Signore e signori
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Letto da:
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Vanessa Scalera
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Corrado Guzzanti
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Di:
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Alan Bennett
A proposito di questo titolo
Una serie monologhi scritti per la televisione, trasmessi dalla BBC nel 1987 e affidati all'interpretazione di grandi attrici inglesi. La comicità di Bennett si sprigiona solitamente da situazioni apparentemente dimesse, ma in questa occasione è andato molto oltre, strappando il massimo di ilarità a un pretesto, anche scenico, ridotto al minimo. E pur essendo, di fatto, una forma a sé, questi monologhi costituiscono la migliore introduzione possibile al mondo di Bennett, dove le leggi della logica prima o poi si incagliano su un dettaglio incongruo, finendo per ritorcersi contro chi cercava di applicarle.
©1988, 1998, 2004 Forelake Limited, Per la traduzione: Davide, Adelphi Edizioni S.p.A. Milano Tortorella, (P)2025 Emons AudiolibriI monologhi di Alan Bennet sono di ricchezza straordinaria.
Il tema che li accomuna è un personaggio che si svela gradualmente attraverso l’autoracconto, che porta con sé traumi o inquietudini o è in qualche modo un reietto della vita sociale britannica.
Spesso, la protagonista (perché si tratta generalmente di donne) non è consapevole delle proprie problematiche, o più semplicemente non le vuole accettare.
Dobbiamo quindi leggere fra le righe, ascoltare attentamente, tenere la mente e le orecchie aperte per sentire il rumore di fondo, e gli occhi ben aperti per leggere i caratteri microscopici nascosti tra le righe.
Qui sta la straordinarietà dell’autore, che utilizza il linguaggio vero delle suburbs inglesi e delle donne della piccola borghesia, per raccontare il disagio sociale e personale in maniera ironica ma rispettosa.
Nel fare questo, attinge a temi attuali all’epoca, ma ancora perfettamente interessanti, come pure a scene della propria infanzia.
Si aprono infinite riflessioni su quello che raccontiamo a noi stessi per accettare i traumi vissuti o per integrarci nella società, su problematiche di razzismo, salute mentale, traumi familiari nascosti e interiorizzati, apparenza borghese, …
Lo stile è straordinariamente accurato, limato e studiato all’inverosimile per raggiungere la mimesi con i personaggi che raccontano, in definitiva preziosissimo.
Spesso disturbante, ma anche commovente, un lavoro bellissimo e molto contemporaneo.
Sottilissimo e profondo allo stesso tempo
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la solitudine
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