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Sintesi dell'editore

In una Sicilia distopica, una ragazzina di tredici anni parte alla ricerca del fratellino rapito. Decimata da un virus che uccide solo gli adulti, l'isola è percorsa da selvagge orde di ragazzini e cani randagi. Se a guidare Anna in questa terra devastata, tra centri commerciali fumanti e città abbandonate, è il quaderno "delle cose importanti" in cui la mamma le ha scritto le istruzioni per sopravvivere, ad accompagnarla nel viaggio è un bianco maremmano dalle sette vite e una tenace e incorruttibile speranza di salvezza.
©2015 Niccolò Ammaniti (P)2018 Emons Italia S.r.l.

Altri titoli dello stesso

Cosa pensano gli ascoltatori di Anna

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  • Utente anonimo
  • 17/03/2020

Letto in un fiato il 17 marzo 2020

Non potevo scegliere momento più adatto per un libro come questo. La storia struggente e amara sottolinea la quarantena alla quale siamo tutti costretti. Mi auguro che la fine della nostra odissea sia migliore .

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  • Ross78
  • 22/04/2018

Un post apocalittico tutto italiano

Consiglio vivamente a chi come me ama i post apocalittico, un italiano in classifica topten

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  • Rodika50
  • 08/04/2018

Sorprendente

Sorprendente bello ma anche un po' inquietante è spaventoso. Ho "letto" con tanto piacere questo libro

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  • Manuela M.
  • 07/09/2019

Meraviglioso, duro e commovente

Premetto che mi piace Ammanniti e quindi avevo aspettative alte. Anna le ha superate: ironico, crudo, a tratti doloroso. Un racconto toccante e intenso con un finale che sai che arriverà, ma fino all'ultima frase ti tiene in bilico. E Lorenza Indovina é splendida.

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  • Cliente Amazon
  • 03/07/2019

Ammaniti, crudo e dolcissimo, emozionante :)

buon ritmo di lettura, e i flashback sono storie a sé, storie dentro la storia splendido e meraviglioso ammaniti

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  • Sap
  • 04/04/2019

Angosciante

Simbolico e angosciante questo romanzo, letto nei giorni delle dimostrazioni in piazza dei ragazzi sul climate change, mi ha fatto riflettere sui possibili scenari e sulla responsabilità di noi adulti nel futuro dei nostri figli

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  • Utente anonimo
  • 15/03/2019

sublime

eccellente interpretazione di Lorenza Indovina, in un romanzo crudo e diretto che ti fa tenere il fiato sospeso dall'inizio alla fine.

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  • Federica
  • 10/02/2019

Un libro davvero molto particolare.

Sembra una storia Americana ambientata però in Sicilia. Molto interessante e scritto benissimo. Interpretazione favolosa.

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  • claudio mastropaolo
  • 21/11/2020

Brividi

Sì, brividi. Ascoltare questo libro in tempi di pandemia provoca un certo disagio. Buona l'idea, un po' zoppicante la trama, con forzature forse evitabili e un'evidente difficoltà di concludere la storia. Comunque vale la pena.

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  • gae
  • 07/10/2020

Anna

narrazione meticolosa e coinvolgente. ascoltato tutto d'un fiato. il libro è bellissimo, e Ammaniti non si batte.

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  • Blind Girl
  • 19/03/2018

Sempre le donne

Dopo “Che la festa cominci!” pensavo che Ammaniti ha toccato il fondo. Un romanzo di poco valore dove i tratti adolescenteggianti dell’autore (sempre presenti!) sono in massimo rilievo. Un fantasticare violento senza capo nè coda, ecco.

“Anna” l’ho letto una settimana dopo la sua apparizione in libreria. Sono uno che sempre dà nuovi chance. Da allora in poi ho comprato e regalato vari esemplari del libro ai miei familiari e conoscenti. Ammaniti ha toccato la cima. Riguardo al quale tutto ciò che avesse scritto prima erano bozze mal riuscite. Perchè è questo il mondo dove Ammaniti si sente in agio perfetto: un’isola popolato esclusivamente di bambini. Gli adulti non sono altro che una reminiscenza lontanissima, astratta, forse mai esistita. Anche se Anna, eroina e divinità si comporta quasi sempre in modo adultissimo e decide maturo e responsabile. A “coming of age” splendido e deprimente che ci conduce al nulla. Come un qualsiasi gradevole romanzo post-apocalittico. A pensarci bene, qualcosa del genere aspettavo da lungo anche da parte di un’autore italiano. Sono felice che lo abbia scritto proprio Niccolò.

Naturalmente il romanzo è stracolmo di dettagli superflui e storielle che meritano un paragrafo anzicchè dieci pagine. Ammaniti si diletta nel descrivere il male e perchè il suo spirito è in fondo quello di uno sbarbatello, non è capace di indietreggiarsi una volta dentro una storia, di rilevanza minimissima che fosse. “Anna” è sorprendentemente sodo anche con questi ghirigori. Forse un’editore bravo aveva i coglioni di suggerire cambiamenti leggeri. Io ne taglierei ancora 50 pagine e il romanzo sarebbe perfetto. Ma funziona anche così.

La violenza, le decisioni improbabilmente scervellate dei personaggi, l’immaturità generale di tutti e il caos come risposta a ogni problema che sono atteggiamenti tipici presso Ammaniti qui fanno senso. I bambini hanno diritto di comportarsi da bambino. L’età adulta è un morbo letale. All’isola dei ragazzi una fanciulla di undici anni è ormai una vecchia strega. Messaggi pesanti e profondi a ogni pagina. Ammaniti ha finalmente trovato la scena perfetta per spiegare la sua filosofia (apocalittica dall’inizio) e gli attori adatti a farsi capire nel modo migliore. A dir il vero non so che cosa aspettare di più dall’autore nell’avvenire. Meglio di “Anna” non scriverà di sicuro.

La narratrice non era coinvolta. L’ha letta sì, anche bene, ma non ci sentivo che capisse o giovasse il testo. Sono sicuro che i perfetti narratori per Ammaniti sono sempre i maschi. Come anche i perfetti lettori, siamo sinceri...

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