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Tre nomi

Di: Florence Knapp, Federica Merati - translator
Letto da: Antonella Civale
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Mentre fuori il vento spezza i rami degli alberi, il pianto di un neonato riempie di vita la stanza. È nato il figlio di Cora e lei, finalmente, può cullarlo. Ma non è solo una notte di nascita e tempesta. È una notte di decisioni. Il bambino ha bisogno di un nome, ma Cora esita. La scelta più semplice sarebbe chiamarlo Gordon. Il nome del padre, e di tutti i maschi della famiglia. Il nome che il marito vorrebbe imporle. Eppure, Cora sente che non è la decisione giusta. Potrebbe chiamarlo Julian, un nome che le è sempre piaciuto per il suo significato: Padre del cielo. O accontentare la primogenita Maia che le ha suggerito Bear. Il mattino dopo, la bufera è passata. Cora, invece, sente ancora infuriare dentro di sé lo stesso vento che ha messo sottosopra la città. Mentre va all’anagrafe, ferma il passeggino sotto una quercia e stringe forte la mano di Maia. Gordon, Julian, Bear. Cora deve decidere se assecondare la volontà di suo marito o ribellarsi.

In tre scenari alternati, la madre dà al figlio un nome diverso. Una scelta che comporta tre vite differenti. Una decisione che innesca infinite possibilità. Perché un nome non è mai soltanto un nome. Può essere dono, eredità, promessa; oppure trasformarsi in vincolo, marchio, condanna. Può proteggere o ferire. Può esprimere amore o potere. E può cambiare un’intera esistenza.

Da mesi, Tre nomi è ai vertici delle classifiche inglesi. Ha conquistato la critica più autorevole, i librai, che l’hanno scelto come libro dell’anno, e soprattutto i lettori, che lo hanno amato scatenando un passaparola inarrestabile. Questo romanzo ci spinge a riflettere sulle conseguenze delle nostre scelte e su come il nome dato a un bambino possa influire sul suo futuro. Con una scrittura intensa e coraggiosa, Florence Knapp ci trascina in una vicenda insieme intima e universale: il coraggio di prendersi le proprie responsabilità, la felicità della condivisione, la forza dei legami.

©2026 Garzanti (P)2026 Adriano Salani Editore
Narrativa di genere Vita familiare

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Una drammatica meraviglia

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L’idea di partenza è intrigante, ma è come se ci fossero poco spessore e troppi argomenti, troppi avvenimenti, troppo dramma. La violenza domestica, il COVID, l’omofobia interiorizzata, il Bataclan, morti sfortunate,…
Il racconto apre molte possibilità - di dibattito e pensiero personale - sulle strade a cui possono portare le scelte delle donne in relazione alla violenza domestica.
Eppure l’autrice cade forse in una forma di inesperienza, per cui indugia su certe emotività e certe narrazioni banali e un po’ hollywoodiane; come dicevo sopra, su un’eccesso di fatti.

Un progetto gradevole, che come già scritto fa pensare, ma non completamente riuscito e che non scava sotto la superficie, sebbene si compiaccia del raccontare spesso le emozioni dei protagonisti.

Idea interessante

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