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La strangera

Di: Marta Aidala
Letto da: Enrica Fieno
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A proposito di questo titolo

Prendere la propria vita e andare - per capire se stessa, trovare un futuro, non scendere più ma restare. Sono questi i motivi per cui, una mattina di maggio, Beatrice lascia Torino per trasferirsi tra le montagne. Quelle montagne che, ne è certa, sono donne anche se spesso recano nomi maschili. Donne come lei, che appena arrivata al rifugio del Barba, un uomo burbero dal passato misterioso, si sente respinta, in quanto "fumna e strangera".

Marta Aidala ha il coraggio di una voce limpida che lascia parlare i gesti e gli accadimenti, i rumori del bosco, gli odori, la luce di un cielo alto sopra le cime. E sa raccontare nei dettagli più concreti una nuova epica, quella di una ragazza che va dietro alla propria libertà nonostante le esitazioni e le paure, una ragazza che cerca se stessa nei sentieri e tra gli uomini di montagna, in un mondo che sente suo anche se le vecchie tradizioni la guardano con diffidenza. Con timore e curiosità, come la guarda Elbio, il giovane malgaro con cui Beatrice instaurerà un legame profondo, fatto di ritrosie e slanci, in quell'intimità fragile e struggente che nasce tra due persone che si specchiano e si riconoscono.

Quando l'estate finisce Beatrice però decide di non seguire Elbio a valle, rimane invece assieme al Barba in rifugio, luogo che ora, forse, sente di poter chiamare casa. Ma l'inverno senza neve le rivelerà una montagna inaspettata, spingendola a rimettere tutto in discussione, e interrogandola ancora una volta sul suo futuro, sulla persona che vuole essere e sui luoghi a cui sente di appartenere.

©2024 Guanda (P)2025 Adriano Salani Editore
Narrativa di genere Psicologico

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la migrazione che l umano e l animale fa per felice e un ritovarsi

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Mi è piaciuto la descrizione dei luoghi come autrice ti fa entrare nel racconto e ti sembra di essere lì con i protagonisti

Bello

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Ritmo lento e lettura sospirosa, io l'ho in parte letto e in parte ascoltato. Mi è piaciuto e lo consiglio a chi apprezza le storie di chi fugge per trovarsi.

Buon esordio

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Un buon romanzo che parla di montagne,delle Alpi del Piemonte tr insieme ad uno “scontro” generazionale e di genere che alla fine si rivelerà il vero filo che cuce questa vicenda. Beatrice è “il barba” sono i protagonisti, la vita è il susseguirsi delle stagioni nel rifugio, la brigata al lavoro,Elvis e il paesaggio montano sono il contenitore dove la giovane donna è il maturo gestore si scoprono ma …

Una storia di montagna e non solo

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coinvolgente storia di abbandono della città per una aprire l’anima ad orizzonti ampi, silenzi, interazioni nuove, introspezioni. Personaggi ben definiti. Una bella narrazione, con il giusto ritmo.

bella storia di montagna

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