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IL COUNSEL COACHING STRATEGICO IN AZIONE

IL COUNSEL COACHING STRATEGICO IN AZIONE

Di: LA BUSSOLA
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Il Counsel Coach Strategico è una figura professionale che nasce dalla combinazione del Counseling con il Coaching applicati nel Modello Breve Strategico Nardone.
Spesso,sia nelle aziende, sia nel privato o in qualsiasi ambito in cui ci troviamo coinvolti ad operare non si riescono a raggiungere gli obiettivi prefissati o le nostre azioni non sono così funzionali a noi stessi e al contesto in cui siamo.
I Counsel Coach Strategici, grazie alla continua ricerca in azione pratica sul campo, e al modello di riferimento, sono facilitatori sia nei processi di cambiamento, ed in particolare nelle situazioni in cui la persona o il gruppo di persone vivono dinamiche sempre più disfunzionali che vanno ad aggravare la situazione.
I temi trattati spaziano settori molto diversi e possono aiutare a riconoscere ciò che maggiormente ci impedisce di vivere appieno con noi stessi, nelle relazioni e nelle nostre attività.

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Successo personale Sviluppo personale
  • #7-Mi si è spezzato il cuore-Raffaella Martini
    Apr 9 2026
    “Mi si è spezzato il cuore.”
    Quante volte lo abbiamo pronunciato con un sospiro,
    o lo abbiamo sentito dire da un amico dopo una relazione finita o un lutto?
    Di solito, lo archiviamo come una licenza poetica, un modo per dare voce a un dolore emotivo così denso da sembrare fisico.
    Ma in trent’anni di lavoro, tra i monitor della Terapia Intensiva il Poligrafo nel Laboratorio Interventistico di Emodinamica e il sibilo dell’ossigeno, ho imparato che il cuore può ammalarsi davvero.
    Si chiama Sindrome di Tako-Tsubo, o cardiomiopatia da stress.
    È una condizione reale, misurabile, quasi incredibile nella sua manifestazione: sotto l’effetto di un’emozione troppo intensa o di uno stress mantenuto troppo a lungo, il cuore cambia letteralmente forma.
    Il ventricolo sinistro si gonfia alla base e si restringe all’apice, assumendo la sagoma del tako-tsubo, una trappola giapponese usata per pescare i polpi.
    In quel preciso istante, il cuore “stordito” smette di pompare correttamente. Immaginate la scena: una paziente arriva in emergenza — e parlo al femminile perché nel 90% dei casi si tratta di donne — arriva con tutti i segni da manuale di un infarto miocardico acuto.
    Dolore toracico che toglie il fiato, elettrocardiogramma alterato, marcatori enzimatici che segnalano un danno cellulare.
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  • #8-Le tentate soluzioni quando la cura alimenta il male-Donatella Metelli
    Jan 8 2026
    Dal modello strategico una chiave per spezzare i circoli viziosi nelle organizzazioni
    C’è un momento, nella vita di ogni manager, in cui si ha la sensazionedi correre sempre più veloce restando esattamente nello stesso punto.
    Come un criceto nella ruota.
    Più energia si investe, più la situazione sembra immobile.
    O peggio: più ci si impegna a risolvere un problema, più quel problema si radica.
    È la trappola delle tentate soluzioni: quei tentativiche, ripetuti con ostinazione crescente, finisconoper alimentare proprio ciò che avrebbero dovutoeliminare.
    La cura che alimenta il male.
    Quando l’impegno diventa il problema.
    Lo riconosciamo tutti, quel momento.
    Il responsabile commerciale che, di fronte a un venditorein difficoltà, intensifica i controlli, le verifiche, i report da compilare.
    E ottiene solo chiusura, demotivazione, risultati ancora peggiori.
    Allora raddoppia i controlli.
    E il circolo si stringe.
    Il team leader che percepisce tensioni nel gruppo e convoca riunioni su riunioni per “migliorarela comunicazione”.
    E vede crescere stanchezza,sguardi sfuggenti, silenzi carichi di non detto.
    Allora aggiunge un’altra riunione settimanale.
    E ilmuro si ispessisce.
    L’imprenditore che risponde al calo di fatturatotagliando costi, riducendo il personale, comprimendo la qualità.
    E si ritrova con clienti in fuga,collaboratori sfiduciati, una spirale che sembranon avere fondo.
    Allora taglia ancora.
    E il fondo si allontana.
    Situazioni diverse, ma con lo stesso schema nascosto: stiamo facendo “più della stessa cosa”convinti che la quantità compenserà ciò che nonfunziona nella direzione.
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  • #6-La relazione il cuore pulsante della cura della formazione e del cambiamento-Raffaella Martini
    Oct 14 2025
    Possiamo essere tecnicamente eccellenti, preparati, aggiornati, esperti nei protocolli, nelle linee guida, nella comunicazione scientifica.
    Possiamo essere formatori brillanti, counselor strategici capaci, coach precisi.
    Ma se non coltiviamo la relazione, se non ci prendiamo cura di come stiamo dentro l’incontro con l’altro, manca sempre qualcosa.
    E spesso, è proprio quel qualcosa invisibile a fare la differenza più profonda: quella che resta nel tempo, quella che cambia le persone, quella che fa sentire visti, accolti, riconosciuti.
    La relazione nel mondo sanitario: più di una competenza, una scelta di presenza
    Nella cura, la relazione non è un accessorio.
    È sostanza, ambiente, clima emotivo.
    Un gesto tecnico, per quanto corretto, se avviene in un vuoto relazionale, rischia di risultare freddo, meccanico, a volte persino invasivo.
    La persona assistita ha bisogno sì di competenza, ma anche di umanità, di presenza vera, di un ascolto che non giudica.
    Ha bisogno di sapere che c’è qualcuno lì, con lei, non solo per lei.
    Perché curare non è solo “fare qualcosa per l’altro”, ma esserci insieme all’altro.
    Oggi più che mai, in un sistema sanitario che corre veloce, che a volte dimentica il volto delle persone dietro ai numeri e agli indicatori, la relazione è atto rivoluzionario.
    È un modo per rallentare, per tornare a vedere, per ridare senso a ciò che facciamo.
    Una relazione autentica può cambiare l’esperienza della malattia.
    Anche quando non possiamo guarire, possiamo sempre prenderci cura.
    E la cura passa per lo sguardo, per il modo in cui nominiamo il dolore, per la qualità del silenzio che sappiamo sostenere.
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    6 min
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