Episodi

  • Ep. 256 - da domani la WNBA incorona una squadra che non ha mai vinto un titolo e gli altri passaggi di oggi
    Oct 16 2026

    Domani sera, alle nove e mezza italiane, al Chase Center di San Francisco comincia una finale WNBA che consegnerà il trofeo a una squadra che non lo ha mai alzato, perché negli ultimi quattro anni se lo erano diviso soltanto Las Vegas e New York e quest'anno sono uscite tutte e due spazzate via per 3-0: da una parte ci sono le Golden State Valkyries di Natalie Nakase, nate nel 2025 e già seconde con trentadue vittorie, con Cecilia Zandalasini in quintetto; dall'altra l'Atlanta Dream di Karl Smesko, che fino a due anni fa allenava un programma universitario della Florida e che ha riportato quella squadra in finale per la prima volta dal 2013, con Angel Reese, Rhyne Howard e Jordin Canada.

    Intanto a San Francisco Kristaps Porzingis, fermo a tempo indeterminato per un problema di salute che nessuno ha reso noto, ha dovuto pubblicare un secondo messaggio dopo quello in cui raccontava di stare lavorando con i medici, per smentire di avere l'HIV o l'AIDS, cioè una malattia che nessuno gli ha mai diagnosticato e che su internet qualcuno aveva deciso per lui, trentacinque anni dopo la conferenza stampa con cui Magic Johnson cambiò il modo in cui quella malattia veniva raccontata.

    Infine ESPN, che ha ufficializzato l'arrivo di Jason Kidd e di Jeremy Lin dietro al microfono, e il secondo ha annunciato la cosa su Instagram pubblicando la schermata della sua pagina LinkedIn aggiornata, con sopra scritto che non è più disoccupato.

    Chi vincerà per la prima volta nella sua storia il titolo WNBA tra Valkyries e Dream? Fin dove arriva il diritto del pubblico di sapere che cosa ha un atleta che sta male? E un ex giocatore dietro al microfono porta davvero qualcosa che un giornalista non ha?

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  • Ep. 255 - il primo Presidente della Repubblica a vedere una partita di basket e gli altri passaggi di oggi
    Oct 15 2026

    Il 26 novembre, alle otto di sera, al PalaEur di Roma, Sergio Mattarella siederà in tribuna per Italia-Turchia, terza giornata della seconda fase delle qualificazioni ai Campionati del Mondo del 2027, e secondo il comunicato della Federazione Italiana Pallacanestro non era mai accaduto prima che un Presidente della Repubblica assistesse a una partita di pallacanestro: sarà in quell'impianto costruito da Pier Luigi Nervi per le Olimpiadi del 1960 dove la nazionale non mette piede dall'agosto del 2007, davanti a una Turchia già qualificata e imbattuta allenata da un uomo che in Italia ha lavorato a Siena e a Bologna, mentre gli azzurri di Luca Banchi difendono un solo punto di vantaggio sulla Lituania.

    Intanto Adam Silver ha annunciato che il pallone con il microchip potrebbe debuttare nelle partite ufficiali NBA già dalla prossima stagione, con un sensore da un grammo che registra rotazione e traiettoria e che permetterà agli arbitri di capire se un dito ha sfiorato la palla prima che uscisse, mentre i sensori da far indossare ai giocatori restano fermi perché il sindacato teme che quei dati finiscano nelle trattative per i contratti.

    Infine Miami, dove Amar'e Stoudemire si è diplomato all'accademia di polizia dopo dieci mesi e mezzo di corso, ottocentoquarantotto ore di lezione e un esame di stato da duecento domande, e andrà a lavorare nella polizia scolastica della contea.

    Un capo dello Stato in tribuna può motivare gli atleti in campo? Un pallone che registra tutto rende le partite più giuste o toglie agli arbitri l'ultima parola? E un campione che a quarantatré anni ricomincia da zero lo fa per vocazione o perché la vita dopo il campo va riempita in qualche modo?

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  • Ep. 254 - alcuni proprietari NBA hanno chiesto a Pablo Torre di indagare sull'elicottero di Fanatics che usa LeBron James e gli altri passaggi di oggi
    Oct 14 2026

    Pablo Torre, il giornalista che lo scorso maggio ha vinto il premio Pulitzer per l'inchiesta sull'aggiramento del tetto salariale dei Los Angeles Clippers, costata a quella società trenta milioni di multa, cinque scelte al primo giro e le sospensioni del proprietario e di due dirigenti, ha annunciato martedì di stare guardando la storia dell'elicottero con cui LeBron James fa la spola fra la sua casa di New York e il centro di allenamento dei Sixers a Camden: un Leonardo AW139 con i colori di Fanatics, messo a disposizione da una clausola di aviazione contenuta nel contratto pubblicitario che il giocatore ha firmato con quell'azienda, i cui voli sarebbero già stati più di una dozzina nella sola prima parte di ottobre, e la cosa che rende tutto questo una notizia è che a segnalargliela, racconta Torre, sono stati alcuni proprietari NBA.

    Intanto a Boston Payton Pritchard ha firmato un'estensione da due anni e 44,2 milioni di dollari e ha accompagnato la firma con una frase sola, cioè immaginate se avessi dato retta a quelli che dicevano che non potevo farcela, che per uno scelto con la ventiseiesima chiamata perché considerato troppo basso e che nel 2022 aveva chiesto di essere scambiato perché non giocava, racconta parecchio.

    Infine Las Vegas, dove Steve Kerr ha rivelato che nel 2004 entrò nell'ufficio di David Stern insieme a un uomo che voleva fondare lì una squadra, e si sentì rispondere che non se ne parlava nemmeno per via del gioco d'azzardo.

    Un'azienda che paga i voli di un giocatore gli sta facendo pubblicità o sta aiutando la sua squadra? Firmare per meno di quanto si potrebbe prendere altrove è lealtà o prudenza? E una lega che vent'anni fa rifiutava Las Vegas per le scommesse e che oggi ci torna con una franchigia da dieci miliardi ha cambiato idea o ha cambiato affare?

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  • Ep. 253 - che fine ha fatto Kristaps Porzingis e gli altri passaggi di oggi
    Oct 13 2026

    Kristaps Porziņģis manca dai Golden State Warriors da due settimane, non è partito con la squadra per il ritiro alle Hawaii e oggi tornerà al Chase Center soltanto per incontrare lo staff medico, mentre Steve Kerr si limita a dire che non ha aggiornamenti e rifiuta di raccontare dove sia stato il suo centro in questo periodo: la malattia non è stata resa nota, si sa che nelle ultime due stagioni il lettone ha convissuto con la sindrome da tachicardia posturale ortostatica, e nessuno ha detto se le due cose siano collegate, in una vicenda che riguarda la salute di una persona prima ancora che il reparto lunghi di una squadra.

    Intanto Nets, Nuggets, Pacers e Spurs hanno presentato le divise con cui festeggeranno i cinquant'anni dalla fusione fra NBA e ABA, cioè da quando quelle quattro squadre entrarono nella lega pagando 3,2 milioni di dollari a testa, senza diritti televisivi fino al 1979, senza draft e senza diritto di voto, mentre i fratelli Silna, proprietari di una delle due squadre liquidate, rifiutavano i soldi e si facevano dare una fetta dei diritti televisivi per sempre.

    Infine Chicago, o meglio Salt Lake City, perché la maglia indossata da Michael Jordan in gara 2 delle Finals del 1998 è stata venduta per quattordici milioni di dollari, record assoluto per un cimelio di pallacanestro, tredici giorni dopo il record precedente stabilito dalla maglia di gara 3.

    Una squadra deve raccontare ai tifosi le condizioni di salute dei propri giocatori o quella è una materia privata e basta? Una lega concorrente che costringe quella maggiore a cambiare è una minaccia o il miglior motore di innovazione che esista? E quattordici milioni per una maglia sono il prezzo di una reliquia o quello di un investimento finanziario?

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  • Ep. 252 - Cecilia Zandalasini si gioca una finale WNBA da protagonista e gli altri passaggi di oggi
    Oct 12 2026

    Venerdì notte, alla Michelob Ultra Arena di Las Vegas, le Golden State Valkyries hanno vinto 87-77 dopo un supplementare e hanno chiuso 3-0 la semifinale contro le Aces campionesse in carica, tenendole a sette punti in tutto il terzo quarto, strappando palla ad A'ja Wilson nel momento in cui la partita sembrava decisa e guardando poi il tiro della vittoria di Chelsea Gray uscire dal ferro: una franchigia presentata al Chase Center nell'ottobre del 2023 con cinquanta milioni di dollari e senza nemmeno un nome si ritrova così in finale al secondo anno di vita, e dentro quel gruppo c'è Cecilia Zandalasini, trent'anni, nata a Broni, che un anello WNBA lo aveva già vinto nel 2017 guardandolo dalla panchina e che adesso si gioca il titolo da titolare.

    Intanto a San Francisco i Warriors hanno blindato Brandin Podziemski con un'estensione da cinque anni e centodieci milioni di dollari, una cifra che fa impressione per un ragazzo da quattordici punti di media e che però, dentro il mercato di oggi, vale poco più di quello che costa un titolare qualunque.

    Infine Philadelphia, dove VJ Edgecombe, ventun anni e terza scelta assoluta del 2025, si è ritrovato nello spogliatoio più affamato di anelli della lega e ha detto che preferirebbe portare le Bahamas alle loro prime Olimpiadi piuttosto che vincere il titolo NBA.

    Una squadra di espansione in finale al secondo anno è un caso irripetibile o la prova che il vecchio modello di costruzione è finito? Centodieci milioni per un giocatore da quattordici punti sono una follia o semplicemente il prezzo corrente? E vale di più un anello NBA o la prima qualificazione olimpica nella storia del proprio Paese?

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  • Ep. 251 - la giocatrice più forte di sempre ha vinto il suo quinto MVP della WNBA e gli altri passaggi di oggi
    Oct 9 2026

    Ieri pomeriggio, alla Michelob Ultra Arena di Las Vegas, A'ja Wilson è salita sul palco della sala stampa dove l'aspettava il quinto trofeo di MVP della sua carriera, allineato accanto agli altri quattro in una fila che nello sport non si vede quasi mai, e sopra la statuetta del 2026 ha appoggiato una corona vera, spiegando che una corona così diventa pesante ma che non per questo deve cadere, non mentre c'è lei: nella WNBA nessuna era mai andata oltre i tre premi, nell'altra lega, la NBA, a cinque o più ci sono arrivati soltanto Abdul-Jabbar, Jordan e Russell, e stasera la stessa giocatrice che ha guidato il campionato per punti, stoppate, efficienza e win shares scende in campo in quel palazzo per evitare l'eliminazione da campionessa in carica.

    Intanto in Texas Victor Wembanyama, interpellato sotto una fotografia della sua estate francese, ha detto di voler sostenere le proteste studentesche che da settembre attraversano il suo Paese, ricordando che non molto tempo fa stava in quella posizione anche lui e che essere riuscito a scappare da quel sistema è stata soprattutto una questione di fortuna.

    Infine Madrid, dove l'Atlético ha annunciato l'ingresso di Shai Gilgeous-Alexander nel proprio gruppo di proprietà, un nome che si aggiunge alla fila già lunga di stelle NBA che hanno comprato un pezzo di calcio europeo mentre la loro lega, in Europa, continua a sentirsi rispondere no.

    Cinque premi di MVP in nove stagioni fanno la più grande di sempre o il confronto con chi ha giocato prima resta? Un atleta che è riuscito a uscire da un sistema deve usare la sua voce per chi è rimasto dentro o deve tenersi fuori dalla politica? E un giocatore che compra quote di un club di calcio lo fa da investitore o da tifoso con il portafoglio pieno?

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  • Ep. 250 - la squadra che ha vinto l'ultimo campionato francese è appena scomparsa e gli altri passaggi di oggi
    Oct 8 2026

    Sedici mesi dopo aver giocato una finale di EuroLega e pochi mesi dopo aver vinto il campionato francese, l'AS Monaco è stato dichiarato in stato di cessazione dei pagamenti da un tribunale del Principato, con un passivo da ventisette milioni di euro e nessun attivo. Oggi la pallacanestro maschile monegasco sopravvive in quinta divisione dentro una palestra scolastica con centosettantadue posti a sedere.

    Intanto negli Stati Uniti Tyrese Haliburton è tornato in campo dopo 472 giorni, e ha scelto di farlo nel palazzo della sua università, comprando di tasca propria i biglietti del settore studenti, dopo un anno di riabilitazione, di sconfitte guardate da casa e perfino di una malattia che non c'entrava niente con il tendine d'Achille.

    Infine Los Angeles, dove i cinque fratelli di Jeanie Buss hanno depositato in tribunale l'opposizione formale che rischia di togliere alla figlia di Jerry il controllo dei Lakers.

    Il modello dei club costruiti su un solo uomo ricchissimo può reggere o è destinato a crollare così? Dopo sedici mesi fermo un giocatore torna uguale a prima o torna una persona diversa? E l'eredità di un fondatore è la squadra che ha costruito o il valore delle sue azioni?

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  • Ep. 249 - nessuno sa più quanto sia alto Cooper Flagg e gli altri passaggi di oggi
    Oct 7 2026

    Il miglior giovane della NBA sostiene di essere cresciuto di tre centimetri in sedici mesi e di aver guadagnato altri sei millimetri nell'ultima settimana, nessun giornalista è riuscito a convincerlo a mettersi dritto contro un muro per una verifica, le fotografie del media day raccontano un'altra storia e la sua squadra continua a registrarlo esattamente come l'anno scorso, sette anni dopo che la lega aveva imposto a tutte le franchigie di dichiarare la statura vera dei giocatori.

    Intanto Los Angeles si prepara a consegnare a Russell Westbrook un certificato del Consiglio comunale per la carriera e per il lavoro fatto nei quartieri della città, nella settimana in cui la stagione ricomincia senza di lui e in cui gli arrivano parole molto grosse anche da Oklahoma City.

    Infine Philadelphia, dove un infortunio che in qualunque altra squadra sarebbe una notizia da due righe rischia invece di spostare il destino di una stagione intera.

    L'altezza di un giocatore è un dato tecnico o una questione di percezione? I riconoscimenti a un campione appena ritirato arrivano troppo tardi o esattamente quando servono? E una squadra costruita per vincere tutto può davvero inciampare sul problema di chi gioca al centro quando il titolare si siede?

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