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Di: archiviocolli
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A proposito di questo titolo

L'Archivio del filosofo Giorgio Colli è stato fondato nel 1979 dal figlio Enrico Colli. Alla direzione di Enrico Colli, scomparso nel 2011, va il merito essenziale di aver fatto conoscere il pensiero del padre oltre alle opere pubblicate in vita attraverso un'attenta cura dei suoi scritti postumi. I materiali dell'Archivio sono disponibili agli studiosi presso la Fondazione Mondadori di Milano.archiviocolli Filosofia Scienze sociali
  • Weimer (Il Nietzsche di Colli, 16/18)
    Mar 7 2021

    Luciano Foà, lasciata la casa editrice Einaudi, già pensa a fondarne una sua: l’Adelphi. Nell’estate fiorentina Colli lavora alla sua filosofia, a quel sistema che troverà spazio nel suo più importante libro teorico: “Filosofia dell’espressione”. Proprio in quei giorni a Roma si riuniscono i consiglieri di Giulio Einaudi, invitati a dichiararsi pro o contro l’edizione nietzschiana. Vincono i no, con il voto decisivo dello storico Delio Cantimori. La rottura fra Giulio e Giorgio è inevitabile e definitiva. Ma Giorgio non demorde. A Mazzino Montinari, tornato a Weimar, affianca due giovani collaboratori: Marilù Pampaloni e Sossio Giametta. Il lavoro sui manoscritti nietzschiani ha inizio. Intanto Foà fonda la sua “Adelphi” e si dichiara disposto, se troverà un adeguato partner in affari, a sposare il progetto nietzschiano. Ferragosto 1962, Giorgio è in vacanza con la famiglia nella villa canavesana di suo padre Giuspin. La notizia arriva come un colpo di fulmine. Il prestigioso editore francese Gaston Gallimard ha firmato un contratto con l’Adelphi per sostenere “l’azione Nietzsche”. Due anni dopo, nella prima sede dell’Adelphi, in via Santa Marta 23, a Milano, Foà presenta il primo volume dell’edizione nietzschiana dato alle stampe: si tratta di “Aurora” e dei frammenti postumi 1880-1881. Più di 1.000 frammenti sono inediti, rintracciati da Montinari negli archivi di Weimar.

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    18 min
  • Illuminazione (Il Nietzsche di Colli, 15/18)
    Mar 6 2021

    Son gli anni del boom! Giorgio e Nino rivedono cinque volte “La dolce vita” di Fellini. La famiglia Colli torna in Engadina, a Sils. I paesaggi nietzschiani smuovono in Colli pensieri filosofici. Davanti ad una cascata che scroscia ha un’illuminazione riguardo alla conoscenza immediata: ” Come la cascata fermata da una roccia trasmette a questa un’energia, così sorge il mondo dell’espressione…”. Nell’autunno Einaudi ribadisce la sua intenzione di andare avanti. Mazzino si recherà quanto prima a Weimar, nella Germania dell’est, per visitare l’archivio Goethe–Schiller dove son custoditi i manoscritti nietzschiani. La famiglia Colli torna a traslocare in una rustica villa di campagna, vicina a Fiesole. Qui Giorgio vivrà fino alla sua morte. Qui nasceranno i suoi ultimi due figli: Donato e Maria. In primavera Mazzino è a Weimar, studia i manoscritti e capisce che il lavoro è molto più grande di quanto preventivato. Per fare un’edizione critica seria bisogna prima ricostituire i testi dei manoscritti e la loro cronologia. Einaudi torna ad esitare. A render più difficili le cose scoppia la crisi di Berlino. Krusciov si contrappone a Kennedy. I russi dividono la città e iniziano a costruire il muro. Einaudi fa marcia indietro, Foà decide di lasciare la casa editrice torinese. Rimasto solo a difendere l’edizione, Giorgio, con l’appoggio incondizionato di Montinari, decide di andare avanti.

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    19 min
  • Tra lo struzzo e il cielo stellato (Il Nietzsche di Colli, 14/18)
    Feb 27 2021

    Giorgio ha ottenuto da Boringhieri di stabilire a Firenze la redazione dell’Enciclopedia di Autori Classici. Il lavoro ha inizio, frenetico, in una piccola tipografia, sul Lungo Mugnone, la Tipografia Parenti. Il primo volume è un Nietzsche doc, la terza inattuale: “Schopenhauer come educatore”. Seguono Eschilo, Gorgia, Aristotele, Tucidide, Giulio Cesare, il canone Buddista, le Upanisad indiane e Paracelso, Spinoza, Tolstoj, Dostoevskij. Ed ancora Nietzsche e il suo maestro Schopenhauer. Colli viene accusato di pubblicare “la biblioteca di Nietzsche”, ma non se ne cura e tira dritto. Traduce “il Simposio” di Platone. Dal 1958 al 1965 usciranno un centinaio di titoli, tutti di grande spessore. Intanto, finalmente, torna alla carica Einaudi, che grazie al lavoro di convincimento di Foà è di nuovo bendisposto verso l’edizione nietzschiana. Colli, soddisfatto, si fa un regalo: si compra un’automobile. È una potente 1900 Alfa Romeo che Giorgio ribattezza “Lo squalo”.

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    17 min
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