Episodi

  • Champagne goggles: lo sport lancia un trend globale
    May 20 2026

    Dalla Nba alla Serie A, passando per il tennis internazionale, sono diventati uno degli accessori simbolo della cultura sportiva contemporanea: si tratta di maxi occhiali avvolgenti, spesso derivati dal mondo dello sci o del motocross, utilizzati dagli atleti durante i festeggiamenti per proteggere gli occhi dagli schizzi di champagne e dai tappi di sughero che volano negli ambienti chiusi degli spogliatoi

    «Le maxi maschere indossate dagli atleti durante i festeggiamenti sportivi non sono più soltanto un dispositivo protettivo: oggi rappresentano un fenomeno estetico e commerciale globale, che potrebbe influenzare anche il mondo dell’ottica e delle lenti colorate - commenta a b2eyes TODAY la consulente di stile Angelica Pagnelli - È il nuovo trend della cultura pop che sta spopolando sempre più spesso nello sport: nato negli Stati Uniti, rispondeva inizialmente a un’esigenza concreta di sicurezza, quella di prevenire irritazioni oculari e possibili traumi causati sia dall’alcol nebulizzato sia dall’impatto dei tappi». È quanto fecero, ad esempio, diversi giocatori dei Toronto Raptors nel 2019, dopo la conquista del titolo Nba, il campionato professionistico americano di basket: sfoggiarono maschere da sci e da motocross durante le celebrazioni, contribuendo alla diffusione globale del fenomeno, che peraltro affondava le sue origini addirittura alla metà degli anni 80 grazie al baseball statunitense. Poi li hanno utilizzati i Minnesota Twins nel 2002, sempre nel baseball, il cestista americano Ray Allen nel 2013, che personalizzò una maschera Oakley con i colori dei Miami Heat, fino al celebre tormentone “Where’s my goggles?” di LeBron James nel 2020, come ricorda gazzetta.it.

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  • Zeiss, ad Arvo 2026 con le prime evidenze cliniche su MyoActive
    May 20 2026

    Oltre all’aggiornamento degli studi sulle già note MyoCare, al recente congresso statunitense il gruppo oftalmico ha illustrato i dati a 6 mesi sull’efficacia delle nuove lenti, che verranno prossimamente lanciate anche sul mercato italiano

    Durante Arvo 2026, tenutosi a Denver, negli Stati Uniti, dal 3 al 7 maggio, Zeiss ha presentato i dati aggiornati relativi ai due studi clinici multicentrici in corso in Asia ed Europa, sulle lenti MyoCare sottoposte a valutazione costante per garantire un'analisi completa, a lungo termine e solida della loro efficacia nel controllo dell’evoluzione della miopia.

    «Nei bambini asiatici, dopo tre anni di utilizzo, MyoCare ha rallentato la progressione miopica in media di 0,62 D e 0,28 mm, mentre MyoCare S ha mostrato una riduzione media di 0,45 D e 0,18 mm, rispetto alle monofocali standard Zeiss - si legge in un comunicato del gruppo - Nei bimbi europei, dopo due anni di uso, MyoCare ha rallentato la progressione in media di 0,37 D e 0,22 mm. Le lenti hanno inoltre ridotto del 76% il rischio e la gravità della progressione miopica rapida (≥ −0,50D di equivalente sferico o ≥ +0,20 mm di allungamento assiale in due anni) rispetto alle monofocali standard Zeiss».

    Sempre ad Arvo sono stati presentati per la prima volta anche i dati relativi a MyoActive, «una nuova lente che sfrutta innovativi schemi di defocus per ridurre l'adattamento neuronale e massimizzare l'efficacia del trattamento - prosegue la nota - La tecnologia è denominata M.O.V.E., Micro Optical Variable Elements, e si concentra sui segnali retinici spazialmente variabili e non ripetitivi, basati sulla direzione di sguardo, per assicurare una validità elevata e duratura. Gli studi clinici illustrati al congresso statunitense hanno infatti dimostrato che, dopo 6 mesi di utilizzo, i bambini che indossavano MyoActive hanno avuto variazioni minime della progressione miopica, in media 0,13 D e 0,02 mm: si tratta di una riduzione significativa rispetto alle lenti monofocali tradizionali, pari in media a 0,38 D e 0,15 mm in meno di crescita refrattiva e assiale, confermando l’elevata efficacia di MyoActive».

    «MyoActive rappresenta un passo avanti decisivo nella gestione della miopia tramite lenti oftalmiche - afferma nel comunicato Padmaja Sankaridurg, head of global myopia management di Zeiss Vision Care, la quale ha presentato i risultati dello studio - Le evidenze sono così solide da rendere MyoActive probabilmente l’innovazione più rilevante all’interno del portfolio dell’azienda dedicato al controllo della miopia».

    Sulla base di un corpus crescente di evidenze cliniche, Zeiss sta trasformando le conoscenze scientifiche in un ecosistema completo per un controllo efficace di questo difetto visivo, pensato per supportare i professionisti della cura della visione lungo l’intero percorso miopico: include prodotti, studi, modalità di comunicazione integrati e strumenti di misurazione. «Questo consente un approccio proattivo, efficace e sostenibile alla gestione della miopia nei pazienti più giovani - precisa la nota - Raggruppando in maniera efficace un portfolio di soluzioni e servizi basati su evidenze scientifiche, rappresenta dunque non solo una solida base di partenza, ma anche un bacino di informazioni e dati in continua evoluzione e aggiornamento, indispensabile per tutti i professionisti della visione» (nella foto, un'immagine di Zeiss Education Program for Myopia Management, il percorso formativo dell'azienda per i professionisti della vista e della visione).

    A cura della redazione

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  • VisionOttica Award 2026, per la terza volta un podio tutto al femminile
    May 19 2026

    La tredicesima edizione del premio, che si è celebrata il 18 maggio presso l’Archivio Antico di Palazzo del Bo dell’Università degli Studi di Padova, è stata vinta da una tesi su un biosensore integrato in una lente a contatto per la rivelazione di glucosio nelle lacrime

    Il primo premio è andato a Mariateresa Giordano, laureata presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II, per la tesi “Biosensore integrato in lente a contatto per la rivelazione di glucosio nelle lacrime”. Il secondo posto è stato assegnato a Veronica Mariuz dell’Università degli Studi di Padova con il lavoro “Il ruolo della curva di defocus nella compensazione della presbiopia con lenti a contatto”. Terza classificata Alessia Della Gatta dell’Università degli Studi di Firenze, per la ricerca “Eureka effect e ampiezza dell’attenzione”. La cerimonia di premiazione della tredicesima edizione del VisionOttica Award, concorso nazionale promosso da Vision Group in collaborazione con Aloeo, Federottica e i nove atenei italiani con corso di laurea in Ottica e Optometria, si è tenuta lunedì scorso nell’ambito del Congresso di Ottica e Optometria “Luce e visione”. Dopo le edizioni del 2021 e del 2024, ancora una volta il podio è stato tutto al femminile.

    «Le tesi sono state selezionate in forma anonima da una giuria di quattordici esperti, che ha valutato decine di elaborati provenienti da tutta Italia per originalità, qualità metodologica e rilevanza scientifica - si legge in un comunicato di Vision Group - Come nelle precedenti edizioni, ai vincitori è stato assegnato un riconoscimento in denaro, insieme a un percorso di crescita professionale che include: stage presso i centri VisionOttica, corsi di aggiornamento tecnico-professionale della Sioo di Firenze e la possibilità di collaborare con il blog ufficiale di VisionOttica».

    Ad aprire la cerimonia è stato Marco Procacciante, amministratore delegato di Vision Group, che ha ricordato come gli studenti premiati rappresentino una generazione di futuri professionisti su cui il settore può contare. «Siamo orgogliosi di valorizzarne il talento e di accompagnarne la crescita, contribuendo a una comunità sempre più preparata, aggiornata e motivata, capace di affrontare con competenza le sfide del futuro», ha dichiarato Procacciante.

    Simone Santacatterina, presidente del VisionOttica Award, ha sottolineato come a partire dal 2025 la cerimonia sia stata portata all'interno delle università, cominciando da Torino. «Quest'anno, a Padova, l'abbiamo resa ancora più vicina alla comunità accademica e agli studenti - ha detto Santacatterina, che ha condotto i lavori - La partecipazione e la qualità dei contributi confermano il valore di questo premio come piattaforma per far emergere competenze, idee e nuove prospettive professionali».

    Un riconoscimento speciale è stato inoltre assegnato all'Università degli Studi di Napoli Federico II, ateneo della vincitrice, sotto forma di contributo economico a supporto delle attività di ricerca del Dipartimento, e all'Università degli Studi di Padova, in qualità di ateneo ospitante.

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  • Bergamo: due giornate di prevenzione visiva e inclusione sportiva
    May 19 2026

    L'iniziativa ha coinvolto centinaia di bambini e adulti: promossa da CooperVision in collaborazione con un'ampia rete di partner territoriali, ha dimostrato come la sinergia tra diverse realtà possa generare un impatto significativo sulla comunità

    Il progetto ha preso forma quasi per caso da una serata sulla prevenzione visiva organizzata a Bergamo e rivolta alle società sportive. «L'obiettivo era sensibilizzare sull'importanza di una buona vista nello sport - spiega a b2eyes TODAY Cristiano Campana, professional affairs manager di CooperVision, che ha coordinato l'organizzazione - Durante questo evento, l’incontro con Monica Bonacina dell'Associazione Omero, la sezione sportiva dell'Associazione Italiana Ciechi e Ipovedenti, ha acceso la scintilla per una iniziativa più ampia: da lì è nata una collaborazione splendida e abbiamo cominciato a pensare a due giornate su Bergamo per promuovere l'inclusione sportiva e la prevenzione visiva».

    Il progetto ha rapidamente ampliato la sua rete di supporto, coinvolgendo due figure del mondo ottico optometrico come Silvio Maffioletti, in qualità di volontario della Fondazione Angelo Custode, e Marco Carminati con il team degli ottici Oxo di Bergamo, l’oftalmologo Fabio Mazzolani con il suo Centro Oculistico Bergamasco e la Fondazione Mei. Un contributo fondamentale è arrivato anche da Nidek, che ha fornito gratuitamente gli strumenti per il dépistage. L'iniziativa ha inoltre ottenuto il patrocinio del Comune di Bergamo e un fondo dalla Regione Lombardia, a testimonianza del suo valore sociale.

    L'evento si è così svolto l’8 e 9 maggio presso il centro sportivo Rosolino Pilo. «La prima giornata, un venerdì, è stata interamente dedicata alle scuole, con la partecipazione di circa 200 bambini provenienti da cinque istituti paritari, dalla seconda elementare alla seconda media - precisa Campana - I ragazzi sono stati divisi in gruppi e hanno seguito un percorso che includeva uno screening visivo e diverse tappe dedicate a sport inclusivi (nelle foto): tra le attività proposte lo showdown, una sorta di ping pong per non vedenti e percorsi a ostacoli bendati, pensati per far sperimentare ai partecipanti le sfide affrontate da persone con disabilità visiva».

    La giornata di sabato 9 maggio, aperta al pubblico e alle famiglie, ha registrato un'affluenza minore, ma ha permesso un'interazione più approfondita: sono stati effettuati screening visivi anche su circa 50 adulti, tra genitori e volontari, ampliando l'impatto dell'iniziativa. «I risultati, sebbene basati su test semplici, hanno fornito dati interessanti - racconta il manager - Su circa 210 bambini esaminati, intorno al 7% ha mostrato un difetto visivo che richiedeva un approfondimento, mentre un altro 25% presentava una visione leggermente inferiore ai 10/10. Ai bambini con un visus inferiore a 8/10 è stato consegnato un referto che consigliava un controllo medico specialistico. Le indicazioni sono state fornite agli insegnanti, dato che i genitori non erano presenti il primo giorno».

    Il successo dell'iniziativa e la forte sinergia tra gli organizzatori hanno spinto a considerare una replica dell'evento. «Già si parla di poterlo rifare il prossimo anno - rivela Campana - Si sta valutando di anticipare le giornate a giovedì e venerdì per facilitare la partecipazione degli istituti statali, che richiedono tempi più lunghi per le autorizzazioni».

    Francesca Tirozzi

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  • Irsoo, torna il Convegno Madesani
    May 19 2026

    Dopo alcuni anni di interruzione, riprenderà il 25 gennaio 2027 a Vinci l’appuntamento, intitolato a uno dei suoi docenti storici e dedicato agli studenti dei corsi di ottica e optometria e alla presentazione delle attività di ricerca svolte all’interno dell’istituto toscano

    Nato nel 2013 per ricordare Antonio Madesani, socio fondatore di Sopti e docente a Vinci per un lungo periodo, scomparso proprio in quell’anno, il convegno rappresenta un momento di confronto scientifico rivolto soprattutto a chi si è appena specializzato in optometria. Madesani ha insegnato discipline professionali nel corso di ottica e materie come pratica clinica, contattologia e visione binoculare nel percorso formativo optometrico, contribuendo alla formazione di numerosi professionisti del settore e lasciando un segno importante nello sviluppo di questa attività in Italia.

    «L’iniziativa, ospitata presso il Teatro di Vinci, manterrà la struttura di un vero congresso scientifico: i diplomati presenteranno infatti i propri lavori finali davanti a studenti e docenti, illustrando rassegne bibliografiche e studi sperimentali sviluppati con le attrezzature del centro di ricerca Irsoo e dedicati a temi di attualità in ambito optometrico e accademico internazionale – si legge sul sito dell’Irsoo - Il convegno, inoltre, torna a rafforzare quel legame tra attività sperimentale, divulgazione e orientamento che negli anni l’istituto ha sviluppato anche attraverso open day e iniziative rivolte agli studenti». Durante la giornata è prevista la celebrazione di coloro che si sono specializzati in optometria nel corso del 2026.

    Il ritorno dell’evento si inserisce inoltre in una revisione più ampia delle modalità di conclusione di questo percorso di studi presso la struttura formativa toscana. «A partire da quest’anno, infatti, non è più richiesta la discussione della tesi davanti alla commissione: è sufficiente la consegna dell’elaborato finale – spiega a b2eyes TODAY Laura Boccardo, direttrice dell’Irsoo - È cambiata anche la forma dell’elaborato stesso, che non è più un testo lungo e rilegato come un libretto. Di fronte alle nuove sfide poste dalla diffusione delle intelligenze artificiali generative, abbiamo scelto forme più agili e attuali: l’articolo scientifico, il poster scientifico o la videopresentazione».

    Il 30 aprile sono usciti dalla scuola toscana i primi studenti che hanno concluso il proprio iter formativo in optometria con queste nuove modalità. «Crediamo che il Convegno Madesani sia il giusto palcoscenico per valorizzare il lavoro di diplomati e relatori e ci auguriamo che tali iniziative rappresentino uno stimolo a completare il percorso anche per quei ragazzi che hanno frequentato il corso a Vinci, ma che negli anni non hanno terminato la tesi», conclude Boccardo (nella foto, un momento della quarta edizione del Convegno Madesani, svoltasi nel maggio 2016).

    A cura della redazione

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  • Inter, due trofei e decine di occhiali
    May 19 2026

    Protagonisti della celebrazione del ventunesimo scudetto e della decima Coppa Italia vinti dalla squadra nerazzurra sono stati domenica 17 maggio anche i modelli da sole che hanno accompagnato calciatori e tifosi, sul prato di San Siro prima e successivamente lungo il corteo per le strade di Milano

    Il pioniere è stato Marcus Thuram, il 3 maggio scorso, dopo la vittoria contro il Parma che aveva aritmeticamente consegnato il tricolore all’Inter: balli e cori sotto la Curva Nord con un paio di occhiali in evidenza. Alcune testate online avevano riportato che si trattava degli Oakley Kato: b2eyes TODAY ha chiesto riscontro a EssilorLuxottica che lo ha confermato. Gli stessi indossati da lui nelle dirette Instagram dei giorni successivi e già due anni fa, durante la festa per lo scudetto che ha significato la seconda stella per l’Inter, subito emulato da Francesco Acerbi.

    Un modello ripreso poi da diversi compagni di squadra dell’attaccante francese durante la passerella di domenica scorsa, prima della consegna della coppa celebrativa della conquista del campionato: non era l’unico però, molti giocatori indossavano montature di vario tipo, in parte per ripararsi dal sole che lentamente volgeva al tramonto ma anche per un fatto di stile e di look.

    La tendenza è proseguita sul pullman scoperto partito dallo Stadio Meazza che ha attraversato Milano per concludere il tragitto in Piazza Duomo, acclamato e accompagnato da circa 400 mila tifosi. Secondo quanto riporta tuttomercatoweb.com, Thuram (nelle foto, tratte dalla pagina Instagram dell'Inter, a destra) ha addirittura autografato diversi Oakley Kato di tifosi che avevano scelto come lui quel modello e che glieli lanciavano dalle strade durante il passaggio del pullman. E il lancio di occhiali da sole pare abbia coinvolto altri fan, come gesto di vicinanza e complicità con i propri beniamini, mentre sul mezzo che li trasportavano altri calciatori, da Denzel Dumfries a Federico Dimarco, da Lautaro ad Acerbi addirittura con una maschera da sci, continuavano a indossare i loro anche al sopraggiungere della notte milanese (nelle foto, tratte dalla pagina Instagram dell'Inter, a sinistra).

    Angelo Magri

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  • EssilorLuxottica: ad Arvo con un ecosistema integrato tra cura della vista e tecnologie medicali
    May 19 2026

    Al congresso di Denver di inizio maggio il gruppo ha presentato per la prima volta servizi che uniscono competenze nel vision care e nelle tecnologie medicali, attraverso un programma scientifico che va dalla gestione della miopia alla diagnostica avanzata, dalle analisi con AI fino a soluzioni terapeutiche pienamente supportate dalla tecnologia per favorire un approccio più olistico e basato sui dati

    Durante il recente congresso annuale dell’Association for Research in Vision and Ophthalmology, tenutosi all’inizio di maggio a Denver, negli Stati Uniti, EssilorLuxottica ha presentato oltre 20 studi scientifici peer-reviewed, sottolineando la profondità della propria ricerca e il contributo alla comunità scientifica globale.

    «L’integrazione di imaging avanzato, analisi guidate dall’intelligenza artificiale e tecnologie terapeutiche sta trasformando il modo in cui comprendiamo e gestiamo le patologie oculari – dichiara in una nota Norbert Gorny, chief scientific officer di EssilorLuxottica - Ad Arvo 2026 abbiamo dimostrato come queste capacità consentano un approccio più connesso e data-driven alla cura visiva, dalla diagnosi precoce a una gestione più consapevole del paziente».

    EssilorLuxottica ha inoltre presentato a Denver innovazioni nelle tecnologie medicali, evidenziandone il ruolo nel favorire insight più precoci, migliorare il processo decisionale clinico e promuovere cure sempre più personalizzate. «Il lavoro di Heidelberg Engineering nell’imaging multimodale con Oct ad altissima risoluzione e nella microscopia chirurgica completamente digitale sta aprendo una nuova era per imaging e chirurgia – afferma nella nota Ettore Mosca, head of medical technologies di EssilorLuxottica - Insieme agli insight basati sull’AI di RetinAI e alle soluzioni terapeutiche di Espansione, trasformiamo la scienza in qualcosa di profondamente concreto per pazienti, clinici, ricercatori e per il futuro dell’eye care». Oltre 200 contributi scientifici e pubblicazioni presentati ad Arvo hanno utilizzato tecnologie Heidelberg Engineering, evidenziandone il contributo alla ricerca oftalmologica e alla pratica clinica.

    Per quanto riguarda la gestione della miopia, EssilorLuxottica, con otto studi focalizzati su risultati clinici, ha dimostrato l’efficienza a lungo termine dei meccanismi di controllo della progressione. «Uno studio di follow-up di sette anni sulle lenti Essilor Stellest in Cina ha dimostrato un’efficacia duratura, con 2,30 diottrie in meno di progressione miopica e 0,92 mm in meno di allungamento assiale nei giovani fino a 20 anni – si legge nel comunicato - Questi risultati sono supportati da ulteriori dati, tra cui uno studio clinico multicentrico negli Stati Uniti e la recente autorizzazione dell’Fda alla vendita».

    EssilorLuxottica si è presentata al congresso statunitense (nella foto) con un unico cappello che racchiude tutte le varie realtà che la compongono, Heidelberg Engineering, RetinAI ed Espansione, a conferma di un approccio scientifico coordinato che integra scienza della visione e tecnologie medicali. Incontri guidati da esperti e supportati da Leonardo, l’ecosistema formativo del gruppo, hanno favorito il confronto scientifico e discussioni evidence-based sui temi chiave che stanno plasmando il futuro dell’eye care. Due sessioni dell’Exhibitor Education Forum hanno inoltre riunito esperti interni ed esterni per discutere i risultati clinici pluriennali nella gestione della miopia e il percorso collaborativo che va dall’imaging avanzato e dalle analisi AI-driven fino agli approcci terapeutici.

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  • De Rigo: per l’estate viaggia fra Bologna e Pantelleria
    May 18 2026

    Sono le località che ispirano le collezioni eyewear di Furla e Lozza, recentemente presentate alla stampa a Milano, insieme agli altri brand di proprietà e in licenza del gruppo di Longarone

    Varietà e identità: ogni collezione per la primavera estate 2026 di De Rigo Vision, ora nei centri ottici, ha una personalità precisa che conserva pur rinnovandosi. Perfino con le possibili variazioni di funzionalità, il mitico Zilo di Lozza, nato negli anni 30, mantiene il suo tradizionale design. In particolare, sceglie Pantelleria come scenografia per la campagna estiva: a celebrare il legame tra il territorio e il design del brand all’interno spicca Pantheos.

    Da Police Zac Efron continua la sua collaborazione con una capsule collection: il pezzo forte è una maschera con lenti di svariati colori prodotte in nylon bio based, composte per il 39% da resina derivante da piante di ricino, ottenute tramite un processo produttivo a minore impatto ambientale. Il serpente sull’asta caratterizza gli occhiali di Roberto Cavalli, mentre l’acetato di quelli di Just Cavalli riprende le stampe animalier dell’abbigliamento della griffe, tra cui lo zebrato.

    Solo femminile l’eyewear di Yalea, che continua con il suo supporto alle donne. I nuovi modelli hanno forme ampie, in prevalenza geometriche, in acetato scuro o con micro stampe. Solo per le donne anche gli occhiali di Furla, tra i più identificativi quello con sulle aste un’apertura che si ispira ai portici del centro di Bologna, dove è nato il marchio. Quanto mai rappresentativo dell’extra lusso di Philipp Plein il suo modello placcato oro, Liquid Gold, con lenti da sole arricchite da una preziosa finitura in oro 24 carati. Sempre legato alla gioielleria l’occhiale Red Carpet di Chopard. Con brillantini e placcatura in oro, in edizione limitata, è stato creato per i dieci anni della collezione che sottolinea il legame con il mondo del cinema della maison, partner dal 1998 della Mostra del Cinema di Cannes (nelle foto, dall'alto, a sinistra e in senso orario: Lozza, Roberto Cavalli, Just Cavalli, Furla, Philipp Plein e Chopard).

    Luisa Espanet

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    2 min