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La Circonferenza Delle Arance

Le indagini di Lolita Lobosco, Vol. 1

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La Circonferenza Delle Arance

Di: Gabriella Genisi
Letto da: Teresa Saponangelo
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A proposito di questo titolo

Un commissario di polizia così a Bari non se l'erano mai nemmeno immaginato: Lolita Lobosco detta Lolì, trentasei anni, occhi sempre accesi, lunghi capelli corvini e una quinta di reggiseno che negli uomini evoca la pienezza dei frutti mediterranei. Se avesse paura delle maldicenze dei colleghi e dei notabili, non avrebbe certo scelto di fare la poliziotta. E invece ha deciso di seguire con spavalderia la propria vocazione: combattere le prepotenze, riportare l'ordine nella vita degli altri, farsi rispettare dai maschi senza rinunciare a nessuna vanità. Perché mai dovrebbe fare a meno della cura della bellezza e della cucina, doti di una vera donna del Sud? Ma in questa vigilia natalizia anche per lei le cose si fanno terribilmente complicate. E sì che tutto era cominciato alla grande: da anni non si ricordava un dicembre così caldo, e lei se n'era andata in questura scoperchiando il tetto della sua Bianchina con un cd di Roberto Murolo a tutto volume.

Al commissariato, però, l'attende una sorpresa. C'è un arrestato, le dicono, uno stimato professionista, con il golfino di cachemire e le mani tanto curate, accusato di violenza sessuale. Ordinaria amministrazione. Almeno finché Lolì non incrocia lo sguardo dell'incriminato. Quell'uomo lei lo conosce bene. E subito capisce che, oltre a far trionfare la giustizia, questa volta dovrà anche difendere se stessa.

©2020 Sonzogno di Marsilio editori S.p.A. (P)2025 Sonzogno di Marsilio editori S.p.A.
Donne detective Narrativa di genere Poliziesco Thriller di crimini Thriller e suspense Urbana Vita in città

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Più rilevanti
A oarte la voglia di arance cge fa venire questo libro...l'ho trovato meraviglioso, pieno di colpi di scena e descritto in maniera avvicente! L'interpretazione magistrale!

Arance

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Personaggi stereotipati, senza spessore, trama da gossip. Nella premessa l'intenzione è di superare i preconcetti di genere, nella trama i parametri di valutazione sono ridotti alle caratteristiche fisiche e di "appeal". Deludente.

inconsistente

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Dipinta con i colori stinti della mediocrità.
Ho provato a guardarlo, ma ne è uscito un ritratto veramente brutto, un concentrato di luoghi comuni che lascia l'amaro in bocca. C’è questa protagonista che disonora la divisa che indossa, riducendo l'etica a un accessorio opzionale. La vedi lì, a flirtare con il principale indagato, ad andare a trovarlo in carcere con le autoreggenti nascoste sotto la gonna d’ordinanza. Una messinscena di bassa lega che vorrebbe essere trasgressiva e invece è solo squallida.
E il contorno non è da meno. L'amica, immersa in una storia extraconiugale, gestisce il tradimento tra le mura di una casa dove, oltre al c0rNu70 di turno, vivono due bambini. La giustificazione? Una perla di cinismo: non fanno nulla di male, si prendono solo del tempo per loro, per poi tornare alle loro vite. Come se i sentimenti fossero interruttori, come se prestare la casa per un’infedeltà fosse un atto di gentilezza e non di complicità nel distruggere qualcosa.
C’è un’amarezza profonda nel vedere come viene normalizzato tutto questo. La mancanza di rigore, il tradimento elevato a tempo per sé, l'istituzione calpestata per un brivido da fotoromanzo. Mi chiedo dove sia finito il senso dell'onore, della coerenza.

AP

Luoghi comuni e tradimenti

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Ho guardato la serie in TV, trovandola un po' sciocca. Sperando si trattasse di un problema di adattamento televisivo ho ascoltato il primo romanzo. In realtà, la serie ha migliorato la situazione. Ho trovato il personaggio di Lolita scandalosamente stupido. E sono rimasta scioccata del modo con il quale viene trattato il tema di un presunto stupro ("Lui è troppo bello per potersi essere macchiato di un crimine del genere. Non ne avrebbe bisogno". Davvero dobbiamo leggere stupidaggini del genere??? Per non parlare dell'accoglienza riservata in commissariato dalla presunta vittima!)
Tutti i personaggi femminili sono orribili mentre gli uomini sono tutti povere vittime.
Ho dovuto ricontrollare che l'autrice fosse una donna perché non potevo credere ad un tale concentrato di maschilismo.
A parte ciò, la storia è banale e scontato. Incredibile che Lolita ci metta tanto a risolvere il "mistero" dell'omicidio. Non c'era bisogno di scomodare le arance.
Inutile dire che non leggerò gli altri romanzi della serie e che non lo consiglio.
Brava, invece, la lettrice senza la quale non credo che sarei arrivata alla fine.

Fastidioso

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ma che razza di libro stupido è questo? devo dire che ho iniziato senza leggere le recensioni, perché era una "serie" e a me piacciono, mi piace finire un libro e iniziare subito il seguito (ho appena finito la serie del pm Manrico Spinori di Di Cataldo - anni luce distante da sta sozzeria). Inizio e vado avanti e penso che sia solo l'inizio e le cose poi si ribalteranno. ma non è così. la commissaria è una sciocca che appena vede il suo ragazzo di vent'anni prima si sdilinquisce e da per scontato che sia innocente dello stupro perché, oltre a tutto è bellissimo. N O N C I P O S S O C R E D E R E. La presunta vittima è trattata come una sciacquetta imbrogliona per partito preso e perché mastica la gomma. ma l'autrice fa sul serio? come scritto in altra recensione i personaggi maschili sono tutte povere vittime mentre le donne (anche se bellissime.. che profondità di caratteri eh) sono delle arpie. messe bene siamo se una autrice ha questi valori. non so neanche se finirlo, perché al momento mi fa il vomito. anche la lettrice non mi piace più di tanto, è stizzosa. anche se forse si adatta al personaggio, che dovrebbe tr@mbar@ di più a detta di tutti i colleghi. questo è il livello del libro. ora mi chiedo come mai siano stati adattati così tanti titoli di questa autrice e fatta anche una serie tv. per me è incomprensibile. e anche un po' offensivo, da donna.

ma stiamo scherzando?

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