Il ventre di Napoli

Letto da: Silvia Cecchini
Durata: 4 ore
4.5 out of 5 stars (18 recensioni)
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Sintesi dell'editore

Matilde Serao (1856-1927) è stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un quotidiano, "Il Mattino". Figlia di un avvocato napoletano, e napoletana nel cuore, nonostante non abbia vissuto sempre a Napoli, questa scrittura appassionata scritta in più tempi, nell'arco di più di venti anni, denuncia le condizioni igieniche e di sfruttamento del popolo napoletano, e di come il governo nazionale e locale, nonostante le belle intenzioni di risanamento, abbia fallito nel suo progetto, sperperando milioni per grandi ed eleganti costruzioni solo di facciate, lasciando intoccate la miseria e il crimine: uno scenario che ci suona purtroppo familiare.

Ma nel racconto delle tradizioni, delle opere di pietà, delle malattie morali dei suoi concittadini, l'autrice trasmette un amore e una speranza per questa "terra di anime belle" che nessuno sperpero pubblico può scoraggiare.

Cornice musicale: "Fenesta ca' lucive", cantata da Caruso.
©dominio pubblico (P)2017 Silvia Cecchini

Cosa pensano gli ascoltatori di Il ventre di Napoli

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  • Utente anonimo
  • 15/08/2020

Opera preziosa

Chiunque porti nel cuore lil dolore e la bellezza di Napoli dovrebbe aver letto o leggere questo testo in cui la Serao, scrittrice dalle alte qualità, esprime e racconta il suo amore per questa città e per il suo popolo. Quel popolo troppo spesso abbandonato a se stesso e denigrato senza che un reale supporto programmato e ben definito agisca in un quadro di prospettive che, se perseguite onestamente e con determinazione, possano dare effettivamente speranza per un destino maggiormente dignitoso.
Un lettore originario del posto avrebbe rappresentato in maniera più veritiera le parole accorate della Serao, come solo la cadenza partenopea può esprimere, per quanto chi lo ha qui fatto abbia mostrato passione e partecipazione.

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  • Bagheeralapantera
  • 12/03/2018

Libro molto attuale

Il libro, che non definirei romanzo, ma una fotografia dettagliata della Napoli di fine 800, è diviso in 3 parti, scritte in tre epoche diverse dall’autrice. Le prime due parti, abbastanza scorrevoli, parlano del passato e sono una pura descrizione di napoli, del suo popolo e delle sue usanze nel bene e nel male. La terza parte, pesante, descrive il presente dell’epoca (1905) e affronta tematiche politiche.
La lettura inespressiva e monotona di Silvia Cecchini non aiuta e lo rende come tutti i libri letti da lei alquanto soporifero.

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  • Cliente Amazon
  • 04/11/2017

testo moderno come fosse scritto ora

mi è piaciuto moltissimo. Sono entusiasta. Conoscevo Matilde Serao come scrittrice ma non avevo mai letto nulla. Purtroppo la scuola non le rende giustizia. È un 'autrice moderna, attualissima per i temi trattati che sono purtroppo sempre gli stessi e mai risolti. Confermo la stima nei confronti di Silvia Cecchini. lettrice sopraffina. Ho riascoltato letti da lei testi precedentemente ascoltati ma letti da altri. È tutta un 'altra cosa.