A scuola non si muore
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Letto da:
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Giusy Frallonardo
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Di:
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Gaja Cenciarelli
A proposito di questo titolo
A scuola non si fuma, a scuola non si beve alcol, a scuola non si alza la voce e non si alzano nemmeno le mani, a scuola si insegna prima di tutto il rispetto, a scuola non ci sono differenze, soprattutto a scuola non si muore. Come tutte le intenzioni e i buoni propositi, anche quello di tenere la morte lontana dalle aule scolastiche fallisce miseramente per Margherita Magnani, che insegna Inglese in una scuola della periferia romana frequentata da studenti della periferia romana con famiglie che vivono nella periferia romana, abbandonate dalla politica e sostenute, quando lo sono, da traffici vari e spesso illeciti. Così, quando la mattina successiva al consiglio di classe il professor Giuliano Colagrossi viene trovato morto e con le mani amputate sul pavimento di un’aula, Margherita Magnani decide di indagare. Non che l’insegnante abbia una particolare tensione investigativa; anzi, è di quelle che nei film dell’orrore, quando si avverte un rumore dalla cantina, per l’ansia si precipitano a vedere, e non tornano più. L’unica tensione della Magnani è la fede. Ma non è una faccenda religiosa, la Magnani crede in alcuni esseri umani, e cioè nei suoi studenti e nelle sue studentesse. E infatti, quando al professor Colagrossi e alle mani tagliate si aggiungono altri cadaveri, sempre professori mutilati, e la tensione tra corpo docente e studenti cresce, saranno proprio la Magnani e i suoi studenti – sbagliando, inventando, intralciando senza volerlo le indagini della polizia – a trovare il filo che lega i corpi morti a un passato che lo è ancora di più.
©2024 Marsilio Editori S.p.A. (P)2024 Marsilio Editori S.p.A.Mi è stato fin troppo facile identificarmi con la protagonista per via dei miei problemi di ansia, anche se leggere i suoi flussi di pensiero mi ha fatto capire che non sono poi messo così male. Tutti i personaggi sono caratterizzati in modo semplice, con una complessità caratteriale presentata un po' alla volta e che ti permette di concretizzarli nell'immaginazione.
Spero non sia l'ultima volta che sento parlare di Margherita Magnani e della classe quinta A (spero di averla detta giusta).
Un giallo in stile italiano, molto coinvolgente
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Coinvolgente
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una chicca
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Ottimo!
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Un giallo da ombrellone
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