Episodi

  • C'è modo e modo di sparire. Con Jean Echenoz e Tiemen Hiemstra
    Sep 24 2026
    Prendiamo spunto dal titolo di una poesia di Nina Cassian – C’è modo e modo di sparire - per entrare in una puntata nella quale compiremo alcuni passi attorno al fuoco dell’assenza, attraverso due interviste con gli autori di altrettanti romanzi.

    Con W., suo romanzo d'esordio, Tiemen Hiemstra compone un’elegia dell’amicizia giovanile, e del modo in cui la scomparsa di un amico può indurre a cercare – attraverso le tracce che questi ha lasciato - risposte su sé stessi. Un romanzo di formazione totalmente calato nei tempi in cui viviamo; contemporaneo nelle forme che indaga e nella lingua con cui sa restituirne ai lettori la complessità e la ricchezza.

    Il secondo libro di cui parleremo è Bristol, di Jean Echenoz: in questo raffinato, magistrale divertissement che gioca con l’immaginario del cinema e con la sua lingua, la scomparsa è piuttosto uno dei tanti meccanismi narrativi utilizzati dall’autore: una leva d’avventura, un astuto stratagemma per sparigliare le carte.

    Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto!

    I libri di cui si parla in questo episodio sono:

    * W., di Tiemen Hiemstra. Traduzione di Dafne Paris. Fabula. 188 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * Bristol, di Jean Echenoz. Traduzione di Giorgio Pinotti. Fabula. 156 pp. Adelphi Edizioni 2026

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    46 min
  • Il prisma e lo specchio
    Sep 15 2026
    Bussiamo alla porta di un grande tessitore di sogni e labirinti, Jorge Luis Borges, per chiedergli in prestito un titolo: Il prisma e lo specchio. Forse, solo un visionario come Borges poteva individuare in due strumenti ottici altrettanti modi di intendere l’arte. Da una parte il prisma, cristallo che scompone la luce in una inafferrabile molteplicità di colori e prospettive; dall’altra lo specchio, che mentre riflette la nostra immagine invertendone la simmetria, ci costringe a guardare più a fondo ciò che abbiamo davanti — e ciò che crediamo di conoscere di noi stessi.
    Il prisma e lo specchio ci aiuteranno dunque a illuminare della luce più giusta i tre libri di cui parleremo in questa puntata. Tre libri molto diversi, eppure misteriosamente vicini.

    Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto!

    I libri di cui si parla in questo episodio sono:

    * Quattro volte me, di Maria Lazar. Traduzione di Laura Ragone. Biblioteca Adelphi. 186 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * Mi sono conosciuto nel sogno, di Guido Morselli. A cura di Valentina Fortichiari. La collana dei casi. 441 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * Perdersi negli altri e nelle cose, di Benedetto Croce. A cura di Emanuele Cutinelli Rendina. Piccola Biblioteca Adelphi. 214 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * Il prisma e lo specchio, Jorge Luis Borges. Traduzione di Lucia Lorenzini. A cura di Antonio Melis. Biblioteca Adelphi. 547 pp. Adelphi Edizioni 2009
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    57 min
  • Riflessi e ombre
    Sep 2 2026
    Apriamo questa nuova puntata di Vedere voci con una citazione di Saul Steinberg, disegnatore di genio.
    Dagli inchiostri di Steinberg sono scaturite alcune fra le rappresentazioni più argute fra quelle che l’arte del Novecento abbia dedicato ai riflessi e alle ombre.
    Ma se è lo stesso Steinberg a dire che in natura non si dà alcuna simmetria all’infuori di quella orizzontale che l’acqua rimanda a ciò che vi si specchia, gli esseri umani possono trovare un ambiguo riflesso di sé nei propri fratelli e sorelle.
    A volte, in loro, possono veder prendere forma la propria ombra.
    Di fratelli e sorelle, di rispecchiamento e lati oscuri, di positivi e negativi, parleremo dunque in questa puntata, indagando sul modo in cui questi temi sono stati declinati in tre libri e accompagnandoci con le voci di scrittori, giornalisti e traduttori.

    Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto!

    I libri di cui si parla in questo episodio sono:

    * Tripla eco, di H.E. Bates. Traduzione di Giovanna Granato. Piccola Biblioteca Adelphi. 98 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * La sorellina, di Raymond Chandler. Traduzione di Francesco Pannofino. Fabula. 296 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * Amras, di Thomas Bernhard. Traduzione di Magda Olivetti. Piccola Biblioteca Adelphi. 104 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * Riflessi e ombre, Saul Steinberg con Aldo Buzzi. Biblioteca Adelphi. Adelphi Edizioni 2001

    * Tutto in linea, Saul Steinberg. Adelphi Edizioni 2026
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    54 min
  • Dialettica del mostro. Con un'intervista a Benjamín Labatut
    Jul 24 2026
    In questa puntata vi proporremo di indagare su una parola antica, ambigua, potentissima: monstrum. Il mostro non è soltanto ciò che ci spaventa, ciò che respingiamo, ciò che vorremmo tenere fuori dal campo del visibile. È anche ciò che - etimologicamente - mostra: una forma estrema, un segno, una possibilità della natura, dell’animo umano, della storia.
    Proveremo ad attraversare il concetto in tre movimenti.
    Con Paolo Mereghetti, partiremo da L’uomo elefante di Frederick Treves, il caso clinico e umano di John Merrick che David Lynch avrebbe poi portato sullo schermo in The Elephant Man. Qui il mostro è guardato da un medico vittoriano, ma quello sguardo, pur nato dentro un’epoca di teatri anatomici e freak show, si apre a qualcosa di più fragile e più alto: la pietas, la partecipazione, la possibilità di riconoscere l’umano là dove il mondo vede soltanto deformità. Con Nadia Fusini, entreremo poi nel territorio ambiguo disegnato da Robert Louis Stevenson col suo Master di Ballantrae, dove il mostruoso non ha bisogno di un corpo fuori norma: può abitare il fascino, l’eleganza, la forza seduttiva del male. Infine, con Benjamín Labatut, allargheremo il campo fino alla scienza, al progresso, alle accelerazioni e alle catastrofi attraverso cui l’uomo sembra continuamente rifondare sé stesso.


    I libri di cui si parla in questo episodio sono:

    * L'uomo elefante, di Frederick Treves. Traduzione di Matteo Codignola. Microgrammi. 51 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * Il Master di Ballantrae, di Robert Louis Stevenson. A cura di Masolino D'Amico. Biblioteca Adelphi. 314 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * Maniac, di Benjamín Labatut. Traduzione di Norman Gobetti. Gli Adelphi. 357 pp. Adelphi Edizioni 2025

    * Dialettica del mostro, di Sylvain Piron. Traduzione di Angela Guidi Nissim. Imago. 349 pp. Adelphi Edizioni 2019
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    36 min
  • Piccole storie senza morale
    Jun 25 2026
    “Signore, mi permetto di raccontarvi questa storia per ingannare l'attesa dell'alba”.
    Sheherazade ha forse trovato il modo d’incantare il crudele sovrano che l’ha presa in sposa e che al termine della prima notte di nozze la ucciderà, come usa fare con tutte dopo che la sua prima, amatissima moglie lo ha tradito.
    Ogni mattina, all’alba, la ragazza interrompe il racconto sul più bello, e così rimanda di un altro giorno il momento fatidico. Ma quanto può durare un simile incantamento? E quanti abbellimenti, quanti artifici dovrà mettere in scena Sheherazade per intrattenere il suo sire ed impedirne la metamorfosi in aguzzino?
    In questa puntata approfondiremo due casi, due diversi approcci alla verità del racconto, in entrambi cercando di rispondere – assieme ai nostri ospiti – alla domanda che si pone chiunque si accinga a raccontare la propria storia o quella di un altro.

    I libri di cui si parla in questo episodio sono:

    * Il giornalista e l'assassino, di Janet Malcolm. Traduzione di Enzo D'Antonio. La collana dei casi. 170 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * Autocronologia, di Alberto Arbasino. A cura di Raffaele Manica. Piccola Biblioteca Adelphi. 246 pp. Adelphi Edizioni 2026

    * Piccole storie senza morale, di Alfred Polgar. Traduzione di Cristina Pennavaja. Piccola Biblioteca Adelphi. 246 pp. Adelphi Edizioni 2026
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    41 min
  • La solitudine di Sonia e Sunny. Intervista a Kiran Desai
    Jun 19 2026
    Quella raccontata in “La solitudine di Sonia e Sunny” è una storia d’amore, l’affresco di un cosmo complesso e avvincente nel quale due traiettorie umane si sfiorano, si allontanano e poi tornano a convergere, entrando in collisione. Qui, tutto avviene al momento giusto: non un momento prima, non un momento dopo. E di questo senso del tempo che è una delle doti più preziose, nell’arsenale di cui dispongono i narratori, Desai si dimostra maestra.
    Per farci guidare fra storie, temi e personaggi del libro, che i lettori italiani possono godere nella impeccabile traduzione operata da Giuseppina Oneto, abbiamo voluto rivolgerci direttamente all’autrice. Siamo felici, dunque, di potervi proporre questa conversazione con Kiran Desai.

    Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto.

    Il libro di cui si parla in questo episodio è:
    * La solitudine di Sonia e Sunny, di Kiran Desai. Traduzione di Giuseppina Oneto. Fabula. 455 pp. Adelphi Edizioni 2026
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    35 min
  • Kolchoz. Intervista a Emmanuel Carrère
    May 26 2026
    «Quando siamo bambini amiamo i nostri genitori, crescendo li giudichiamo, e poi – con un po’ di fortuna – li perdoniamo». Per raccontarci del suo ultimo romanzo, Emmanuel Carrère, che abbiamo intervistato, prende in prestito da Oscar Wilde una citazione. È in effetti una frase appropriata, per cominciare a dire di quello che nel libro è contenuto: amore filiale, giudizio, fortuna e perdono, in “Kolchoz”, contribuiscono a disegnare una costellazione luminosa. E col passo di appassionato cronista che gli è proprio, Carrère ripercorre stavolta il disegno di una vita a lui contigua: quella di sua madre, Hélène Carrère d'Encausse, senza far sconti alle sue tante durezze, ma rendendole l’omaggio più grande che uno scrittore possa tributare alla propria madre: trasformarla in uno strepitoso personaggio romanzesco.

    Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto.

    Il libro di cui si parla in questo episodio è:
    * Kolchoz, di Emmanuel Carrère. Traduzione di Francesco Bergamasco. Fabula. 762 pp. Adelphi Edizioni 2026
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    31 min
  • Operazione Shylock
    Apr 21 2026
    Philip Roth ha abituato i suoi lettori a frequentare il concetto di “doppio” in letteratura, facendo attenzione a non sciogliere dubbi e riserve sulla effettiva coincidenza fra autore, io narrante e protagonista di molti fra i suoi romanzi.
    Forse, però, Roth non si è mai avventurato più a fondo in quella terra sconosciuta di quanto abbia fatto con il suo Operazione Shylock, profetico romanzo del 1993 che oggi torna in libreria nella nuova traduzione di Ottavio Fatica e con una prefazione di Emmanuel Carrère.
    Ne parlano Emanuele Trevi e Ottavio Fatica, in una conversazione che siamo lieti di potervi proporre.

    Se siete pronti per vedere voci, buon ascolto.

    I libri di cui si parla in questo episodio sono:
    * Operazione Shylock, di Philip Roth. Traduzione di Ottavio Fatica. Fabula. 455 pp. Adelphi Edizioni 2026
    * Portnoy, di Philip Roth. Traduzione di Matteo Codignola. Fabula. 283 pp. Adelphi Edizioni 2025
    * Ormai non poteva succedere più nulla, di Henry James. Traduzione di Ottavio Fatica. Biblioteca Adelphi. 562 pp. Adelphi edizioni 2026
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    39 min