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Di: Clara Mazzi
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A proposito di questo titolo

Ciao! Benvenuti ai podcast di libridimontagna. Insieme ripercorreremo le tracce di grandi alpinisti che coi loro scritti hanno voluto condividere con noi le loro riflessioni, le loro emozioni in un percorso che è stato, oltre che alpinistico, alla ricerca di sé, alla ricerca della felicità. Pronti per una nuova emozionante avventura? E allora... via!Clara Mazzi
  • 6.14 I Bergvagabunden 🇩🇪 ❤️
    Apr 20 2026
    S'inventeranno gli ultimi 3 problemi delle Alpi, sarano l'élite mondiale dell'alpinismo, ma nessuno di loro verrà mai selezionato per partire per le spedizioni himalayane... I Bergvagabunden sono stati l’eccellenza dell’alpinismo tedesco della Zwischenzeit, gli anni tra le due guerre. Sono stati i protagonisti di questo tempo e gli antagonisti dei ricchi e snob accademici (membri dell’Akademische Sektion München, tra cui c’era anche Willo Welzenbach): erano fondamentalmente operai travolti dalla tragica disoccupazione del periodo tra le due guerre, ma che invece di abbattersi, opteranno per la montagna, non solo perché era una passione, ma perché diventa anche una scelta di vita, rispetto ad un’altra, spesa a ciondolare davanti all’ufficio di collocamento in attesa di un lavoro che chissà mai quando sarebbe arrivato. Non solo, i Bergvagabunden speravano di poter partire un giorno per una spedizione in Himalaya, ma sapevano anche che chi faceva le selezioni erano i ricchi snob dell’Akademische Sektion München. E se fossero riusciti a riportare successi tali da essere indiscutibilmente dei grandi alpinisti, tali da non poter essere esclusi dalle selezioni? E allora scalavano duro, durissimo questi ragazzi. Si inventarono gli ultimi 3 problemi delle Alpi, le nord del Cervino, delle Grandes Jorasses e dell’Eiger (che risolsero tutte loro); si inventarono la Solleder ma a dispetto del loro valore, non verranno mai selezionati per le ben 9 spedizioni che la Repubblica di Weimar organizzò tra il 1929 e il 1939 – tutte fallimentari. Una bellissima storia di vero e grande alpinismo.
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    53 min
  • 6.13 Willo Welzenbach 🇩🇪 il re dei ghiacci
    Apr 6 2026
    (1900 – 1934 Nanga Parbat) Non è stato solo il padre della scala dei gradi delle difficoltà in arrampicata: è stato un grandissimo appassionato delle pareti di misto che hanno spianato la strada alle grandi nord e poi agli “ultimi 3 problemi delle Alpi” (nord del Cervino, delle Grandes Jorasses, dell’Eiger). È stato uno studente di Paulckel, il primo “dottorando” in “valangologia”; è stato un grande alpinista himalayano, morto troppo stupidamente, per colpa del capo spedizione – un grande amico di Willo – incapace di gestire una spedizione, incapace di cogliere che scalare in Himalaya non era come scalare sulle Alpi. È stato un “amico” di Heckmair (l’aveva aiutato ad entrare nel corso guide); faceva parte della ristrettissima “clicca” elitaria degli accademici della sezione alpina “München” che decideva il bello e il brutto tempo sulle spedizioni himalayane (la Repubblica di Weimar tra il 1929 e il 1939 ne organizzerà ben 9 – tutte fallimentari), dei “rich kids” che si presentavano in falesia a Baierbrunn con la macchina, o la moto, tutti ben vestiti ma che tenevano le distanze dall’altra grande (dalla vera ?) eccellenza alpinistica tedesca della Zwischenzeit (degli anni tra le due guerre): quella dei Bergvagabunden. Una figura imprescindibile nella storia dell’alpinismo germanofono, ma evanescente dal punto di vista umano.
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    51 min
  • 6.12 Viktor Frankl 🇦🇹 il resiliente
    Mar 23 2026
    Viktor Frankl (1905-1997) sopravvissuto a 3 anni di campo di concentramento, il celebre psichiatra a livello planetario (terza scuola di psicoanalisi di Vienna dopo Freud e Adler) è la conferma e la dimostrazione che i meravigliosi valori della Lebensphilosophie [la filosofia di vita dei Führerlos] erano ancora vivissimi persino nei terribili anni in cui i popoli tedeschi erano costretti a vivere sotto il Führersprinzip [il principio del Führer] ovvero sotto l’autorità suprema di un sol uomo (cosa che ovviamente impediva di usare la parola Führerlos – senza guida). Lo conferma perché per sopravvivere ai campi di concentramento egli ha applicato questi principi – creati da dei giovani alpinisti austriaci pre-primo conflitto. Un uomo straordinario, una persona eccezionale che sprona a guardare sempre avanti, perché l’uomo può vivere (è motivato a farlo) solo se ha qualcosa di positivo davanti a sé, cosa che si può fare (e si dovrebbe fare) in qualsiasi circostanza. “L’uomo è ciò che decide di essere”.
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    31 min
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