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Buonvino e l'omicidio dei ragazzi

Il commissario Buonvino, Vol. 6

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Buonvino e l'omicidio dei ragazzi

Di: Walter Veltroni
Letto da: Giuliano Bonetto
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La nuova indagine di Buonvino, al commissariato di Villa Borghese, comincia con un suono misterioso. Buonvino, mentre con i suoi festeggia il ritorno di Ivano, il barista, al suo chiosco, sente qualcosa che lo inquieta, potrebbe essere una risata, un pianto, potrebbe essere anche un grido d'aiuto. È mattina presto, è sabato, Villa Borghese ha appena aperto i battenti, il commissario manda i suoi a controllare, ma non trovano niente. Eppure, la memoria di quel suono non svanisce. Così, quando la domenica all'alba lo chiamano perché hanno trovato una ragazza, giovane, giovanissima, sedici o forse diciassette anni, impiccata all'orologio ad acqua del Pincio, il commissario sa, con l'intuito che lo contraddistingue, che quel grido, riso o pianto, è stato una premonizione. Buonvino non ha avuto figli e, davanti al corpo della ragazza, capisce che i figli sono di tutta la società e che gli assassini dei figli vanno trovati. In un'indagine che spazia dal cuore di Roma a Centocelle e il cui centro non sarà in un luogo geografico, ma in un luogo digitale, un universo di fotografie, messaggi e commenti, Walter Veltroni, muovendosi tra comicità e tragedia, ci accompagna nella solitudine di una generazione: i ragazzi che muoiono.

©2026 Rosaria Carpinelli Consulenze Editoriali Srl (P)2099 Audible GmbH
Narrativa di crimini Narrativa di genere Narrativa letteraria Poliziesco Urbana

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Valter Veltroni, come sempre, riesce a raccontare storie che ahimè, non sono troppo lontane da alcune realtà, e lo fa in maniera comunque delicata ma allo stesso tempo efficace.
La lettura, dal canto suo, è eccellente e perfetta per questo tipo di storia.

Bellissimo, ma allo stesso tempo molto triste.

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do 3 solo perché la storia in sé è buona e con il giusto livello di suspense ma solo alla fine.
per il resto è un susseguirsi di luoghi comuni, moralismi e perbenismo

la fiera del moralismo

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troppi momenti di stallo per riflessioni non sempre attinenti un ispettore esageratamente colto e troppo asociale. Ha forse una stimata di autismo ?

il finale è la costruzione generale

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Il sesto capitolo della serie dedicata al commissario Buonvino mantiene la consueta delicatezza narrativa e la capacità di raccontare una Roma intimista, lontana dai cliché. Il ritmo è piacevole e la ricostruzione dell'atmosfera di Villa Borghese ha sempre un suo fascino malinconico.
Tuttavia, la trama gialla perde un po' di smalto rispetto ai volumi precedenti: l'indagine procede in modo fin troppo lineare e privo di veri e propri colpi di scena. I personaggi rimangono gradevoli, ma la tensione narrativa ne risente, rendendo il romanzo una lettura di intrattenimento scorrevole ma senza quel guizzo capace di lasciare il segno.
IUn giallo garbato e da leggere con piacere per affetto verso il protagonista, ma non tra le prove più incisive della serie.

AP

Il sesto capitolo

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racconto interessante anche se un poco noioso in alcuni punti...ma questo commissario è sempre bravo

racconto interessante,con un finale che si intravede già verso metà lettura.

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