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Rosso Profondo

Di: Antonio Paolacci, Paola Ronco
Letto da: Alberto Bergamini
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A proposito di questo titolo

Il 14 settembre 1991, sotto un viadotto della tangenziale torinese, viene ritrovato il corpo senza vita di una donna vestita con un abito rosso in chiffon di seta. I giornali la chiamano subito la "signora in rosso", citando il titolo di un film di qualche anno prima, e così ancora oggi è ricordata. Il suo nome vero è Franca Demichela, ha 48 anni, è figlia di un dirigente Fiat ed è sempre stata considerata una persona stravagante. Il caso, rimasto irrisolto, vede tra i principali sospettati il marito Giorgio Capra, 49 anni, impiegato Fiat, e un gruppo di tre "slavi" che Franca ha incontrato la sera prima della morte. Inquirenti e opinione pubblica si dividono presto in due fazioni opposte, simboleggiate dalla rivalità accesissima tra polizia e carabinieri, che si ritrovano entrambe a indagare con convinzioni molto diverse.Trent'anni dopo, scavando fra testimonianze e archivi, una coppia di scrittori inizia a raccontare quel caso proprio quando la procura decide di riaprirlo. Ne nasce un'indagine su un omicidio (o forse un femminicidio) che va oltre la sola ricerca di un colpevole e diventa uno straordinario romanzo dal vero. Partendo dagli anni in cui tutto iniziava a cambiare e dal cuore oscuro di Torino, città simbolo del sistema economico italiano, nonché capitale dell'esoterismo e dell'occulto, Rosso profondo racconta una storia oltre il prisma distorto dei luoghi comuni e degli stereotipi, una storia misteriosa come ogni delitto e impietosa come un'inchiesta sull'anima inquieta di questo paese.

©2025 il Narratore audiolibri (P)2025 il Narratore audiolibri
Crimini reali Omicidio

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l'idea è originale ma lo sviluppo della stessa è prolisso e a tratti noioso. ci sono interi paragrafi inutili che se fossero eliminati non toglierebbero nulla al racconto. anche la storia non è poi così accattivante pur trattandosi di un cold case. ci sono casi più ricchi di mistero da analizzare. la signora in rosso, come si dice alla fine, è irrisolto solo per imperizia non di certo per strategia fine di chi l'ha commesso

Prolisso

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Questo libro è un ritratto imperdibile del mondo in cui viviamo. È il contrario di un “giallo da risolvere” e non racconta nemmeno un delitto “intelligente” o fesserie simili, e proprio per questo è un grande libro . Gli autori entrano a fondo nei piccoli dettagli e fanno vedere le persone “normali” come in un grande romanzo sociale. Forse è il primo true crime di oggi che finalmente ripete il senso di A sangue freddo di Truman Capote: raccontare un delitto per quello che è, invece di trasformarlo in qualcosa che non è!
In più si ascolta senza riuscire a smettere, con la curiosità di capire non tanto chi è l’assassino quanto che razza di persone siamo noi tutti!
Bellissimo

Parla di noi

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"Io non credo ai complotti, credo però ai coglioni"

Come sempre questi due autori si rivelano interpreti della nostra squinternata società e, attraverso l' analisi minuziosa di un caso di cronaca, ci regalano uno specchio di umanità variegato, disilluso e assolutamente realistico e disincantato. Ci si rende dolorosamente conto di quanto le tendenze del momento influenzino la nostra percezione della realtà, dai pregiudizi ai luoghi comuni, dalle beghe degli organi competenti alle squallide manovre dei mezzi di comunicazione, dalla carta stampata alla TV. Non si cerca la verità ma il sensazionalismo, non c'è alcun desiderio di tutelare e proteggere la vittima, neppure da morta. L' empatia è fantascienza, il rispetto un' utopia per anime ingenue. Ciò che conta è l'audience, le copie vendute, i preconcetti solidificati nelle nostre menti aride e facilmente manipolabili, la gara a chi ce l'ha più lungo degli addetti ai lavori. Resta molta amarezza per un finale amaro, senza giustizia, senza comprensione di una persona fragile che non viveva secondo le tradizionali regole di un perbenismo sciocco e ipocrita. Rimane però anche uno sguardo nuovo, una rinnovata capacità di guardare e ascoltare le notizie di cronaca con un diverso sentire, con un senso critico autentico, più analitico ma anche più compassionevole, più logico ma più rispettoso della fallace natura umana. Questo libro non è solo un ottimo mezzo per osservare i tempi che viviamo, è uno strumento necessario per comprenderli. Grazie ... Solo grazie.

illuminante...

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