Ogni settimana arrivano su Audible nuovi titoli, nuove voci, nuove storie pronte a catturare la nostra attenzione: un’offerta entusiasmante, certo, ma anche potenzialmente travolgente quando si tratta di decidere da dove iniziare.
È proprio da questa consapevolezza che nasce l’idea di questa selezione. Come redattrici del blog di Audible, abbiamo il privilegio (e il piacere!) di esplorare costantemente il catalogo, lasciandoci sorprendere dalle uscite più recenti e dalle produzioni originali più interessanti. Ascoltiamo, scegliamo, confrontiamo — e, soprattutto, ci appassioniamo. Per questo abbiamo deciso di raccogliere, mese dopo mese, i titoli che più ci hanno colpito tra le novità: quelli che ci hanno tenuto incollate alle cuffie, che ci hanno emozionato, fatto riflettere o semplicemente regalato qualche ora di puro intrattenimento.
In questa selezione troverai quindi una proposta personale e curata, lontana da classifiche impersonali o algoritmi: sono consigli autentici, nati dall’ascolto diretto e dal desiderio di condividere il meglio che abbiamo scoperto. Dai grandi nomi della narrativa alle voci emergenti, dai thriller più avvincenti alle storie intime e toccanti, ogni titolo ha qualcosa di speciale da offrire.
Se non sai cosa ascoltare o semplicemente hai voglia di scoprire qualcosa di nuovo, sei nel posto giusto: lasciati guidare dai nostri consigli e trova il tuo prossimo ascolto preferito.
I nostri ascolti suggeriti tra le novità di aprile 2026
Il nome di Renata Viganò, autrice del celebre romanzo neorealista L'Agnese va a morire, è indissolubilmente legato alla città di Bologna e all'intera Emilia Romagna. Nata in questa terra, Renata Viganò ha partecipato attivamente alla Resistenza partigiana, e ha pubblicato L'Agnese va a morire subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.
Scoprire che questo straordinario romanzo, dal quale è stato tratto anche un film, è ora disponibile in Esclusiva per Audible, con la voce narrante di Dalila Cozzolino, è stata per me una vera rivelazione. Ascoltandolo ho infatti rivissuto le stesse emozioni che provai anni fa leggendo il romanzo.
La protagonista, Agnese, è una donna che diventa consapevole della propria forza, del proprio valore e del coraggio, proprio come le staffette partigiane, ognuna delle quali ha contribuito, con il proprio gesto, a costruire una realtà più grande: quella collettiva della Resistenza.
Il romanzo racconta di come Agnese, una contadina emiliana rimasta vedova, si ribelli alle ingiustizie del nazifascismo, diventando una parte attiva della Resistenza e acquisendo una nuova consapevolezza: quella di essere dalla parte della giustizia e della libertà.
Questo audiolibro, consigliato a studenti e professori in vista del 25 aprile, risuona profondamente con i tempi che stiamo vivendo: non c'è forse una Agnese anche in Palestina, anche in Libano, anche in Somalia, anche in Venezuela, anche in Iran?
Se ti incuriosiscono i thriller che sanno spingersi oltre i confini del reale, ti suggerisco Anna non dimentica di Adriano Giotti: è uno di quegli ascolti che iniziano come un’indagine e finiscono per insinuarsi sotto pelle.
Mi ha colpito subito per la sua capacità di raccontare l’adolescenza senza filtri, senza addolcire nulla: qui non ci sono cliché o semplificazioni, ma un mondo fatto di fragilità, isolamento e bisogno disperato di essere visti.
Il mistero ruota attorno a una leggenda digitale, una di quelle storie che sembrano nate per spaventare nelle chat notturne… e che invece, passo dopo passo, acquistano un peso inquietante. L’intuizione di legare il folklore contemporaneo di Internet a una sparizione reale funziona benissimo e crea una tensione costante.
L’ambientazione è un altro punto di forza: la provincia abruzzese, con i suoi paesaggi sospesi tra passato e abbandono, diventa quasi un personaggio. Tra impianti sciistici dismessi e silenzi che sembrano inghiottire ogni cosa, la storia trova il suo tono più cupo e suggestivo.
Quello che ho apprezzato di più è l’originalità del noir: non è solo una storia di scomparsa, ma un racconto che riflette sulle paure contemporanee, sulla solitudine digitale e sul bisogno di credere — o non credere — a ciò che vediamo online.
Lo consiglio a chi cerca un thriller diverso dal solito, capace di mescolare indagine e inquietudine psicologica, con un’atmosfera che resta addosso anche dopo aver smesso di ascoltare.
Tutti i fan dello humor britannico un po' cupo e un po' cuastico aspettavano con trepidazione il nuovo romanzo di John Niven: l'autore di A volte ritorno, libro infarcito di acutezza ironica, provocazioni dialettiche e riflessioni religiose ai limiti della scomunica.
Niven, con il talento del grande narratore di situazioni paradossali – sarà forse influenzato dal suo background scozzese? – non mi ha deluso neanche questa volta: al contrario. In Padri nostri, forse più che in A volte ritorno, ho trovato un incredibile upgrade stilistico, non solo, perché anche la trama è davvero out of the box.
Come non innamorarsi della situazione contradditoria descritta nel romanzo nella quale un uomo colto, uno sceneggiatore con tutti i “crismi”, finisce per diventare amico e trovare supporto in un uomo della strada? L'arte di raccontare le contraddizioni della vita e la mobilità sociale, unita alla capacità di farlo con humor e profondità, è ciò che mi ha fatto amare questo audiolibro, che per di più è narrato magistralmente da Giovanni Bussi.
Ascoltalo se sei una persona sulla lunghezza d'onda delle trame di: Joe R. Lansdale, Nick Hornby, David Foster Wallace o Virginie Despentes.
Se ami le storie che intrecciano memoria, territorio e amore per i libri, ti consiglio La luce del primo mattino di Franco Faggiani: è un audiolibro che si ascolta con lentezza, lasciandosi avvolgere come una passeggiata tra i boschi.
Quello che mi ha conquistato è innanzitutto l’ambientazione: la Lunigiana, sospesa tra Appennino e mare, aspra e sorprendente, diventa il cuore pulsante del racconto. È una terra che forse non tutti conoscono, ma che qui prende vita con una forza evocativa incredibile, fatta di silenzi, fatica e bellezza. Si percepisce un legame autentico con questi luoghi, che rende ogni scena ancora più viva.
La storia di Andina è un bellissimo esempio di resilienza: una donna che, di fronte a una perdita improvvisa, trova la forza di reinventarsi, trasformando una necessità in un’opportunità. Il viaggio che intraprende insieme al figlio non è solo fisico, ma anche umano, e si arricchisce grazie all’incontro con altre figure femminili forti, come Stella. Il loro legame aggiunge profondità e calore a una narrazione già intensa.
Mi ha incuriosito molto anche la premessa: scoprire le origini dei librai ambulanti della Lunigiana e di una tradizione che ha dato vita al celebre Premio Bancarella. È un modo originale per raccontare non solo una storia personale, ma anche un pezzo di storia culturale italiana poco conosciuta. In un periodo come quello della Giornata del Libro, questa riflessione sul valore dei libri — come oggetti, ma soprattutto come strumenti di connessione e cambiamento — risuona ancora di più.
Lo stile di Faggiani è delicato ma incisivo, capace di restituire la durezza della vita senza mai perdere uno sguardo pieno di umanità. Lo consiglio a chi cerca un ascolto intimo e autentico, dove le grandi storie nascono da gesti semplici e dove i libri diventano ponti tra persone, luoghi e destini.
Se c'è un argomento di cui non mi stanco mai di parlare, su cui mi piace aggiornarmi, dibattere e approfondire, è quello dell'intelligenza artificiale. Sulla soglia di un “mondo nuovo” (non proprio come quello predetto da Huxley, ma quasi), siamo alle prese con una entità fatta di byte della quale (ancora) non riusciamo a comprendere davvero fino in fondo la portata.
Hanno provato a spiegarcelo le autrici, decisamente tecno-pessimiste (e contrarie all'hype dell'IA), di L'inganno dell'intelligenza artificiale: un audiolibro che ti raccomando di ascoltare per districarti nel labirinto della sua comprensione.
Prima di tutto, però, una premessa: le due autrici, la linguista Emily M. Bender e la sociologa Alex Hanna, forti delle loro approfondite ricerche e dati alla mano, ti mettono davanti ad alcune delle potenzialità e dei rischi dell'applicazione dell'IA nelle nostre vite.
Nel trarre le tue dovute conclusioni, ti invito a considerare la realtà "tangibile", quella che tutti noi sperimentiamo quotidianamente e dalla quale possiamo partire per comprendere il ruolo dell'IA nelle nostre vite e orientare il futuro che stiamo costruendo.
Il libro, aggiornatissimo, è stato appena pubblicato in Italia.
Da ragazzina è una delle protagoniste di Quelli dell'intervallo, serie Disney di successo in cui interpreta uno dei personaggi più amati, Valentina, la «bella della scuola». Cresce sotto i riflettori, tra set, copioni e applausi, convinta che quella sia la sua strada. Poi, all'improvviso, il buio: la serie si interrompe e il sogno si spezza. Giulia è appena maggiorenne e deve reinventarsi, o forse semplicemente trovare il suo posto nel mondo. Sulla carta è una ragazza che ha tutto: una famiglia benestante, una casa, un lavoro assicurato e una vita comoda, nella provincia ordinata e giudicante in cui è nata. Eppure non è felice, perché è cresciuta nel vuoto, in una famiglia piena di irrisolti, in un silenzio assordante che non sa come zittire, sotto lo sguardo indagatore di chi, forse, la vorrebbe diversa da com'è. Abbandonarsi all'alcol sembra l'unica strada: il corpo che si assottiglia, la mente che si frantuma, la sensazione di essere sempre altrove mentre la vita scorre. Le bottiglie svuotate una dopo l'altra sono un tentativo disperato di sentire qualcosa, di mettere a tacere quella vocina che tenta di sabotarla, che le ricorda i suoi fallimenti e non fa sconti. Ci vorrà tempo per arrivare al fondo e risalire, per imparare a guardare il buio senza più annegarci dentro, per scoprire che è possibile perfino amarsi, ascoltarsi senza giudicarsi. Figli del buio è il racconto di una donna e di un'intera generazione, una storia profondamente umana: per chi si sente solo, per chi non si sente visto, per chi non riesce ad aprire il suo cuore. A un padre, a una madre, a un figlio, alla parte luminosa di sé.













