanza a Fuerteventura e qui incontra Ben, un massaggiatore ventenne per il quale sviluppa un'ossessione erotica. Il romanzo "Un animale innocente" di Letizia Pezzali (Einaudi) è dunque la storia di questa ossessione erotica, con una serie di riflessioni sui rapporti di potere, sul confine fra bene e male e anche sulla manipolazione.

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  • "L'avvocato del diavolo" di Boris Akunin
    Jan 6 2026

    Un romanzo satirico e sarcastico sulla Russia e sul regime di Putin. Parliamo di "L'avvocato del diavolo" di Boris Akunin (Mondadori - traduz. Erin Beretta, Francesco De Nigris, Mariangela Ferosi) con la prefazione di Paolo Nori, uno dei massimi esperti di letteratura russa in Italia. Boris Akunin è molto famoso in Russia per i suoi gialli storici, ma questo è il primo romanzo che non è stato pubblicato nel suo paese: per aver criticato Putin è stato inserito in una lista di estremisti e terroristi e condannato in contumacia a 14 anni di carcere e dunque da qualche anno vive a Londra. In questo romanzo immagina una Russia dove il capo di Stato ha un ictus e il premier, che è un ex agente dei servizi segreti, indice nuove elezioni convinto di vincere perché pensa di piacere a tutti. In realtà vince il suo avversario, un ex prigioniero politico, che crea una Repubblica parlamentare dove la priorità sono i diritti umani. In questo clima democratico, si celebra il processo all'ex braccio destro del capo di Stato, che fra l'altro aveva orchestrato l'invasione dell'Ucraina. Come difensore quest'uomo chiede di avere uno scrittore dissidente. Un totale ribaltamento dei piani in cui lo scrittore si trova a difendere chi lo aveva perseguitato. Un romanzo che può essere considerato una critica feroce al regime di Putin, ma anche una critica a tutti i regimi.

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  • "L'estate che ho ucciso mio nonno" di Giulia Lombezzi
    Jan 5 2026

    Alice è una sedicenne molto legata alla madre Marta. Questo equilibrio è rotto con l'arrivo in casa del nonno materno che deve passare un periodo di convalescenza dopo un intervento. Un uomo esponente di una cultura maschilista e patriarcale e che, a causa della malattia, diventa un despota capriccioso: fa andar via una badante dopo l'altra e tutto l'accudimento alla fine ricade sulla figlia Marta, cosa che fa infuriare la giovane Alice, che soffre per la remissività della madre. "L'estate che ho ucciso mio nonno" di Giulia Lombezzi (Bollati Boringhieri) è un romanzo dai sentimenti forti che parte dalla rabbia di un'adolescente per arrivare poi a scoperchiare segreti di famiglia, una famiglia in cui quest'uomo si è sempre imposto.

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