Episodi

  • STORIA MODERNA 22: LE DUE REGINE ELISABETTA D'INGHILTERRA E MARIA DI SCOZIA
    Apr 10 2026
    Questa lezione racconta la storia di due regine, Elisabetta I d'Inghilterra e Maria Tudor di Scozia. Il nuovo assetto dell'Europa plasmato dal trattato di Cateau-Cambresis (1559) diede inizio all'egemonia spagnola che aveva come sua fondamentale corollario la fede cattolica della controriforma. Gli avversari erano la Francia, sul continente, e l'asse protestante, che vedeva nelle isole britanniche un centro in espansione. E proprio qui, dopo il lungo regno di Enrico VIII, che aveva staccato la chiesa inglese da Roma, la corona aveva vissuto un nuovo periodo turbolento, per problemi di successione che videro avvicendarsi Edoardo VI, protestante convinto, e Maria la sanguinaria, primogenita di Enrico VIII e di Caterina d'Aragona, ferocemente cattolica, prima dell'avvento di Elisabetta I, la regina vergine, che non avrebbe avuto eredi. Accanto era il regno di Scozia, saldamente legato alla Francia, ma dove l'opposizione alla sottomissione francese guidata dalla reggente, Maria di Guisa, creò un terreno fertile per la diffusione del calvinismo, così come venne adattato dal predicatore scozzese John Knox. Maria Stuart, cattolica e giovane regina di Scozia, nutriva delle speranze, per antica parentela, al trono di Inghilterra, e per tentare di raggiungere questo obiettivo regnò sulla Scozia in una iniziale alleanza con i lord protestanti. Ma alla lunga, il difficile rapporto politico con Elisabetta, e la permanenza della fede cattolica provocarono la rottura con i lord, l'abdicazione forzata e la fuga, in prigionia, proprio presso la corte inglese. Tutte queste vicende, nella quale Elisabetta mostrò la sua abilità politica, segnarono l'avvento di un Inghilterra più forte e indipendente sullo scacchiere europeo.
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    1 ora e 30 min
  • STORIA MODERNA 21: EL SIGLO DE ORO, LA RIVOLTA DEI PAESI BASSI (1560-1584)
    Apr 10 2026
    Questa lezione racconta quello che fu il primo colpo assestato all'egemonia della Spagna del secolo d'oro. E' una vicenda che si svolge nei Paesi Bassi, che sono passati al ramo asburgico di Spagna dopo le abdicazioni di Carlo V. Filippo II è il nuovo sovrano e vorrebbe installare nei Paesi Bassi una dominazione salda, centralizzata e cattolica. Ma i diversi governatori che il sovrano nominò si dovettero scontrare con una forte resistenza delle assemblee degli stati generali, con una nobiltà gelosa dei suoi antichi privilegi, e una popolazione in crisi economica. In questo contesto giunsero i predicatori calvinisti che fecero immediatamente migliaia di proseliti. La riforma religiosa si fuse con la resistenza all'assolutismo spagnolo, dando il via ad una rivolta che trovò nella piccola nobiltà combattente sui mari e in alcuni nobili convertiti, come Guglielmo I d'Orange, la chiave di volta di un movimento che divenne rivoluzione. Dopo numerosi rivolgimenti, i Paesi Bassi si spaccarono in due. L'unione di Arras, nel sud cattolico, rimase fedele al sovrano spagnolo e si avviò a diventare il moderno Belgio. A nord, l'unione di Utrecht, calvinista e governata dal binomio stati generali e statolder, riuscirono ad affermare la propria indipendenza, diventando un nuovo soggetto della geopolitica euopea.
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    1 ora e 12 min
  • STORIA MODERNA 20: EL SIGLO DE ORO: IL MEDITERRANEO E L'ITALIA SPAGNOLA
    Apr 10 2026
    Questa lezione racconta l'egemonia spagnola sul Mediterraneo e nella penisola italica. Dopo la firma del trattato di Cateau-Cambresis nel 1559, Filippo II poté dirottare la potenza spagnola contro il nemico turco, per conquistare l'egemonia del Mediterraneo. Nonostante la straordinaria vittoria della battaglia navale di Lepanto (1571), la Spagna, colpita dalle difficoltà finanziarie, non riuscì ad avere ragione dei turchi, con i quali avvenne una spartizione del Mediterraneo e nacque una guerra fredda. La penisola italica viene raccontata divisa nei singoli domini: la Sicilia, con l'affermazione legalizzata del potere autonomo dei baroni, Napoli, con le divisioni dell'aristocrazia che avvantaggiarono la presa del dominio spagnolo, e Milano, che fu l'unica regione dell'impero spagnolo a guadagnare una posizione economicamente rilevante in questo scorcio di XVI secolo. In seguito, la seconda parte della lezione, è dedicata al resto d'Italia, formalmente indipendente, ma in realtà orbitante intorno alla potenza egemone: la Toscana dei Medici, il ducato Sabaudo che si affacciava come nuova potenza peninsulare, lo stato della Chiesa e, infine, lo stato che più di tutti conservò la propria autonomia, Venezia.
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    52 min
  • STORIA MODERNA 19: EL SIGLO DE ORO: LA SPAGNA DI FILIPPO II (1559-1581)
    Apr 10 2026
    Il trattato di Cateau-Cambresis aprì una nuova epoca nella relazione tra gli Stati europei. Il trattato diede alla Spagna l'egemonia sul continente e Carlo V aveva da poco abdicato, lasciando Spagna, Italia e Paesi Bassi, oltre ovviamente ai domini coloniali, nelle mani del figlio, Filippo II. Questa lezione è la prima di un mini ciclo dedicato all'epoca dell'egemonia spagnola in Europa e si occuperà di delineare i tratti essenziali del sistema di governo spagnolo e del suo vertice, il re ultracattolico dal carattere maniacale e sospettoso. Il tema fondamentale sarà, la Spagna, dalla sua economia, che portò a diverse bancarotte, fino alla sua situazione politica interna. Nel 1581, ai suoi domini, Filippo II riuscì ad aggiungere quello della corona del Portogallo, unificando per la prima volta la penisola iberica e portando a termine il plurisecolare processo di reconquista, questa volta, però, ai danni non di un regno musulmano, ma di un regno cristiano e cattolico.
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    1 ora e 10 min
  • STORIA MODERNA 18: IL CONCILIO DI TRENTO E LA CONTRORIFORMA (1545-1563)
    Apr 10 2026
    Che su fa la Controriforma cattolica? La risposta a questa domanda parte da una premessa indispensabile. Occorre infatti tenere presente che, il periodo della Controriforma, che si fa coincidere con il Concilio di Trento, fu in realtà un periodo nel quale si intrecciarono rinnovamento e reazione. Una esigenza di Riforma cattolica era infatti presente da tempo nella Chiesa e focalizzava la propria attenzione sul bisogno di un rinnovamento morale del clero, tanto nei costumi, quanto nella gestione dei benefici e delle rendite, riportando al primo posto la cura delle anime. Si trattava di un terreno sul quale vi poteva essere una conciliazione con i protestanti. Ma è sul piano dottrinario che il Concilio di Trento portò ad un solco incolmabile con il cristianesimo riformato. Il Concilio radicalizzò la posizione della Chiesa che rifiuto in toto la teologia di Martin Lutero, riaffermando il proprio patrimonio dottrinario e liturgico. Conseguenza di questa radicalizzazione fu l'inizio di un lungo periodo storico nel quale dominò un'idea intollerante e battagliera del cattolicesimo, armato degli strumenti della Controriforma: l'inquisizione centralizzata, il braccio armato dei Gesuiti, l'indice dei libri proibiti, la pretesa di un controllo assoluto delle anime e delle vite dei fedeli.
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    1 ora e 7 min
  • STORIA MODERNA 17: L'INGHILTERRA DI ENRICO VIII (1509-1547)
    Apr 10 2026
    Il lungo regno di Enrico VIII d'Inghilterra riveste un'importanza fondamentale non solo per la storia inglese, ma per la storia dell'Europa moderna. Conosciuto per le 6 mogli e per gli intrighi di corte, Enrico VIII fu ben altro. Dietro gli aneddoti e i costumi del sovrano si nasconde infatti un complesso gioco politico finalizzato all'obiettivo primario di ottenere un erede maschio per garantire una successione pacifica del potere nella ancor giovane dinastia Tudor. La memoria della mattanza nobiliare della guerra delle due rose era ancora ben vivida nella mente del sovrano, del parlamento e della corte, che si trovarono concordi nella necessità di trovare un erede che fosse al di sopra di ogni dubbio. Per questa ragione il re, che si era sposato inizialmente con Caterina d'Aragona, cosa che avrebbe legato l'Inghilterra alla cattolicissima Spagna, iniziò una serie di divorzi che, da un alto, portarono alla nascita del principe Edoardo, frutto del terzo matrimonio, con Jane Seymour, e dall'altro alla rottura con il papato e allo scisma anglicano, che dura tutt'oggi. Fra gli intrighi e le vicende oscura della relazione con Anna Bolena, da cui nacque la futura Elisabetta I, e il ruolo giocato con le altre potenze europee, il regno di Enrico VIII vide espandersi il possesso, da parte dello stato, di tutte le proprietà ecclesiastiche. Un enorme tesoro che avrebbe creato la potenza dell'Inghilterra industriale.
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    1 ora e 15 min
  • STORIA MODERNA 15: LA FINE DELLE GUERRE D'ITALIA E LA NUOVA EUROPA (1529-1559)
    Apr 6 2026
    Questa lezione si propone di raccontare l'ultima fase delle guerre d'Italia, che si concluse, dopo l'abdicazione di Carlo V, con la firma del trattato di Cateau-Cambresis nel 1559. Con questo trattato si inaugurava il periodo dell'egemonia spagnola sull'Italia e sull'Europa. Si tratta di una lezione che si sposta nei quattro angoli d'Europa, dall'Italia del nord al cuore della Germania, passando per l'impero ottomano e il Mediterraneo. L'ultima fase del conflitto vide infatti diversi attori sul continente, ciascuno con delle specifiche rivendicazioni che andavano però a fondersi con il grande conflitto generale tra Valois e Asburgo. Alla fine, tutte le vittorie di Carlo V, lo misero di fronte all'impossibilità di conquistare davvero il potere universale. L'imperatore, invecchiato precocemente e ormai malato, decise di abdicare e ritirarsi in convento, dando il via ad una nuova fase della geopolitica europea: l'apice del siglo de oro spagnolo
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    1 ora e 2 min
  • STORIA MODERNA 16: LE ATRE RIFORME: ZWINGLI, CALVINO E GLI ANABATTISTI
    Apr 6 2026
    Questa lezione si propone di raccontare la storia delle riforme religiose che nacquero nel XVI secolo, prendendo le mosse dalla riforma luterana, ma distanziandosi da essa. Gli anabattisti furono un movimento religioso odiato e perseguitato da tutti, cattolici e riformati. Essi non credevano nella validità del battesimo somministrato agli infanti e predicavano un nuovo battesimo, da cui il nome di ribattezzati, anabattisti. Ma non si limitavano a questo, predicando l'imminenza del giudizio universale, essi, nel quali confluirono i ceti più poveri delle città del centro Europa, voleva l'instaurazione di una comunità di eletti, libera dalla proprietà privata e da qualsiasi vincolo mondano, compresa la monogamia. Fra il 1533 e il 1535 riuscirono a instaurare un regime di questo tipo nella città di Munster, in Westfalia, ma furono assediati e massacrati a migliaia. Lo stesso destino venne riservato agli anabattisti del resto d'Europa. Zwingli e Calvino instaurarono invece un regime politico-religioso riformato a Zurigo e Ginevra. La loro visione religiosa affondava nell'umanesimo e nelle caratteristiche delle città da stato della Svizzera. Ne sarebbe nata una religione, quella calvinista, convinta della giustificazione per fede, ma con una visione antropologica positiva. I calvinisti si percepivano come una comunità di eletti, predestinati da Dio alla salvezza, e per questo ebbero una visione della vita terrena come quella di una preghiera da consacrare a Dio e come segno tangibile della sua grazia. L'autorità politica ne era strumento, non semplice giustiziere. Le autorità politiche e religiose dovevano essere una cosa sola nell'instaurazione della perfetta comunità cristiana, qui, nella vita terrena. In conclusione, questo spirito calvinista fu la ragione per la quale il grande sociologo Max Weber intese leggere nel protestantesimo il fondamento dell'etica protestante.
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    58 min