Episodi

  • Sai qual è il plurale di leadership? Noi
    May 15 2026
    Nel 1983 Steve Jobs convinse John Sculley a lasciare Pepsi per Apple con una domanda leggendaria: acqua zuccherata o cambiare il mondo? Due anni dopo lo cacciò. Questo episodio smonta il mito della leadership solitaria. Se il leader fosse un cocktail, sarebbe solo un quarto degli ingredienti. Il resto? Contesto, persone, contingenza. La parola più importante della leadership non è "io", è "noi". E nell'era dell'AI, vale ancora di più.

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    14 min
  • Il tuo giorno della marmotta. Routine subita o consapevole
    May 8 2026
    Phil Connors, sveglia alle sei, la stessa canzone, lo stesso giorno, per anni. Un film del 1993 che descrive con precisione un meccanismo che la scienza ha misurato solo recentemente: tra il 35 e il 43 per cento dei tuoi gesti quotidiani è semi-automatico. Un terzo della tua giornata non l'hai scelto. Lo confondiamo con la disciplina, con l'efficienza. Ma la ricerca è chiara: la routine subita compromette il cuore, accorcia il tempo nella memoria e mina la capacità decisionale di chi esercita la leadership. E adesso l'intelligenza artificiale promette di toglierla, senza distinguere tra il tuo solco e la tua trappola. In questo episodio scopriamo come riconoscere il loop e come finalmente uscirne.

    La parola di oggi è: routine.

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    10 min
  • Il pensiero che non riesci a posare
    May 1 2026
    Due monaci, un guado, una donna. Una storia di 13 secoli che descrive con precisione un meccanismo neuroscientifico che la scienza ha misurato solo di recente: la rumination. In italiano, rimuginare. Lo confondiamo con la riflessione, con l'impegno. Ma la ricerca è chiara: rimuginare compromette la comunicazione efficace, la cultura aziendale e la capacità decisionale dei leader. In questo episodio scopriamo come riconoscere quando portiamo il fardello mentale e come finalmente posarlo.










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    8 min
  • La matematica del rimpianto: perché arrivare terzi è meglio di arrivare secondi
    Apr 24 2026
    Barcellona 1992: tre psicologi scoprono che i medaglisti di bronzo sono più felici di quelli d'argento. Non è una coincidenza: è rimpianto puro, l'emozione che blocca le carriere. Nel mondo del lavoro causa danni enormi. Scopri perché il rimpianto è la comunicazione più importante che i leader non insegnano mai e come trasforma il modo in cui gestiamo le aspettative e i fallimenti.

    La parola di oggi è: rimpianto.

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    11 min
  • Ogni maledetta domenica
    Apr 17 2026
    Il rischio di infarto aumenta del 33% il lunedì. Ma solo in chi lavora. In chi non lavora, il lunedì è un giorno come un altro.
    Nel 1994, uno studio su Circulation ha analizzato 5.596 pazienti. Nel 2005, una meta-analisi ha confermato il dato: 28 studi, 16 paesi, oltre un milione e mezzo di eventi coronarici. Il cuore tiene il conto della settimana. E il conto arriva il lunedì mattina.
    In questo episodio ricostruiamo il crimine perfetto. Ora per ora, dal venerdì pomeriggio al lunedì mattina. Sette stazioni. Sette fenomeni scientifici. Un unico colpevole: il lavoro che non ti lascia mai.
    Scoprirai perché il messaggio del capo alle 17:47 del venerdì ti costa il fine settimana. Perché il sabato mattina ti svegli già in ufficio. Perché il telefono sul tavolo a cena rovina anche la serata del tuo partner. E perché la domenica alle cinque del pomeriggio qualcosa dentro di te cambia, ogni settimana, alla stessa ora.
    Viktor Frankl la chiamava nevrosi della domenica. Oggi il problema è l'opposto: la domenica non è più vuota. È piena del tuo capo.
    La parola di oggi è: Weekend.

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    13 min
  • L'etichetta che ti hanno attaccato a lavoro
    Apr 10 2026
    Il tuo capo ha una parola per te. Non te l'ha mai detta in faccia. Ma quella parola esiste. Ed è in una mail che non hai letto, in una riunione a cui non eri invitato, in un corridoio tra due manager alle sei di sera.
    Nel 1965, due ricercatori diedero alle insegnanti una lista di bambini "pronti a sbocciare." La lista era falsa. I nomi, estratti a caso. Alla fine dell'anno quei bambini avevano guadagnato più punti di QI degli altri. Non perché fossero più intelligenti. Perché qualcuno li aveva trattati come se lo fossero.
    Si chiama effetto Pigmalione. Una meta-analisi su tredici studi nelle organizzazioni conferma: l'effetto è grande. E funziona di più su chi parte da sotto.
    Uno studio del 2024 su quasi duemila lavoratori dimostra che basta una parola diversa nel riscontro — "non hai prestato attenzione" contro "sei una persona disattenta" — per far crollare motivazione, impegno e relazione con il capo. Da una parte un verbo. Dall'altra un'identità.
    In una catena di supermercati francese, le cassiere delle minoranze rallentavano sotto manager con pregiudizi misurati. Sotto manager senza pregiudizi, rendevano meglio della maggioranza. L'etichetta non sopprimeva la normalità. Sopprimeva qualcosa di più.
    E se provi a smentire l'etichetta lavorando il doppio? La ricerca dice che il capo tende a irrigidirsi. Non aggiorna il giudizio. Chi riceve punteggi alti migliora. Chi riceve punteggi bassi peggiora. Lo chiamano effetto Matteo. La parola di oggi è: ETICHETTA.


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    12 min
  • Il coraggio di tirare un rigore
    Apr 3 2026
    Non tutti sanno che l'uomo che ha segnato il rigore più importante della storia dello sport italiano non ha il coraggio di riguardarlo. Non tutti sanno che il suo ultimo rigore prima di quella finale mondiale lo aveva tirato in Serie C2, cinque anni prima. Non tutti sanno che la scienza ha un nome per chi sembra coraggioso ma non percepisce il rischio: narcisista. Non tutti sanno che esiste il "coraggio contraffatto" — persone che creano problemi per poi risolverli eroicamente. Non tutti sanno che il coraggio non è oggettivo: lo stesso atto può essere eroismo per metà delle persone e follia per l'altra metà. Non tutti sanno che Aristotele lo aveva già capito: il coraggio senza saggezza è un'arma carica senza sicura. Non tutti sanno che il coraggio si allena come un muscolo, un gradino alla volta. La parola di oggi è: Coraggio.

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    17 min
  • C'è chi dice no!
    Mar 27 2026
    Immagina un referendum sul tuo capo. Voto palese. Ti alzi in piedi, davanti a tutti, e dici sì o no. Ci hai messo più di un secondo a pensarci. Quel secondo è il tema di questo episodio. L'ottantuno per cento dei cittadini europei che hanno assistito a corruzione non l'ha segnalata. Non per indifferenza. Per paura. Due ricercatori di Harvard e della University of Virginia hanno scoperto che dietro quel silenzio ci sono cinque regole non scritte che tutti abbiamo imparato senza accorgercene. Ma la ricerca dice anche qualcos'altro. Il dissenso di una sola persona cambia il modo in cui un intero gruppo pensa. E basta un altro che dica no prima di te perché l'obbedienza crolli. La storia di oggi ha duemilacinquecento anni. Si chiama Antigone. E il suo no risuona ancora. La parola di oggi è: no.

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    8 min