La Malnata
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Silvia Siravo
A proposito di questo titolo
Un'adolescente reietta, e una coetanea che impara a conoscerla per davvero, al di là di ogni pregiudizio. E che grazie a lei trova il coraggio di far sentire la propria voce, la propria verità. Un coinvolgente romanzo di formazione sullo sfondo di una provincia padana oppressa dal controllo, dal sessismo e dalla violenza del Ventennio.
L'esordio di Beatrice Salvioni ha incantato gli editori di tutto il mondo. Esce in contemporanea con l'edizione italiana in Francia, Spagna, Grecia, Repubblica Ceca, Turchia, Bulgaria e, a breve, anche Stati Uniti e Germania. È in corso di traduzione in 32 lingue.
Monza, marzo 1936: sulla riva del Lambro, due ragazzine cercano di nascondere il cadavere di un uomo che ha appuntata sulla camicia una spilla con il fascio e il tricolore. Sono sconvolte e semisvestite. È Francesca a raccontare in prima persona la storia che le ha condotte fino a lí. Dodicenne perbene di famiglia borghese, ogni giorno spia dal ponte una ragazza che gioca assieme ai maschi nel fiume, con i piedi nudi e la gonna sollevata, le gambe graffiate e sporche di fango. Sogna di diventare sua amica, nonostante tutti in città la considerino una che scaglia maledizioni, e la disprezzino chiamandola Malnata. Ma quella sua aria decisa, l'aria di una che non ha paura di niente, la affascina. Sarà il furto delle ciliege, la sua prima bugia, a farle diventare amiche. Sullo sfondo della guerra di Abissinia, del dolore per la perdita e degli scompigli dell'adolescenza, Francesca impara con lei a denunciare la sopraffazione e l'abuso di potere, soprattutto quello maschile, nonostante la riprovazione della comunità.
Recensioni della critica
La Malnata emerge dalle pagine talmente viva che ti pare di poterla toccare. È un personaggio che ogni editore vorrebbe avere nel suo catalogo.
-- Anne Michel, Albin Michel, Francia
Beatrice Salvioni è un'assoluta rivelazione letteraria. Ricorda autrici come Elena Ferrante e Joyce Carol Oates.
-- María Fasce, Lumen, Spagna
Mi ha molto colpito la storia e l’ambientazione: Monza, la Brianza il fiume Lambro. Luoghi che a molti non diranno nulla, ma a chi mi conosce bene si: sono i luoghi della mia fanciullezza quando, da bambino abitavo a Sovico. Quando si parlava del fiume Lambro si nominava con timore perché molto pericoloso a causa di correnti e mulinelli che potevano provocare annegamenti.
E’ la storia di due ragazzine, molto diverse tra loro ma che diventeranno molto unite ed intime . E’ anche la storia di uno spaccato d’Italia durante gli anni 30 e 40. Leggendo questa storia ed altri libri ambientati in quegli anni in altre regioni italiane anche del sud, ho potuto notare tanti, troppi tratti comuni: la cultura fortemente patriarcale, le violenze fisiche subite dalle ragazze e dalle donne, i soprusi del regime fascista. Ma c’è anche tanto della tradizione della nostra bella italia descritta nei piccoli gesti quotidiani , che, attraverso la narrazione di queste storie sembrano rivivere in noi lettori.
Un racconto graffiante, duro a tratti ma che racconta la bella storia di due ragazze divenute amiche .
Buona lettura 📚🎧📚🎧📚
Duro ma toccante
Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.
Con i malnati non ci si annoia mai
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Voce narrante ottima
banale
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Piacevole racconto
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il passaggio più bello, la presa di coscienza di Francesca che non parte con la madre
malnata oggi
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