Episodi

  • Quanto è intelligente la tua città? - S03E03
    Feb 18 2026

    I grandi agglomerati urbani stanno compiendo un percorso di trasformazione per diventare smart cities. In Svizzera si ragiona soprattutto sull’utilizzo delle tecnologie per migliorare i servizi e coinvolgere la popolazione.

    Il concetto di smart city può richiamare alla mente scenari immaginati dalla fantascienza: il robot che raccoglie i rifiuti e pulisce le strade; schermi luminosi sulle facciate dei palazzi e nelle metropolitane; nuovi e rapidissimi sistemi di spostamento urbano. Il solo limite è la fantasia. Sebbene le metropoli high tech vadano anche in queste direzioni, in Svizzera una città intelligente è soprattutto una città più sostenibile e in grado di affrontare meglio le complessità.

    Che si tratti di consumi energetici o idrici, partecipazione della popolazione, di facilitare l’accesso della cittadinanza a documenti utili o a snellire le pratiche, le città elvetiche stanno compiendo uno sforzo per migliorare e rendere più efficienti i propri servizi. Il digitale non è la finalità, piuttosto il vettore di questo cambiamento, in cui le necessità della popolazione sono la bussola che guida l’operato degli enti locali.

    Ne parliamo con:

    Paolo Camponovo, IT manager della città di Mendrisio;

    Albedo Bettini, ricercatore all’Istituto sostenibilità applicata all'ambiente costruito della SUPSI e responsabile del CAS Smart City.

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    23 min
  • Un supporto alla medicina legale - S03E02
    Feb 11 2026

    Il CAS in infermieristica forense forma professionisti della salute in grado di produrre documentazione rilevante ai fini di inchieste e procedimenti. Queste nuove figure fungono anche da antenne sul territorio per identificare situazioni di violenza domestica.

    Nel 2024 in Svizzera 26 persone sono morte per violenza domestica, in gran parte donne. Un numero che interpella tutta la società e che si inserisce in una altrettanto drammatica statistica che, sempre nel 2024, riferiva di 21mila casi di violenza domestica registrati in tutta la Svizzera, in cui il 70% delle vittime erano donne.

    Il fenomeno della violenza domestica è affrontato con grande serietà dall’autorità politica. In Ticino, il Cantone sta attuando un Piano d’azione con un’articolata serie di misure, in cui si inserisce il CAS in Infermieristica forense, proposto dalla SUPSI in collaborazione con l’Istituto di medicina legale.

    L’obiettivo è formare infermiere e infermieri che siano in grado, nei casi evidenti o di fronte a lesioni sospette, di produrre una documentazione adeguata alle eventuali necessità del medico legale e alle inchieste giudiziarie. Ma non solo. Queste figure sviluppano competenze di accoglienza, ascolto e indirizzamento verso una rete di supporto le vittime non dichiarate di violenza domestica.

    Ne parliamo con:

    Cinzia Campello, docente-ricercatrice senior presso il Centro competenze psicologia applicata della SUPSI e responsabile del CAS in Infermieristica forense;

    Lorenzo Pezzoli, professore in psicologia applicata, responsabile del Centro competenze psicologia applicata della SUPSI e responsabile del CAS in Infermieristica forense.

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    24 min
  • Smettere di fumare s’impara - S03E01
    Feb 4 2026

    Spegnere definitivamente la sigaretta non è un processo lineare, ma un percorso fatto di ricadute. I fumatori possono però contare su una rete di professionisti della salute pronti ad aiutarli a liberarsi dalla dipendenza alla nicotina.

    Il 23.9% della popolazione svizzera dai 15 anni in su fuma. Una cifra che sale al 25.7% in Ticino. Dati che nel tempo non riescono a diminuire: malgrado le campagne di prevenzione e una diffusa consapevolezza sui danni del tabacco, un marketing aggressivo e nuovi prodotti non riescono a far scendere il numero di tabagisti.

    Abbandonare la sigaretta è un percorso complesso, anche perché la nicotina è una sostanza che crea rapidamente un’elevata assuefazione. Non esistono ricette miracolose, piuttosto percorsi fatti anche di frustranti ricadute, in cui il tabagista deve trovare le proprie risorse e le proprie motivazioni per smettere.

    A supporto di chi vuole buttare la sigaretta, esiste una rete di specialisti in tabaccologia. Medici e consulenti che possono accompagnare nel percorso di cessazione di questa dipendenza. Una rete che si è consolidata nel 2022 con il primo CAS in Tabaccologia, formazione lanciata dalla SUPSI come una prima a livello svizzero e pronta ad essere riproposta ai professionisti della salute.

    Ne parliamo con:

    Dea Degabriel, dottoressa specialista in medicina interna generale e responsabile del centro competenza tabaccologia all’Ospedale regionale di Lugano (EOC);

    Elena Haechler, consulente di tabaccologia alla Lega Polmonare Ticinese;

    Mauro Realini, docente senior SUPSI e responsabile del CAS in Tabaccologia.

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    26 min
  • È un mondo piccolo - In pratica #9
    Jul 1 2025

    La globalizzazione ha reso il mondo più piccolo. Il telefono che avete in tasca ne è un buon esempio: disegnato negli Stati Uniti o in Corea, assemblato in Cina con componenti fabbricate con materie prime da tutto il mondo, al suo interno app sviluppate chissà dove. Un lungo giro per arrivare fin qui ed essere usato per un selfie o, perché no, per ascoltare un podcast che parla di formazione continua…

    Con le merci si sono spostate sempre di più anche le persone: chi spinto dalle opportunità, chi costretto dalle necessità, rendendo sempre più multiculturale la nostra società. La situazione è evidente soprattutto in contesti di socializzazione secondaria come la scuola. Se in passato in Svizzera si parlava di secondos e anni dopo di immigrazione dai Balcani, oggi si è ampliata notevolmente l’origine degli allievi, che ormai provengono dai quattro angoli del globo.

    Culture d'origine tanto diverse confrontano i docenti con nuove esigenze e prospettive e si prestano come occasione per immaginare nuove attività didattiche, ma non solo. Riflettere sulle diversità culturali, può fornire spunti per affinare l’approccio alle individualità di una classe, valorizzando le peculiarità di ogni suo singolo membro.

    In quest’ultima puntata di “In pratica” vi portiamo in giro per il mondo insieme a:

    Lorenza Rusconi-Kyburz: docente-ricercatrice al Dipartimento formazione e apprendimento / Alta scuola pedagogica SUPSI e responsabile del CAS Interculturalità e plurilinguismo nella scuola

    Alessia Masnari e Giulia Ferdani: docenti titolari presso le Scuole elementari di Molino Nuovo.

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    25 min
  • Il valore di un sorriso - In pratica #8
    Jun 24 2025

    Quanto può far bene un sorriso? Nella vita di tutti i giorni già aiuta, pensate al suo valore all’interno delle mura di un ospedale, dove capita che la sofferenza fisica ed emotiva si intrecci con il tempo che rallenta o sembra non passare mai. Luoghi in cui la socialità indossa camici bianchi. Ora provate a immaginare come un bambino possa vivere tutto questo e, a seconda dell’età, essere consapevole di quello che gli sta capitando.

    In una simile situazione, una pausa di colore e leggerezza assume un grande valore, come una parentesi in cui l’attenzione si sposta sulla sorpresa, sulla fantasia e sull’incanto, non più sulla malattia e sul dolore. Quanto può dunque valere un sorriso? Anche per chi vede gli occhi del proprio figlio illuminarsi di un sincero stupore, quando dal corridoio non arriva, o non arriva solo, un medico o un infermiere, ma un Dottor Sogni, con il suo buffo e colorato travestimento.

    In Svizzera la Fondazione Theodora si occupa di formare artisti professionisti per diventare dottori e dottoresse Sogni, per poi organizzare visite settimanali negli ospedali e negli istituti per bambini con disabilità.

    Al microfono oggi abbiamo una di loro: la Dottoressa Principessa Wilma, al secolo Brita Kleindienst, attrice e regista.

    Con lei, Daniel Bausch, responsabile della Formazione continua all’Accademia Teatro Dimitri.

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    26 min
  • Ci vuole energia - In pratica #7
    Jun 17 2025

    Complice la situazione geopolitica internazionale, negli ultimi anni ci siamo un po’ tutti interessati alle questioni energetiche, appurando che capirci qualcosa non era sempre evidente. Certo è che il tema dell’approvvigionamento, dell’autoproduzione e della sostenibilità si sono fatti più familiari e molti proprietari di immobili, dal piccolo proprietario ai grandi gruppi immobiliari, sicuramente si sono posti la domanda se valesse la pena perlomeno interessarsi alla posa di qualche pannello fotovoltaico sul proprio tetto.

    L’iniziativa privata è uno dei tasselli che compongono un mosaico più ampio, in cui gli enti locali giocano un doppio ruolo. Quello di primi consulenti per chi è interessato a sfruttare nuovi vettori energetici, beneficiare di incentivi e favorire delle buone pratiche; ma anche quello di promotori e committenti di opere infrastrutturali e iniziative nei quartieri, all’interno dei propri confini e a livello regionale nella collaborazione intercomunale.

    In Ticino non mancano esempi virtuosi sia di progetti che di comuni che si spendono nel fornire informazioni in materia energetica alla propria cittadinanza.

    Oggi vi porteremo due esempi, interrogandoci anche sul contributo che può dare il mondo della formazione e della ricerca nella transizione energetica.

    Lo facciamo con:

    Viola Ferdani: responsabile dell’Ufficio energia e sostenibilità del Comune di Stabio

    Gabriele Martinenghi: capo Settore Ambiente e clima della Città di Mendrisio

    Marco Belliardi: ricercatore per il Settore Energia e Territorio dell’Istituto sostenibilità applicata all’ambiente costruito della SUPSI.

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    20 min
  • Come ti riorganizzo l’azienda - In pratica #5
    Jun 3 2025

    Il periodo segnato dall’incertezza sta spingendo molte aziende a rivedere le proprie strutture, a profitto di modelli più agili, flessibili, antifragili. In una parola: adattivi. In questa puntata di Augmenta.Podcast, scopriremo l’esempio delle AIL.

    Dazi introdotti e poi ritirati. Borse che crollano. Contesti turbolenti e convulsi. E ci limitiamo alla cronaca delle ultime settimane. Chi avrebbe potuto prevedere che gli anni ’20 del secondo millennio si sarebbero rivelati tanto frizzantini, per usare un amaro e ironico eufemismo.

    I battiti d’ali della famosa farfalla sembrano diventati sempre più frequenti, quasi nevrotici, indirizzando il corso degli eventi lungo un percorso accidentato, fatto di tornanti, repentini cambi di direzione, buche e dossi.

    In un simile quadro più di un’azienda si interroga non solo su come uscire indenne dal mare in tempesta, ma anche e soprattutto come tentare di evolvere in risposta al cambiamento.

    Si questionano il funzionamento e i metodi delle organizzazioni per così dire tradizionali, che nel loro essere rigide, in passato, traevano forza, come i frangiflutti che proteggono i porti dalle mareggiate. Un modello che oggi sente il peso del tempo e che sta venendo superato da sistemi più flessibili, agili e rispondenti agli imprevisti e perché no capaci anche di anticiparli. Le organizzazioni si fanno adattive sfruttando le tecnologie sul mercato, fra tutte l’intelligenza artificiale.

    Ne parliamo con:

    Michela Manini: digital transformation enabler e docente SUPSI

    Michael Nyffeler: project manager nel team innovazione delle Aziende industriali di Lugano (AIL)

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    24 min
  • Per gli amici BIM - In pratica #4
    May 27 2025

    Building Information Modeling, BIM. Una sigla che non sarà famigliare a chi non è avvezzo al mondo della progettazione e delle costruzioni, per cui invece rappresenta non solo il futuro ma un concreto presente.

    Immaginate di avere un modello in tre dimensioni di una costruzione, non solo navigabile ma che contenga tutte le informazioni necessarie per le varie fasi di vita di questo edificio, manufatto, infrastruttura. Quello che vedrete non è il BIM di per sé, ma il risultato di un processo che ottimizza la pianificazione, la realizzazione e la gestione di costruzioni.

    Per spiegarla meglio: il BIM è quella metodologia collaborativa che permette a tutte le figure professionali che ruotano attorno alla realizzazione di un’opera di condividere le proprie informazioni con gli altri professionisti, grazie all’ausilio di specifici software. Si potrebbe paragonare a una sinfonia suonata da un’orchestra. Il risultato dell’interpretazione di ogni musicista, lungo il dipanarsi di uno spartito. Battuta dopo battuta.

    A fronte della sempre più crescente popolarità, emergono nuove figure come il BIM manager e il BIM coordinator, chiamati a mettere ordine nella moltitudine di informazioni e dati che convergono verso il modello 3D.

    Ne parliamo con:

    Daniel Caruso: ha alle spalle una lunga esperienza come progettista e BIM Specialist in importanti studi di ingegneria come PINI e AFRY. Oggi lavora come BIM coordinato e BIM designer per la città di Zurigo, che si è data come obiettivo di digitalizzare tutti i suoi cantieri.

    Stefano Colangelo: BIM manager coordinator presso IM Maggia Engineering, azienda che si sta occupando di grossi progetti sul suolo ticinese come la nuova centrale idroelettrica del RITOM e il progetto dell’innalzamento della diga del sambuco.

    Davide Tamborini: docente-ricercatore Istituto sostenibilità applicata all'ambiente costruito SUPSI, di cui è Responsabile Area Formazione Continua ISAAC e BIM.

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    20 min