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Il quartetto Razumovsky

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Il quartetto Razumovsky

Di: Paolo Maurensig
Letto da: Roberto Accornero
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A proposito di questo titolo

In un'altra vita, poco piú che ragazzi, i membri del quartetto Razumovsky avevano avuto l'onore di esibirsi davanti al Führer. Adesso, dopo piú di trent'anni di silenzio, si riuniscono per suonare Beethoven in una piccola città del Montana. Ma a pochi giorni dal concerto il primo violino muore per un colpo di pistola: chi l'ha ucciso, e per nascondere cosa? I movimenti perfetti della musica classica, il fantasma tenace del nazismo, l'eco di uno sparo che riporta a galla vecchi segreti.

Con questo romanzo magnetico, che suona come un congedo, Paolo Maurensig è tornato per l'ultima volta sui temi che l'hanno consacrato alla grande letteratura con La variante di Lüneburg e Canone inverso, ponendoci la domanda piú spaventosa di tutte: con quale passo ci avviciniamo alla fine?

Tre amici si ritrovano dopo molti anni. Sono tedeschi, ora vivono negli Stati Uniti e in un passato che nessuno di loro vuole fare ricordare hanno suonato di fronte a Hitler, suscitando l'ammirazione della Germania intera. In quei giorni sciagurati di musica, applausi e grandi ambizioni erano un quartetto, ma quando ritrovano Victoria, la suadente violoncellista, lei non sembra nemmeno riconoscerli. In ricordo della giovinezza si preparano ora per un nuovo concerto insieme, l'ultimo, ma a pochi giorni dal debutto la morte violenta di Max Brentano, il carismatico violinista del gruppo, fa tornare a galla una storia di gelosia, odio e rancore. Una storia, a distanza di tempo, ancora ferocemente nazista. Perché il personaggio che dice «io» in questo libro, oltre a suonare il violino nel quartetto Razumovsky, durante il Reich veniva soprannominato «il Torturatore». E dopo la caduta del regime, la sua unica speranza di sopravvivere è stata scomparire nel nulla, dall'altra parte dell'Atlantico. Con un nome fittizio, Rudolf Vogel ha trovato rifugio nelle comunità tedesche del Montana, dove scrive infimi romanzetti di genere, sentendosi braccato e cercando di non destare troppi sospetti. Ben presto, però, la preda scopre di poter tornare a indossare i panni del predatore, e quando incontra i compagni del quartetto sa di dover chiudere una volta per tutte il cerchio della sua ossessione. Il commiato di Paolo Maurensig è una storia drammatica e potente, un romanzo in tre atti che ci interroga sull'impeto della memoria e sulla persistenza della colpa quando la colpa non sbiadisce, mettendoci di fronte all'ostinata e tragica fascinazione di alcuni uomini per il male assoluto.

©2023 Einaudi (P)2023 Mondadori
Narrativa di genere Narrativa letteraria

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Qualche salto di logica , richiede un secondo ascolto. Il narratore protagonista è apparentemente il male assoluto

Testo avvincente, lettura perfetta

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Sarò certamente di parte, ma da quando mi innamorai di canone inverso non ho mai smesso di apprezzare le opere di Maurensig.
La narrazione è veloce, fluida, quasi giornalistica, ma comunque introspettiva e piena.

L'ennesimo capolavoro

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

La sensazione che mi ha lasciato questo libro è riassunta nel titolo della mia recensione. La prima parte, in cui si sviluppa la storia di una "réunion" improbabile ma possibile, è accattivante. Purtroppo la seconda parte,che vuole riempire un vuoto temporale di 30 anni, è un susseguirsi di atrocità che si stenta a credere attuate dallo stesso tranquillo personaggio conosciuto nella prima parte. Una sorta di dottor Jekyll e mister Hyde. La parte finale portata sintesi tutta la vicenda con una conclusione scontata. In definitiva partenza buona, ma proseguimento deludente.

Romanzo schizofrenico

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

libro ben costruito. storia interessante. lettura ottima. fa riflettere sul senso della memoria e sulla banalità del male

molto intrigante

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

Evocazione di un passato terribile attraverso un io narrante che espone con fredda indifferenza le proprie riflessioni di convinto nazista. Argomento pesante ma scrittura ammirevole per la capacità dell'autore di entrare in una psiche criminale.

Nella mente di un criminale

Si è verificato un problema. Riprova tra qualche minuto.

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