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Di: Valentina Mira
Letto da: Alice Torriani
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X è un romanzo e una lettera.

Valentina scrive al fratello con cui non parla da anni per raccontargli quello che ne è stato di lei e soprattutto quello che non ha avuto il coraggio di dirgli in passato.

Torna all'estate del 2010, l'estate della sua maturità. C'è una festa, alcol e nelle casse la musica degli ZetaZeroAlfa, band di riferimento di CasaPound.

La musica l'ha messa G., amico di tutti lì, anche di Valentina, ottimo studente della scuola cattolica nonostante la celtica al collo (è pur sempre una croce, del resto, e in quell'ambiente non è grave quanto un orecchino indossato da un ragazzo).

G. quella notte diventa uno stupratore. Uno stupratore normale in un quartiere normale di un paese normale: nessun mostro, nessuna martire, nessun livido, solo un po' di sangue sul letto. Valentina non lo denuncerà mai.

Esattamente come il novanta per cento delle donne che sono state violentate, quel danno resta taciuto per anni. Con un'unica eccezione, un solo confidente, suo fratello che tuttavia non le crede. Al contrario, si allontana da lei e rimane amico di G., lo stupratore.

Dopo quasi dieci anni Valentina decide di riprendersi la propria storia, di spezzare l'omertà e ribaltare la vergogna, dalla violentata al violentatore, restituendola a lui. È questo che ci racconta Valentina Mira in X: il tabù e lo stigma che accompagnano lo stupro, la violenza che porta a sentire il proprio corpo come estraneo.

La necessità di una reazione. Scrive un canto di Natale per il fratello che non le ha creduto, lo porta indietro con sé in quella festa di molti anni prima, e poi nel presente in cui nulla funziona perché la violenza è sistemica e non una sfortunata eccezione, infine in un futuro che vede nel diritto a difendersi e ad aggredire l'unica via.

Un romanzo di una forza e di una franchezza senza precedenti in cui la potenza letteraria e di racconto lascia disarmati.

©2021 Fandango Libri (P)2022 Audible Studios
Narrativa biografica Narrativa di genere Narrativa femminile

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Una storia che tocca molti aspetti, talvolta liquidati da un maschile che legge ed interpreta a modo suo, non vedendo una persona ma un corpo caldo… ho fame quindi ho diritto di “mangiare”. L’ho trovato interessante perché mi ha generato una serie di emozioni contrastanti, valutazioni opposte, alcune di getto, che però mi hanno fatto vergognare analizzandole con calma. Una storia nuda e cruda, perché è così che va raccontata ed è così che la bravissima lettrice la interpreta!

Una riflessione obbligata

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Storia che si segue con partecipazione intensa ma a tratti affiora la sensazione di qualche iniezione di fiction per tenere il racconto. Magari il sospetto è sbagliato ma la sensazione c’è.

C’è il sospetto che non tutto sia sincero

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All'ascolto, ho provato tutte le emozioni descritte, scritto bene, molto efficace e doloroso. Protagonista coraggiosa! Voce narrante perfetta!

Un pugno nello stomaco

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Veronica parla della sua vita, del disinteresse del fratello nel momento più delicato della sua vita. Parla di come davanti ad uno stupro si siano approfittati di lei: prima un poliziotto e poi il suo capo-giornalista.
Veronica Mira ha scritto un testo che guarda in faccia il dolore rielaborato,non abbassa la mira perchè sa che quanto ha vissuto ha portato delle amare certezze e posture.
Un dolore mai strumentalizzato, così chirurgico da aprirti alla vita.
Grazie per la tua narrativa Veronica.

Narrarare è svuotarsi di passato per riempirsi di futuro

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Intepretato benissimo, è un libro che oggi dovrebbero leggere tutti, per capire, per educare e per rispettare i no. Grazie a Valentina Mira per il coraggio di aver scritto (anche così bene) questo importantissimo libro.

Assolutamente da leggere

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