Un supporto alla medicina legale - S03E02
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Il CAS in infermieristica forense forma professionisti della salute in grado di produrre documentazione rilevante ai fini di inchieste e procedimenti. Queste nuove figure fungono anche da antenne sul territorio per identificare situazioni di violenza domestica.
Nel 2024 in Svizzera 26 persone sono morte per violenza domestica, in gran parte donne. Un numero che interpella tutta la società e che si inserisce in una altrettanto drammatica statistica che, sempre nel 2024, riferiva di 21mila casi di violenza domestica registrati in tutta la Svizzera, in cui il 70% delle vittime erano donne.
Il fenomeno della violenza domestica è affrontato con grande serietà dall’autorità politica. In Ticino, il Cantone sta attuando un Piano d’azione con un’articolata serie di misure, in cui si inserisce il CAS in Infermieristica forense, proposto dalla SUPSI in collaborazione con l’Istituto di medicina legale.
L’obiettivo è formare infermiere e infermieri che siano in grado, nei casi evidenti o di fronte a lesioni sospette, di produrre una documentazione adeguata alle eventuali necessità del medico legale e alle inchieste giudiziarie. Ma non solo. Queste figure sviluppano competenze di accoglienza, ascolto e indirizzamento verso una rete di supporto le vittime non dichiarate di violenza domestica.
Ne parliamo con:
Cinzia Campello, docente-ricercatrice senior presso il Centro competenze psicologia applicata della SUPSI e responsabile del CAS in Infermieristica forense;
Lorenzo Pezzoli, professore in psicologia applicata, responsabile del Centro competenze psicologia applicata della SUPSI e responsabile del CAS in Infermieristica forense.