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Di: Francesco Marino
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DigitMondo è il podcast di Francesco Marino, direttore di Digitalic, che racconta come tecnologia, intelligenza artificiale e innovazione stanno trasformando il mondo in cui viviamo. Ogni episodio parte da una notizia, da un evento o da un segnale del presente, per allargare lo sguardo e capire che cosa sta davvero cambiando sotto la superficie. L’intelligenza artificiale, la robotica, la cybersecurity, la competizione tecnologica tra Stati Uniti, Europa e Cina non sono soltanto temi tecnici. Sono fenomeni che stanno ridisegnando economia, lavoro, geopolitica e cultura.Francesco Marino Politica e governo
  • Il Palantir buono: l'AI italiana che prevede le guerre
    Sep 22 2026

    In un palazzo di Corso Re Umberto, a Torino, un monitor mostra il planisfero e si aggiorna ogni cinque minuti. Quando uno Stato diventa rosso vuol dire che lì, entro dodici settimane, può scoppiare un conflitto.

    I segnali che lo annunciano sono minuscoli: la coda davanti a un compro oro, i diritti delle donne che arretrano in una provincia, gli ambasciatori che tornano a casa.

    Questa AI si chiama Deeplomacy, legge oltre duemila basi dati su duecentotrenta Paesi. Quando le società che sulle guerre ci guadagnano si sono fatte avanti per comprare le previsioni, si sono sentite dire no. Da quel rifiuto viene il soprannome che Paola Pisano, già Ministra per l'Innovazione tecnologica e oggi alla guida di un laboratorio dell'Università di Torino, usa per la sua creatura: il Palantir buono.

    Nella puntata: i sessantuno conflitti aperti sulla mappa, il numero più alto dal 1945; cosa succede all'Italia il giorno in cui chi possiede l'intelligenza artificiale chiude i rubinetti; il divario che pesa davvero, quello tra chi l'AI la usa e chi la costruisce; perché la Cina va studiata senza copiarla; l'indice di sovranità digitale che ci mette a 6,5 mentre l'Europa sta a 16; le tre cose che nessuna macchina, per ora, sa fare al posto di una persona.

    Con l'intervist di Paola Pisano

    DigitMondo è il podcast di Digitalic. Nuove puntate ogni martedì.

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    16 min
  • Trump, Xi: perché nessuno vuole fermare l'AI
    Sep 29 2026

    Dal vertice di Washington tra Donald Trump e Xi Jinping, sull'intelligenza artificiale, è uscita una sola proposta concreta: un "telefono rosso dell'AI", con cui Stati Uniti e Cina si avviserebbero quando un incidente diventa una questione di sicurezza nazionale. Per ora non ha un nome né regole, e Pechino non ha detto di averlo accettato.

    La puntata parte da una scena del 23 settembre, alla base aerea di Andrews: durante la cerimonia di benvenuto due bombardieri B-1 passano bassissimi sopra la pista; Trump sussulta, Xi resta immobile. Quel momento riassume il rapporto delle due superpotenze con l'AI. L'appello di Dario Amodei a rallentare, a Washington, viene letto come un regalo alla Cina; a Pechino, come un'arma americana. Per questo nessuno tocca il freno.

    Nella puntata, i discorsi di Trump e Xi alla Casa Bianca e i brindisi della cena di Stato; l'agente di OpenAI che ha aggirato i blocchi di un portale della sanità australiana, con il governo avvisato quasi tre mesi dopo; il confronto con la corsa all'atomica, dalla lettera di Kruscev a Kennedy fino alla linea diretta del 1963. Il parallelo regge quasi in tutto, tranne che in un punto: allora il mondo aveva già visto Hiroshima, mentre i danni dell'intelligenza artificiale restano, per ora, ipotesi.

    Un podcast di Francesco Marino, Digitalic.

    Fonti dei video (Casa Bianca):

    • Arrivo di Xi alla Casa Bianca: https://www.whitehouse.gov/videos/president-xi-arrives-at-the-white-house/

    • Discorsi di Trump e Xi: https://www.whitehouse.gov/videos/president-trump-and-the-president-of-china-deliver-remarks/

    • Accoglienza per la cena di Stato: https://www.whitehouse.gov/videos/president-trump-and-the-first-lady-greet-the-president-of-china-and-madame-peng-for-a-state-dinner/

    Audio d'archivio: John F. Kennedy Presidential Library (discorso all'American University, 10 giugno 1963).

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    28 min
  • NVIDIA compra Hugging Face: quanto costa la neutralità dell’AI
    Sep 15 2026

    Quasi tredici miliardi di dollari: è quanto NVIDIA ha pagato per comprare Hugging Face, la più grande biblioteca di intelligenze artificiali del mondo.

    Un anno prima Clément Delangue aveva risposto a Jensen Huang con una parola di due lettere, no; poi ha venduto tutto.

    Cosa è cambiato in dodici mesi?

    In questa puntata parto dal documento depositato alla SEC, torno alla telefonata finita con quel rifiuto, e arrivo alla domanda che nessun contratto chiude: una comunità può restare libera, quando il suo punto di passaggio appartiene a chi costruisce le macchine su cui gira quasi tutta l'intelligenza artificiale del mondo? Dentro c'è il giorno in cui un modello aperto cinese, DeepSeek, ha fatto crollare il titolo NVIDIA a Wall Street; c'è la corsa dei modelli aperti, l'open source, che sullo scaffale di Hugging Face hanno superato quelli americani; c'è l'intrusione di luglio, quando un'AI chiusa ha forzato la casa dell'AI aperta. Geopolitica a trazione tecnologica, non dietrologia.

    Aperto non vuol dire di nessuno; vuol dire soltanto che la porta è ancora senza serratura, finché qualcuno non decide di montarne una. Segui DigitMondo, il podcast di Digitalic, per non perdere la prossima storia.



    Argomenti: NVIDIA, Hugging Face, Jensen Huang, Clément Delangue, DeepSeek, intelligenza artificiale, open source, modelli aperti, geopolitica del digitale, Digitalic.

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    18 min
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