Il grido dell'aquila
Millennium 7
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Letto da:
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Lorenzo Loreti
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Di:
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Karin Smirnoff
A proposito di questo titolo
La rivista d’inchiesta Millennium ha dovuto chiudere i battenti e presto diventerà un podcast, ma Mikael Blomkvist, che l’ha diretta per trentun anni, non ha perso la sete di verità, soprattutto se scomoda. Il giornalismo è nel suo dna, e il suo fiuto per la notizia si risveglia dovunque, perfino nel Norrbotten, regione svedese sperduta e ricoperta di boschi dove la figlia Pernilla sta per sposarsi. All’insaputa di Mikael, anche Lisbeth Salander ha raggiunto il Nord, convocata dai servizi sociali per prendersi cura di Svala, la nipote tredicenne di cui ignorava l’esistenza: un’adolescente geniale come lei, che riporta prepotentemente a galla il suo passato. Dalla Stoccolma degli scandali finanziari ai territori innevati della Lapponia, ultima mecca della new economy basata su energia verde e terre rare, le strade di Lisbeth e Mikael tornano a incrociarsi in un moderno Far West, in cui le multinazionali non si fermano davanti a nulla pur di accedere alle risorse naturali e, attirate dal promettente greenwashing su larga scala, le bande criminali operano nell’ombra.
Tra cospirazioni e tradimenti, la rabbia di Lisbeth esplode ancora una volta, aprendosi un varco attraverso il fumo e il fuoco dei proiettili di vecchi e nuovi nemici, in un mondo che, nonostante gli apparenti buoni propositi, è sporco e cattivo come sempre. Un mondo dove gli uomini continuano a odiare le donne.
Finalmente!
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Ora il testimone passa a una nuova autrice che, segno dei tempi, si occupa di cambiamento climatico, energia eolica e nuova destra svedese, mantenendo tutto il resto: un cattivo cattivissimo, il nostro eroe sempre in mezzo ai guai senza paura, la nostra (troppo) eroina sempre uguale a se stessa. Ora non fa pugilato ma krav maga, è socia di Dragan e non senza arte né parte, vagamente zia con una nipotina quasi clone; per il resto è poco verosimilmente identica a come l’avevamo conosciuta, e dire che avrà pur passato i quaranta!
In uno sperduto paesino del nord approda poi un poliziotto ottuso di cui a Stoccolma saranno stati felicissimi di sbarazzarsi.
La trama sembra imbastita più per nostalgia che con coerenza. Nel complesso, discreto ma dimenticabile. Penso che ascolterò il seguito per inerzia. Bravo il lettore.
Stessa saga, altra mano
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si fa molta fatica a tenere il filo e l'intonazione usata nella lettura non aiuta di certo...a tratti sembra addirittura ironica
pessimo
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Gradevole ma non all’altezza degli altri
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bello
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