Risolviamo omicidi
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Letto da:
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Francesca Inaudi
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Di:
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Richard Osman
A proposito di questo titolo
Tutte le famiglie attirano guai, ogni famiglia li attira a modo suo. Amy Wheeler e suo suocero Steve non fanno eccezione. Lei per i guai è una vera e propria calamita, e di certo non l’aiuta il lavoro alla Maximum Impact Solutions, agenzia specializzata nella protezione di persone famose. Stavolta Amy si trova su un’isola privata al largo della Carolina del Sud per garantire l’incolumità dell’irriverente e ricchissima scrittrice Rosie D’Antonio, minacciata da un magnate russo a cui non è piaciuto riconoscersi in un personaggio del suo ultimo romanzo. Non sembrano esserci grane in vista fino a quando, a bordo di uno yacht vicino all’isola, viene ritrovato il cadavere di un noto influencer. È stato assassinato, e Amy non resiste alla tentazione di ficcare il naso: scopre subito che la vittima era sotto la tutela della Maximum Impact e che ci sono state altre morti sospette tra i clienti dell’agenzia. Mentre lei si interroga sulle inquietanti "coincidenze", qualcuno tenta di incastrarla e qualcun altro di ucciderla. A questo punto Rosie convince la bodyguard a riparare sulla terraferma. Dovendo al tempo stesso indagare e guardarsi le spalle, Amy decide di chiedere aiuto all’unica persona di cui adesso può fidarsi: il suocero Steve, ex poliziotto ritiratosi in un paesino tra i boschi della New Forest in compagnia del suo gatto. Seppur controvoglia, Steve salirà sul jet privato di Rosie e raggiungerà le due donne per affiancarle in una caccia al colpevole – e una fuga da chi attenta alle loro vite – che li trascinerà in un adrenalinico vortice pieno di colpi di scena. Dopo il successo del Club dei delitti del giovedì, sempre armato del suo inconfondibile humour e della sua ingegnosità narrativa, Richard Osman torna, per Feltrinelli, con un’avvincente storia di intrighi capace di intrattenere e far sorridere, come nelle migliori commedie degli equivoci.
I Wheeler attirano come calamite i casi di omicidio. E per non fare la fine delle vittime hanno una sola possibilità: risolverli.
La storia è abbastanza originale, con le dovute esagerazioni che, chi conosce l'autore, si aspetta e che rendono il libro riconoscibile e godibile, a patto di non essere alla ricerca di realismo.
I personaggi sono caratteristici, più che caratterizzati, diventando familiari e portando all'empatia.
Peccato che la lettura sia un disastro.
Mi ha ricordato mia figlia quando imparava a leggere. Parole sillabate, frasi spezzettate, tono da robot e una lentezza esasperante.
Sembra la lettura di una lezione di analisi matematica trascritta.
Ad un certo punto viene voglia di lasciar perdere.
Consiglio di aumentare la velocità di lettura: non ne migliorerà la qualità, ma accorcerà il tempo quel tanto da permettervi di arrivare alla fine.
Letto malissimo
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Divertentissimo!
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la lettura
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che peccato!
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Gli omicidi non fanno veramente paura, essere inseguito degli assassini è tutto sommato divertente, non mancano i personaggi spiritosi e molto caricaturali. La costruzione dell’intreccio è superficiale e non ben accroccata, con i soliti protagonisti estremamente dotati, che ricostruiscono le trame dell’intrigo più grazie al proprio “istinto” (una magica entità tutta caratteristica della fiction, sia letteraria che cinematografica), piuttosto che grazie ai fatti.
Va preso con le pinze per quello che è, totale intrattenimento. In quest’ottica è piuttosto divertente e spiritoso, soprattutto nella prima parte.
Poi questa specie di thriller al rosolio stufa, l’umorismo è sempre uguale e poco credibile (si diletta con le battute anche il tassista che prende a bordo la protagonista, mentre gli schiantano i vetri della macchina a colpi di pistola), i personaggi sono praticamente la fotocopia di quelli degli altri romanzi, con nomi diversi.
Un po’ inutile… ma non lo sono, forse, quasi tutti i gialli?
Nota sulla lettura: piatta e inespressiva
Poco spessore
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