Un dibattito intenso, lucido e urgente: la presentazione del libro di Francesco Cancellato, “Il nemico dentro. Caso Paragon, spie e metodi da regime nell’Italia di Giorgia Meloni” (Rizzoli), diventa l’occasione per affrontare uno dei temi più delicati e inquietanti della nostra epoca: il confine sempre più sottile tra sicurezza, controllo, tecnologia e libertà democratica.
Registrato a Roma il 13 novembre 2025, questo incontro riunisce voci autorevoli del giornalismo, della politica e della comunicazione per raccontare cosa si nasconde dietro il cosiddetto Caso Paragon, uno scandalo che ha sollevato interrogativi profondi sulla trasparenza delle istituzioni, sui limiti del potere e sui nuovi mezzi di sorveglianza a disposizione dei governi.
Sul palco intervengono:
Veronica Gentili – giornalista e conduttrice televisiva, moderatrice del dibattito
Francesco Cancellato – direttore di Fanpage.it e autore del libro
Matteo Renzi – senatore e Presidente di Italia Viva
Francesco Nicodemo – consulente politico, esperto di comunicazione e innovazione digitale
La conversazione si sviluppa attraverso prospettive differenti ma complementari: la visione di chi indaga, di chi comunica, di chi osserva da dentro le dinamiche del potere politico e di chi analizza il rapporto tra tecnologia e società.
CC Radioradicale.it
Il libro di Cancellato porta alla luce dinamiche che sembrano uscite da un thriller politico, ma che invece toccano direttamente la vita pubblica italiana. Il Caso Paragon, con i suoi presunti sistemi di sorveglianza e di raccolta dati, diventa il simbolo di un Paese dove:
la tecnologia può trasformarsi in strumento di controllo;
il giornalismo d’inchiesta è costretto a navigare tra minacce e delegittimazioni;
la politica può cadere nella tentazione di utilizzare la sicurezza come leva per consolidare il potere;
la democrazia rischia di essere erosa dall’interno, proprio da quel “nemico” evocato nel titolo.
La conversazione si allarga poi al ruolo crescente della telefonia, dei big data e delle piattaforme digitali nella gestione del consenso e nel monitoraggio della popolazione.
Si discute di:
algoritmi come strumenti di governo;
privacy e vulnerabilità dei cittadini;
manipolazione dell’informazione e propaganda;
trasformazione del giornalismo nell’era dei deepfake e dell’intelligenza artificiale.
È un viaggio nelle contraddizioni della modernità: dove la tecnologia promette libertà ma può diventare catena, e dove la democrazia sopravvive solo se i suoi anticorpi – stampa libera, istituzioni equilibrate, cittadini informati – restano vigili.
Con un quadro politico attraversato da tensioni, l’evento mette a confronto opinioni diverse sulla gestione del potere da parte del governo guidato da Giorgia Meloni.
Si analizza l’uso delle informazioni sensibili, la trasparenza delle istituzioni, il rapporto tra esecutivo e media, il rischio di derive illiberali mascherate da necessità di sicurezza.