I migliori audiolibri di archeologia da ascoltare su Audible
Migliaia di siti archeologici stanno scomparendo a causa dell'innalzamento del mare, dell'abbandono progressivo o delle inevitabili migrazioni umane. La terra che un tempo custodiva le tracce di civiltà millenarie è ora minacciata dall'oblio, costringendo gli archeologi a confrontarsi con l'urgenza di documentare ciò che rischia di svanire. In questo contesto, l'uso dell'intelligenza artificiale applicata all'archeologia potrebbe rappresentare una soluzione innovativa o quanto meno invitarci a una riflessione profonda sul nostro rapporto con il passato e la sua conservazione.
Scoperta di nuovi geoglifi a Nazca grazie all'IA
Un esempio emblematico di questa rivoluzione tecnologica nell’archeologia è la recente scoperta di 303 nuovi geoglifi a Nazca, il celebre sito archeologico peruviano, la cui maestosità e misteriosità hanno affascinato studiosi e ricercatori per decenni. Le Linee di Nazca, incise tra il 200 a.C. e il 650 d.C. nel deserto costiero del Perù, si configurano come uno degli enigmi più intriganti della storia archeologica. Questi geoglifi, che rappresentano una straordinaria varietà di forme geometriche, figure zoomorfe e simboli astratti, sono visibili solo dall’alto, il che rende la loro individuazione un’impresa ardua con gli approcci tradizionali di ricerca. L'intelligenza artificiale, con la sua capacità di analizzare grandi volumi di dati provenienti da immagini satellitari, ha permesso agli archeologi di scoprire nuove tracce di queste antiche civiltà che altrimenti sarebbero (forse) rimaste sepolte nell’oblio. In questo contesto, l'uso dell'intelligenza artificiale non solo arricchisce la nostra comprensione del passato, ma solleva anche interrogativi su come le innovazioni moderne possano interagire con le testimonianze di civiltà lontane, suggerendo nuovi paradigmi per la ricerca e la conservazione del patrimonio storico.
Tecnologie avanzate al servizio del patrimonio culturale
Un altro esempio degno di nota è l'attività del laboratorio veneziano dell'IIT che dal 2019 si concentra sull'applicazione dell'intelligenza artificiale (IA) al patrimonio culturale, supportando l'individuazione di scavi archeologici clandestini e il contrasto al traffico illecito di beni culturali. Il centro ha condotto ricerche in Italia e Siria, impiegando metodi come il "change detection" per monitorare scavi e danni ai siti archeologici. Inoltre, ha sviluppato piattaforme per la digitalizzazione 3D dei reperti museali e per la trascrizione automatica di manoscritti storici.
Progetti archeologici con OpenAI tra opportunità e dilemmi etici
Un ultimo esempio significativo è il progetto OpenAI to Z Challenge, che ha impiegato l'intelligenza artificiale per esaminare immagini satellitari e dati da sensori remoti, con l'obiettivo di localizzare siti archeologici sepolti nella fitta vegetazione della foresta amazzonica. Il team vincitore di questa sfida ha individuato 67 potenziali aree di scavo, contribuendo così ad accelerare i tempi di ricerca e ad aprire nuove prospettive nel campo dell'archeologia. Tuttavia, l'uso di IA solleva preoccupazioni etiche, soprattutto riguardo al coinvolgimento delle popolazioni indigene e al rispetto del loro patrimonio culturale.
Pur non sostituendo il lavoro degli archeologi, l'applicazione dell'Intelligenza Artificiale si proprone come un potenziale strumento volto a potenziare la ricerca archeologica. Gli strumenti avanzati, infatti, permettono di realizzare una ricerca più precisa e profonda, aprendo scenari affascinanti e inquietanti al tempo stesso. Di sicuro, quello che l'IA non può fare, purtroppo, è dirci cosa ne avrebbe pensato uno dei più importanti archeologi della storia, Johann Joachim Winckelmann a proposito dell’utilizzo dell'IA come supporto per l'investigazione archeologica: ci piace rimanere nel dubbio. E tu? Cosa ne pensi dell'Intelligenza Artificiale applicata alla ricerca archeologica?
In questo articolo ti proponiamo i migliori audiolibri di archeologia da ascoltare su Audible, un'affascinante immersione nelle civiltà antiche quale rifugio alla frenesia del presente e riscoperta delle radici che hanno plasmato la nostra storia antica.
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Docente di archeologia medievale all'Università di Bologna dal 2000,Andrea Augenti ha diretto numerosi scavi in importanti siti italiani, tra cui il quartiere portuale e il complesso di San Severo a Classe (Ravenna), oltre agli scavi di Cervia Vecchia. A come archeologia, scritto in modo divulgativo e coinvolgente, esplora dieci scoperte archeologiche straordinarieche hanno segnato tappe fondamentali della nostra storia. Tra queste, il ritrovamento di Lucy, l'Australopithecus afarensis, la cui scoperta avvenuta nel 1974 continua a stimolare riflessioni sulle origini dell'umanità. Il libro offre anche affascinanti racconti su temi come la mummia di Similaun, la civiltà di Ebla, la scoperta di Troia e altre avvincenti storie che ci permettono di esplorare la nostra evoluzione culturale e storica.
La storia di questo audiolibro di archeologia (che ogni archeologo conosce bene), è davvero particolare. Il suo autore, un giornalista tedesco noto con lo pseudonimo di C.W. Ceram, fu inizialmente coinvolto nella propaganda per il regime nazista, fino alla sua cattura. Imprigionato dalle forze alleate, iniziò a leggere e a documentarsi e da questa nuova esperienza nacque l'idea di scrivere un'opera che mescolasse il rigore scientifico con il fascino del racconto epico sulle grandi scoperte archeologiche.
Il suo libro narra la vita di grandi figure di riferimento nel campo dell'archeologia, come Johann Joachim Winckelmann e Heinrich Schliemann, ma dedica anche ampio spazio a temi più vasti, come la storia delle piramidi egizie e i legami tra l'archeologia e i riferimenti biblici. Il libro è stato tradotto e stampato in Italia nel 2015.
Genetista specializzato in biologia evoluzionistica e genetica delle popolazioni, Guido Barbujani è anche docente universitario e autore di saggi e romanzi di grande valore. Come eravamo è un audiolibro in cui l'autore, forte della sua solida formazione e delle sue incessanti ricerche, ci accompagna attraverso il cammino evolutivo dell'umanità. Con uno stile divulgativo e brillante, Barbujani intreccia temi che spaziano dall'archeologia alla genetica, dalla paleontologia alla storia, portando il lettore a riflettere sulla nostra origine in modo coinvolgente e profondo. Un'ironia sottile, che permea la narrazione, è decisamente il colpo di genio di questo libro che sa rendere accessibile e affascinante anche il più complesso dei temi scientifici.
Consigliato non solo agli appassionati di archeologia, ma a chiunque voglia scoprire con curiosità e piacere la storia del nostro passato, quella storia che ci definisce, fatta di geni, ossa e scoperte straordinarie.
Archeologo e autorevole antropologo italiano, Marco Pereasani, professore associato prima all'Università di Bologna e poi a quella di Ferrara, ha dedicato gran parte dei suoi studi al tema affascinante della ricolonizzazione delle regioni alpine e del popolamento della zona adriatica, sia durante che dopo l'Ultimo Massimo Glaciale. Tra le sue scoperte più rilevanti, si segnala il ritrovamento delle pietre dipinte Aurignaziane di Fumane, risalenti a circa 35.000 anni fa, tra le testimonianze artistiche più antiche dei Sapiens. In particolare, la figura dello Sciamano, emblematica e simbolica, evidenzia il legame tra arte, spiritualità e rituali in queste prime forme di espressione culturale. Il saggio divulgativo di archeologia e antropologia di Pereasani ci porta sulle tracce degli ominidi che si insediarono in Italia più di un milione di anni fa.
Tra gli archeologi italiani di maggior spicco, Luigi Malnati, etruscologo e autore di numerosi studi, è anche conosciuto per i suoi libri di archeologia particolarmente interessanti. La passione e la polvere è un saggio divulgativo che ripercorre la storia dell'archeologia dalle sue origini fino ai giorni nostri, offrendo un affascinante viaggio alla scoperta di numerosi tesori, molti dei quali sorprendenti. Un esempio? Lo sapevi che l’archeologia, un tempo vista come un’avventura legata a tesori e scoperte esotiche, è oggi una scienza che, separandosi dalla storia dell’arte, ci racconta la vita delle antiche civiltà?
Luigi Malnati, molto attivo nel dibattito sulla gestione del patrimonio archeologico, insieme ad altri esperti, propone una visione alternativa per il rinnovamento dell’archeologia italiana. La sua riflessione critica riguarda una valorizzazione che non si riduca a una mera operazione di marketing, ma che promuova una consapevolezza storica e stimoli una partecipazione civile e democratica nella salvaguardia e fruizione del patrimonio culturale.
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Serie completa: Le meraviglie dell'Archeologia
Dulcis in fundo, perché non completare il tuo ascolto dei migliori audiolibri di archeologia con tre titoli brevi, realizzati in vero stile documentaristico? Accompagnati da un suggestivo tappeto sonoro, questi audiolibri brevi di archeologia ti guideranno alla scoperta dell'Antico Egitto, della Roma Antica, e della Domus Aurea di Nerone, offrendoti un'esperienza coinvolgente che ricorda i classici format scientifici televisivi.
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