Episodi

  • TWENTYFOUR STORIES Ep. 7 | IL CUORE | Jalen Brunson: i destini dei padri ricadono sui figli
    Aug 11 2026

    Giugno 1999: nello spogliatoio del Madison Square Garden, durante una finale persa contro San Antonio in cinque partite, corre un bambino di nemmeno tre anni. È il figlio del dodicesimo uomo dei Knicks, un playmaker mai scelto al Draft con un contratto non garantito ogni anno.

    Giugno 2026: quel bambino, Jalen Brunson, batte San Antonio in cinque partite, riporta il titolo a New York dopo cinquantatré anni e viene eletto MVP delle Finals, con suo padre Rick seduto in panchina da assistente.

    La storia di un'eredità fatta di fatica, di otto città cucite su un paio di scarpe, e della rima più perfetta che il destino abbia mai scritto al Garden.

    IL CUORE (2/5) - per chi stai giocando davvero.

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    8 min
  • TWENTYFOUR STORIES Ep. 6 | IL CUORE | Chris Paul: 61 bpm
    Aug 10 2026

    Il 14 novembre 2002 Chris Paul firma per Wake Forest davanti alle telecamere: il giorno più bello della sua famiglia.

    Ventiquattro ore dopo, suo nonno Nathaniel - Papa Chili, il proprietario di quella che si ritiene la prima stazione di servizio di un uomo nero nel North Carolina - viene aggredito nel vialetto di casa per il portafoglio, e il suo cuore si ferma.

    Cinque giorni più tardi, un diciassettenne scende in campo con un'idea che non ha detto a nessuno: un canestro per ogni anno di vita del nonno.

    Questa è la storia dei sessantuno punti più commoventi nella storia dello sport americano, del tiro libero sbagliato apposta e di un cerchio che si è chiuso da poco, con un addio annunciato tornando a casa, in North Carolina.

    Si apre IL CUORE, il nostro secondo capitolo.

    IL CUORE (1/5) - per chi stai giocando davvero.

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    11 min
  • TWENTYFOUR STORIES Ep. 5 | LA VOCE | A'ja Wilson: la bambina che aveva paura di leggere ad alta voce
    Aug 7 2026

    C'è una bambina che conta i paragrafi in un'aula della South Carolina, pregando che la campanella suoni prima del suo turno di lettura. Si chiama A'ja Wilson: nasconderà la sua dislessia per anni a tutti, e diventerà la giocatrice più dominante del pianeta.

    Quattro volte MVP, tre titoli, Atleta dell'Anno su TIME. Fino al giorno in cui, davanti alla statua di bronzo con il suo volto, leggerà ad alta voce la storia di sua nonna Hattie: nel punto esatto della città dove lei, un tempo, non poteva nemmeno camminare.

    La settimana della voce si chiude in luce.

    LA VOCE (5/5) - cosa fai con quello che non riesci a dire.

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  • TWENTYFOUR STORIES Ep. 4 | LA VOCE | OG Anunoby: nel nome del padre, nel talento della madre
    Aug 6 2026

    OG Anunoby è l'uomo che il basket considera un mistero: interviste di una parola, nessuna spiegazione, mai.

    Ma il suo silenzio ha una storia: una madre velocista di livello nazionale in Nigeria, morta quando lui non aveva ancora dieci mesi e un padre professore universitario che crebbe sette figli da solo, con una regola sola - non si parla, se non è necessario - e che morì un anno dopo averlo visto arrivare al Draft, con un titolo NBA guardato in borghese a ventun anni, dopo un'operazione d'urgenza.

    Fino alla notte del Madison Square Garden, sette anni dopo: la rimonta più grande nella storia delle Finals chiusa dal suo tap-in a un secondo e due decimi dalla sirena. Il primo titolo di New York dal 1973, stavolta, vinto in campo.

    Il silenzio, in questa storia, non è un carattere: è un'eredità, ricevuta due volte.

    LA VOCE (4/5) - cosa fai con quello che non riesci a dire.

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  • TWENTYFOUR STORIES Ep. 3 | LA VOCE | Isaiah Thomas: do it for her
    Aug 5 2026

    Il 15 aprile 2017, la vigilia dei playoff, Isaiah Thomas perde la sorella Chyna, ventidue anni, in un incidente stradale.

    Quello che fa nei diciassette giorni successivi non ha precedenti: gioca il giorno dopo in lacrime con il nome di lei sulle scarpe, vola a cinquemila chilometri per leggere l'elogio funebre, perde un dente sul parquet, passa ore in sala operatoria e la sera del compleanno di Chyna segna 53 punti, il massimo della sua vita.

    La storia del dolore giocato invece che raccontato, fino alla frase più devastante mai pronunciata a bordo campo.

    LA VOCE (3/5) - cosa fai con quello che non riesci a dire.

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  • TWENTYFOUR STORIES Ep. 2 | LA VOCE | Phil Jackson: il maestro che non sapeva parlare con Dio
    Aug 4 2026

    In una casa del Montana senza televisione, senza cinema e senza ballo, tutti parlavano con Dio. Tutti tranne Phil Jackson: il figlio dei due predicatori, l'unico della famiglia a cui quella voce non arrivò mai, per quanto la pregasse.

    Da quella ferita invisibile nasce l'allenatore più vincente della storia del basket: l'uomo che fece meditare Michael Jordan e Kobe Bryant, che non chiamava i timeout per insegnare alle squadre a salvarsi da sole e che trasformò il silenzio in un metodo da undici titoli.

    Il Montana, le lingue mai ricevute, lo zen, i Knicks ribelli e i Bulls immortali: la storia del maestro, dall'inizio.

    LA VOCE (2/5) - cosa fai con quello che non riesci a dire.

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  • TWENTYFOUR STORIES Ep. 1 | LA VOCE | Tim Duncan: l'uomo che fece del silenzio un fondamentale
    Aug 3 2026

    C'è un'isola dei Caraibi dove il basket non contava niente e l'acqua era tutto.

    Tim Duncan, a tredici anni, era tra i migliori nuotatori d'America della sua età: poi un uragano gli portò via la piscina, e un tumore gli portò via la madre, la voce più forte di ogni suo bordo vasca, il giorno prima del suo quattordicesimo compleanno.

    Da lì, una promessa mantenuta per una donna che non poteva più sentirla, quattro anni di college rifiutando due volte la prima scelta del Draft, e solo poi la carriera più silenziosamente vincente della storia: cinque titoli, due MVP, nemmeno una parola fuori posto.

    La settimana della voce comincia dall'uomo che ne fece un fondamentale.

    LA VOCE (1/5) - cosa fai con quello che non riesci a dire.

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  • Ep. 226 - l'indagine NBA su Leonard e i Clippers potrebbe non chiudersi prima del 2027 a dispetto di quanto assicurato da Silver e in linea con quanto sostiene Pablo Torre e gli altri passaggi di oggi
    Jul 31 2026

    L'indagine della NBA sui Los Angeles Clippers rischia di prolungarsi fino al 2027, congelando la trade di Kawhi Leonard ai Toronto Raptors a causa dei tempi burocratici dell'arbitrato sui presunti compensi illeciti legati allo sponsor Aspiration e di un secondo filone di inchiesta su un'altra operazione illecita del giocatore. LeBron James annuncia intanto una docuserie in collaborazione con ESPN per raccontare la sua ventiquattresima stagione, una massiccia operazione mediatica per capitalizzare la firma con i Philadelphia 76ers e consolidare il proprio status nel dibattito sul miglior giocatore di sempre. A Ovest deflagra invece il muro contro muro per il rinnovo del Moda Center: il vertice tra i Portland Trail Blazers di Tom Dundon e l'amministrazione cittadina finisce in un nulla di fatto, rendendo lo spettro del trasferimento della franchigia fuori dall'Oregon un'opzione concreta.

    Prima delle consuete tre domande, una parentesi speciale: la prima stagione di TWENTYFOUR si ferma oggi, forte di numeri in classifica straordinari raggiunti unicamente grazie al vostro supporto. Ma il basket non va in vacanza e da lunedì 3 agosto partirà TWENTYFOUR STORIES: cinque settimane di racconti esclusivi per esplorare il lato umano di questo gioco.

    Il clamoroso allungamento dell'indagine costringerà i Raptors ad annullare in via definitiva l'acquisizione di Leonard per non paralizzare il proprio roster? L'eventuale quinto anello conquistato a Philadelphia basterebbe a consegnare a LeBron l'etichetta indiscussa di più grande della storia azzerando il dibattito con Jordan? E il disastroso stallo sui fondi pubblici porterà davvero all'addio dei Blazers o la politica troverà un'intesa dell'ultimo minuto per salvare la permanenza della franchigia?

    Dimmi la tua nei commenti, segui TWENTYFOUR per non perderti mai una puntata e, se ti va, lascia la recensione che ritieni più opportuna, aiuterai questo progetto a crescere.

    TWENTYFOUR è il primo daily podcast italiano sul gioco più bello del mondo. Esce ogni mattina, dal lunedì al venerdì, per chi la pallacanestro la vive a ogni ora del giorno e da oggi, se ti va, puoi sostenerlo. Questo podcast è gratuito, e tale vuole rimanere: il caffè che mi offri serve a mantenerlo fruibile per chiunque, nel petto, abbia un cuore che non batte ma rimbalza.

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    Buon ascolto e buona pallacanestro a tutti.

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    26 min