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Vincenzo Latronico: l’ultimo romanzo e gli altri titoli da ascoltare su Audible

Vincenzo Latronico: l’ultimo romanzo e gli altri titoli da ascoltare su Audible

Vincenzo Latronico: tutti gli audiolibri da ascoltare su Audible

Scrittore, traduttore e autore di romanzi che raccontano con sguardo lucido le contraddizioni del presente, Vincenzo Latronico è uno scrittore capace di trasformare le inquietudini della contemporaneità in materia narrativa. Nel corso della sua carriera ha tradotto alcuni grandi classici della letteratura, dal Conte di Montecristo a La fattoria degli animali e La guerra dei mondi, affiancando all’attività di traduttore quella di narratore.

I suoi romanzi, tra cui il bestseller Le perfezioni e La chiave di Berlino, sono stati tradotti in oltre 30 Paesi, portando la sua scrittura oltre i confini italiani. Oggi Latronico torna con Una splendida rovina, un romanzo che si inserisce nel percorso di uno scrittore attento alle inquietudini, alle aspirazioni e ai fallimenti della contemporaneità. In questo articolo ti raccontiamo la trama dei suoi migliori libri, fino ad arrivare al nuovo titolo in Esclusiva per Audible con la voce narrante di Dario Sansalone.

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Chi è Vincenzo Latronico?

Nato a Roma nel 1984 e laureato in Filosofia a Milano, Vincenzo Latronico ha esordito nel 2008 con Ginnastica e Rivoluzione. Alla narrativa ha affiancato negli anni la traduzione e la collaborazione con Internazionale, costruendo un percorso che intreccia letteratura, osservazione della società e riflessione sul presente. Nel 2025, Le perfezioni, nella traduzione inglese di Sophie Hughes, è entrato nella shortlist dell’International Booker Prize.

Ecco tutto quello che devi sapere sui migliori titoli di Vincenzo Latronico disponibili su Audible.

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Le perfezioni: il bestseller internazionale di Vincenzo Latronico

Nel 2022, con Le perfezioni, il suo bestseller, ci aveva fatto innamorare (o ri-innamorare) di Berlino. Una Berlino che molti di noi credevano di conoscere, ma che il progressivo cambiamento della metropoli teutonica aveva reso, almeno in parte, estranea e persino deludente. Come una spina conficcata nella parte sinistra del corpo, proprio lì, in fondo al cuore. Eppure, per un esile periodo, Le perfezioni era riuscito a farci ricredere.

Romanzo ambientato a Berlino, quella Berlino post-muro fatta di Spätkauf e nightlife, di Kneipe e dance floor, ma anche di gallerie, musei, librerie indipendenti e fermento culturale, viene qui narrata con una formula intimista e minuziosa, sulla scia di una domanda silente che pervade tutto il romanzo: cosa fare di fronte alla disillusione della seconda giovinezza, quando i sogni della prima sembrano svanire come le prime luci dell’alba dopo una notte di bagordi? Seguendo da vicino - con uno sguardo quasi voyeuristico - i due protagonisti, il cui appartamento è descritto nell’incipit del romanzo quasi fosse una sceneggiatura e noi gli spettatori sulla soglia della porta, scopriamo quanto Anna e Tom si amino e si odino, si supportino e si detestino. Ma, per ben intenderci: non che la loro sia una storia d’amore dal sapore del romance, tutt’altro che questo e anche questo. È una storia nella quale sembrano concentrarsi tutte le domande che la nostra generazione, quella nata negli ’80, si pone: cosa ne è stato dei sogni rivoluzionari? Come fare affinché la propria vita sia ancora piena di quello spirito creativo e, perché no, un po’ freaky che ci faceva sognare?

Anna e Tom, creativi che vivono a Berlino, saranno i nostri avatar: ci faranno identificare con i loro dubbi, le loro speranze tradite, le loro disillusioni, che sono anche le nostre, fino a farci credere - e lo crediamo davvero - che una via d’uscita c’è, sempre.

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Narrato da Francesco Meola in Esclusiva per Audible, il bestseller di Vincenzo Latronico, Le perfezioni, è stato tradotto in oltre 50 Paesi e ha ricevuto importanti riconoscimenti: vincitore del Premio Mondello 2022, è stato inserito nella dozzina del Premio Strega e, nella sua traduzione inglese, è arrivato nella shortlist dell’International Booker Prize 2025. Un successo internazionale che ha portato il romanzo di Latronico ben oltre i confini italiani.

“Si lavora dal laptop, certo, ma col ritmo di un pittore più che di un impiegato: a uno scatto di concentrazione intensa alla scrivania si intervalla una passeggiata, una videochiamata con un amico che propone un progetto, uno scambio di battute sui social, un salto al mercato biologico dietro casa.”

La chiave di Berlino : scoprire una metropoli attraverso le sue trasformazioni

La chiave di Berlino di Vincenzo Latronico, pubblicato nel 2023, è un libro che, con un approccio da etnografo, restituisce uno sguardo sulla società quasi come quello di Orwell in Senza un soldo a Parigi e a Londra. Una Berlino raccontata da vicino, nei suoi luoghi, nelle sue trasformazioni lente e continue, sulla scia della gentrificazione, dell’aumento dei prezzi e dei profondi cambiamenti che ne hanno modificato il volto.Nel 2009, quando Latronico – come confessa nel libro – si trasferì a Berlino, la capitale tedesca era la “mecca” dei creativi d’Italia e d’Europa: affitti bassi, alta qualità della vita, accoglienza massima una certa coscienza collettiva che respiravi nelle idee e nella pratica e che da noi, peninsulari, era ancora lontana. Chi avrebbe mai aperto un ristorante vegano nel 2009 in Italia? Pochi idealisti. Eppure Berlino ne era già piena. Chi mai si sarebbe sognato di pagare una grande stanza in affitto 180 euro? Sembrava quasi la Bologna degli anni ’70: quella in cui tutto sembrava possibile.

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Latronico, con il suo sguardo unico sul mondo, la sua Weltanschauung - come direbbero i tedeschi - , ci regala questo sogno, ma anche il suo progressivo smantellamento. Al lettore, come negli altri libri di Latronico, viene data la possibilità di scegliere da quale parte stare: se dalla parte della speranza o da quella della disillusione.

“Lo spettacolo dei cosiddetti nomadi digitali – venti-trentenni seduti dietro a una schiera di portatili bianchi o argentati nei dehors dei caffè – risultava ancora esotico per chi, come me, aveva vissuto l'età adulta in Italia.”

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Qual è l'ultimo romanzo di Vincenzo Latronico?

L'ultimo romanzo di Vincenzo Latronico si inserisce a pieno titolo nel filone dei romanzi che narrano il “controesodo” dalle metropoli alla vita rurale.

Si tratta di una tendenza narrativa sempre più presente tra gli scrittori italiani: vuoi perché, si sa, la letteratura segue la vita, vuoi perché tornare a una dimensione più rurale sembra essere uno degli antidoti per sfuggire dalle maglie del turbocapitalismo imperante. Proprio come accade ai protagonisti di Una splendida rovina, l'ultimo romanzo di Vinenzo Latronico narrato in Esclusiva per Audible da Dario Sansalone.

Quasi come se esistesse un gioco di perle di vetro, lo stesso di cui parla Hermann Hesse nel suo libro, il protagonista sembra qui raccogliere l’eredità degli altri due libri di Latronico, per restituircela in una versione più evoluta che aspira alla mai raggiunta, ma sempre agognata maturità.

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Ad accoglierci nel libro è un nomade digitale che vive “in giro” per sopperire alla difficoltà economica dettata dall’aumento improponibile degli affitti nelle grandi città, ma non solo. È un protagonista la cui aspirazione a trovare un posto nel mondo è direttamente proporzionale al suo timore di fallire nel mestiere dello scrittore. Quando arriva Elsa nella sua vita, però, Elsa a bordo di un grosso SUV, Elsa che lavora per un’agenzia di booking musicale, tutto assume contorni diversi: la sua vita cambia e anche quella di Elsa, pagina dopo pagina, si trasforma. Insieme decidono di acquistare una vecchia casa in rovina e di provare a ricostruire, insieme alle sue architravi, anche le loro identità, sempre in fuga – da chi? da cosa? –, sempre sull’orlo del fallimento, senza mai sperimentare il baratro, sempre, in definitiva, alla ricerca di un luogo da chiamare casa, in cui poter finalmente mettere radici. A rendere il romanzo unico, nella sua trama, è la cifra narrativa di Latronico: minuziosa nelle descrizioni, poetica nella scrittura e concreta nel racconto della quotidianità.

"Sognavamo davvero una vita diversa, come tutti, e per trovarla abbiamo davvero comprato un'enorme rovina nella campagna della ex DDR."

Hanno trent’anni i due protagonisti dell’ultimo romanzo di Vincenzo Latronico: l’età giusta per chiedersi se valga davvero la pena inseguire i propri sogni o se, talvolta, ciò che chiamiamo sogno non sia altro che una forma più elegante per dare un nome alla fuga. Un’età in cui si è ancora abbastanza giovani da credere che tutto sia possibile e abbastanza adulti da cominciare a dubitarne.

“Abbiamo inziato quella convivenza con una naturalezza sbalorditiva, considerato che eravamo due sconosciuti in procinto di trascorrere insieme varie settimane in un luogo isolato.”

E tu? Cosa ne pensi delle esistenze sempre in fuga?

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