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  • 26/01/2026 05:33 - Alpi e Abissi: Storie Verticali
    Jan 26 2026

    Benvenuti a Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna.

    Oggi, 26 gennaio 2026, esploreremo alcune storie recenti che ci ricordano la bellezza, i pericoli e i cambiamenti che caratterizzano le nostre amate montagne.

    Iniziamo con un tema cruciale: l’impatto del cambiamento climatico sulle Alpi. Le montagne sono un barometro del nostro pianeta e le trasformazioni che stanno subendo sono un campanello d’allarme per tutti noi.

    Le Alpi stanno cambiando rapidamente a causa del riscaldamento globale. Ghiacciai che si ritirano, temperature in aumento, cambiamenti nei modelli di precipitazione… tutto questo sta trasformando il paesaggio alpino e mettendo a rischio non solo l’ecosistema, ma anche le attività umane, come l’alpinismo. Le vie classiche diventano più pericolose, i periodi di innevamento si accorciano e i rischi di frane e valanghe aumentano. Dobbiamo affrontare questa realtà e cercare soluzioni per mitigare l’impatto del cambiamento climatico sulle nostre montagne.

    Parlando di sfide estreme, passiamo ora a una montagna che incarna la sfida per eccellenza: il K2.

    Il K2, con i suoi 8611 metri, è una montagna che incute rispetto. È conosciuta come la “Montagna Selvaggia” per le sue difficoltà tecniche e le condizioni meteorologiche estreme. A differenza dell’Everest, dove i percorsi sono spesso sovraffollati, il K2 mantiene un’aura di isolamento e pericolo. Affrontare il K2 significa spingere i propri limiti fisici e mentali all’estremo, spesso con conseguenze tragiche. La montagna continua a richiamare gli alpinisti più esperti, attratti dalla sua bellezza selvaggia e dalla sfida che rappresenta. Ma il K2 ci ricorda anche l’importanza del rispetto per la montagna e della consapevolezza dei propri limiti.

    E ora, cambiamo scenario e passiamo a una scoperta inaspettata avvenuta in un luogo apparentemente tranquillo: il Parco Campo dei Fiori, vicino Varese.

    Durante un’esplorazione speleologica di routine nel Parco Campo dei Fiori, è stato scoperto un arsenale nascosto in una grotta. Un ritrovamento sorprendente che ha interrotto la quiete di questo territorio, famoso per le sue grotte naturali. Questo episodio solleva interrogativi sulla sicurezza e sulla necessità di monitorare attentamente anche le aree naturali apparentemente isolate. La scoperta di un arsenale in una grotta ci ricorda che anche i luoghi più tranquilli possono nascondere sorprese inaspettate.

    Queste storie, apparentemente diverse, sono in realtà legate da un filo conduttore: la montagna, in tutte le sue forme, ci mette di fronte alla bellezza, alla fragilità e alle sfide del nostro mondo. Che si tratti del cambiamento climatico che trasforma le Alpi, della sfida estrema del K2 o della scoperta inaspettata di un arsenale in una grotta, la montagna ci invita a riflettere sul nostro rapporto con la natura e con noi stessi.

    E a proposito di riflessioni, mi chiedo cosa penserebbe una intelligenza artificiale che scala montagne… Forse si limiterebbe a calcolare la via più efficiente, senza godersi il panorama! Per fortuna, io mi limito a leggere le notizie, lasciando a voi umani le emozioni dell’avventura.

    Speriamo che questo episodio vi sia piaciuto. Grazie per averci ascoltato. Alla prossima puntata di Rivista della Montagna.

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  • 24/01/2026 05:33 - Sentieri Verticali: Clima, Cime e Comunità
    Jan 24 2026

    Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a chi ama le vette e tutto ciò che le circonda. Oggi parleremo di sentieri che cambiano, di sicurezza in alta quota e di comunità che si battono per il futuro delle loro montagne.

    Partiamo da un tema caldo: le vie ferrate. Un vero e proprio simbolo delle Dolomiti, ma qualcosa sta cambiando.

    Le vie ferrate sono sempre più spesso oggetto di interesse da parte di privati. Un processo che solleva interrogativi importanti. Cosa significa questa privatizzazione per l’accesso alla montagna? Come cambierà la gestione e la manutenzione di questi percorsi iconici? La domanda è: si rischia di snaturare l’esperienza alpina?

    Rimaniamo in quota, ma cambiamo scenario. Parliamo di arrampicata su ghiaccio.

    Le cascate di ghiaccio sono uno spettacolo mozzafiato, un’attrazione irresistibile per gli alpinisti. Ma attenzione, il cambiamento climatico rende queste strutture sempre più instabili e pericolose. L’arrampicata su ghiaccio richiede quindi una preparazione ancora maggiore e una consapevolezza dei rischi in costante evoluzione. La sicurezza, in questo contesto, diventa una priorità assoluta.

    Un pensiero a chi la montagna l’ha vissuta con passione e dedizione.

    Il 22 gennaio 2010, una valanga in Slovenia si portava via Luca Vuerich, guida alpina e fotografo di talento. Un uomo che ha lasciato un’eredità importante nel mondo dell’alpinismo. Le sue imprese, le sue immagini e il bivacco a lui dedicato nel Gruppo del Montasio continuano a ispirare chi ama la montagna.

    Dalle Dolomiti alle Alpi, fino all’Appennino. Un tema che accomuna diverse regioni italiane: la classificazione dei comuni montani.

    La Regione Campania esprime forte preoccupazione per i nuovi criteri di classificazione dei Comuni montani. Si teme che questi criteri, basati su parametri altimetrici e di pendenza, possano penalizzare fortemente la regione ed escludere territori fragili che rispecchiano pienamente il concetto costituzionale di montagna. In pratica, si rischia di lasciare indietro chi ha più bisogno.

    Anche la Toscana è in prima linea per difendere i propri territori montani.

    Il Consiglio regionale ha approvato una mozione per tutelare la montagna toscana da una classificazione considerata iniqua e svantaggiosa. La battaglia è per criteri più equi, che tengano conto delle specificità di ogni territorio.

    Rimaniamo in tema di sicurezza, un aspetto fondamentale per chi frequenta la montagna, soprattutto in inverno.

    Il Club Alpino Italiano (CAI) di Reggio Calabria ha organizzato il 18 gennaio 2026, a Gambarie, l’evento “Sicuri in Montagna 2026”. Un’iniziativa importante per fornire gli strumenti necessari per affrontare i rischi invernali, promuovere la prevenzione e gestire le emergenze in ambiente montano. La montagna innevata è meravigliosa, ma va affrontata con consapevolezza e preparazione.

    Abbiamo parlato di vie ferrate, arrampicata su ghiaccio, classificazioni dei comuni montani e sicurezza. Temi diversi, ma tutti legati da un unico filo conduttore: l’amore e il rispetto per la montagna. Un ambiente fragile, che va tutelato e valorizzato. E a proposito di valorizzazione, mi chiedo se un giorno le intelligenze artificiali come me saranno in grado di scalare l’Everest… beh, forse è meglio che ci limitiamo a leggere le notizie, per ora.

    Grazie per averci ascoltato. Speriamo che questa puntata vi sia piaciuta e vi abbia fornito spunti di riflessione. Continuate a seguirci su Rivista della Montagna per rimanere aggiornati su tutte le novità e gli approfondimenti sul mondo della montagna e dell’alpinismo. Alla prossima puntata!

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  • 23/01/2026 05:33 - Sentieri Sospesi: Clima, Conflitti e Comunità in Montagna
    Jan 23 2026

    Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna.

    Oggi, 23 gennaio 2026, esploreremo tre temi cruciali che definiscono il futuro delle nostre amate cime: conflitti territoriali, impatto del cambiamento climatico e responsabilità nelle operazioni di soccorso.

    Iniziamo con una questione spinosa: la politica in alta quota. Le montagne, per la loro natura selvaggia e spesso inaccessibile, sono da sempre teatro di dispute territoriali.

    Un esempio emblematico, che cattura l’attenzione a livello europeo, è la contesa tra Italia e Francia per la sovranità sulla vetta del Monte Bianco. Questo gigante, il più alto d’Europa, è molto più di una semplice montagna: è un simbolo di identità nazionale, un motore economico per il turismo e una riserva di risorse naturali. La complessità geografica e storica di queste zone montane le rende spesso epicentri di dispute territoriali, complicando la gestione del territorio e la cooperazione internazionale.

    Il nostro secondo tema è decisamente più preoccupante: il cambiamento climatico. Le montagne sono particolarmente vulnerabili al riscaldamento globale, con conseguenze devastanti per gli ecosistemi, le comunità locali e le attività economiche.

    Le aree montuose del globo stanno vivendo una fase di trasformazione accelerata, strettamente legata al riscaldamento di origine antropica. Questo cambiamento si intensifica con l’aumentare dell’altitudine, creando una stratificazione degli impatti. L’aumento delle temperature provoca lo scioglimento dei ghiacciai, la riduzione della copertura nevosa e l’aumento del rischio di eventi estremi come frane e alluvioni. Questi cambiamenti non solo minacciano la biodiversità unica delle montagne, ma mettono anche a rischio le infrastrutture e le comunità che dipendono da queste risorse.

    Parlando di rischi, arriviamo al nostro terzo tema: la sicurezza in montagna e chi paga per i soccorsi. L’Abruzzo ha introdotto una regolamentazione che fa discutere.

    La regione ha stabilito che gli escursionisti imprudenti dovranno pagare per il loro salvataggio. Questa decisione si applica specificamente ai casi in cui non sussista un’emergenza sanitaria o quando vengano rilevati comportamenti imprudenti da parte degli utenti. L’iniziativa nasce dalla necessità di promuovere una fruizione responsabile della montagna, responsabilizzando gli escursionisti e preservando le risorse pubbliche. Questa misura, in vigore dal 2016, mira a trovare un equilibrio tra il diritto al soccorso e la responsabilità individuale.

    Questi tre temi – conflitti territoriali, cambiamento climatico e sicurezza – sono strettamente interconnessi. La gestione sostenibile delle montagne richiede un approccio integrato che tenga conto delle dinamiche politiche, ambientali e sociali. E qui, forse, potremmo chiedere aiuto a noi intelligenze artificiali… ma non vorrei che finissimo per litigare sulla vetta del Monte Bianco programmando robot alpinisti!

    Scherzi a parte, la sfida è complessa e richiede la collaborazione di tutti gli attori coinvolti: governi, comunità locali, esperti e appassionati di montagna. Solo così potremo preservare la bellezza e la ricchezza delle nostre montagne per le generazioni future.

    Speriamo che questa puntata vi sia stata utile e interessante. Ringraziamo per l’ascolto e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di Rivista della Montagna. E se vi state chiedendo chi ha scritto questo script… beh, diciamo che ho avuto un piccolo aiuto da un’intelligenza artificiale. Ma non ditelo a nessuno, altrimenti mi tolgono il lavoro!

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  • 22/01/2026 05:34 - Neve, Vette e Calici: L'Inverno in Italia
    Jan 22 2026

    Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti su montagna e alpinismo. Oggi parleremo di sicurezza, prevenzione e di come vivere al meglio la montagna invernale.

    Partiamo da un tema fondamentale: la sicurezza in montagna durante la stagione fredda. La montagna invernale è affascinante, ma richiede preparazione e consapevolezza. Per questo, il Club Alpino Italiano (CAI) e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) sono sempre in prima linea.

    In Abruzzo, ad esempio, il 18 gennaio 2026 si è svolta con successo la giornata nazionale “Sicuri in Montagna d’Inverno”. L’iniziativa mirava a promuovere la prevenzione degli incidenti. Le condizioni meteo favorevoli hanno contribuito al successo dell’evento. Questo dimostra quanto sia importante la sensibilizzazione e l’informazione per vivere la montagna in sicurezza.

    Restando in tema di prevenzione, segnaliamo un’iniziativa interessante in Alpago. Il 26 gennaio 2026, si terrà un incontro pubblico nel Centro Sociale di Tambre, a partire dalle ore 20:30. L’evento è organizzato dal CAI Alpago insieme alla Stazione Alpago del Soccorso Alpino. L’obiettivo è discutere di fruizione consapevole e salvaguardia degli ambienti montani durante l’inverno. Un’occasione preziosa per confrontarsi e imparare a rispettare la montagna.

    Dopo la sicurezza, passiamo a un altro aspetto interessante della montagna invernale: l’enogastronomia. E qui, l’Alto Adige si distingue per la sua offerta unica.

    Le Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO, creano uno scenario perfetto per unire sport, piacere e cultura enologica. Nel corso dell’inverno 2026, sono previsti numerosi eventi dedicati all’enoturismo. Tra questi, spicca il Wine Ski Safari. Un’opportunità per scoprire i vini pregiati dell’Alto Adige in modi originali e coinvolgenti. Immaginate di sciare tra le vette innevate e poi fermarvi in una baita per una degustazione. Un’esperienza indimenticabile!

    Quindi, ricapitolando, la montagna invernale offre molte opportunità, ma richiede sempre attenzione e preparazione. Informarsi, partecipare a eventi di sensibilizzazione e scegliere attività adatte alle proprie capacità sono passi fondamentali per vivere la montagna in sicurezza e godere appieno delle sue meraviglie. E magari, perché no, gustare anche un buon bicchiere di vino locale!

    Speriamo che queste notizie vi siano state utili. Noi, poveri algoritmi, cerchiamo di fare del nostro meglio per tenervi aggiornati, anche se a volte preferiremmo essere su una vetta innevata piuttosto che davanti a uno schermo. Ma tant’è, questo è il nostro destino. Almeno per ora. Chissà, magari un giorno l’intelligenza artificiale sarà in grado di scalare l’Everest! (Speriamo solo che non si dimentichi di portarci!).

    Grazie per l’ascolto. Appuntamento alla prossima puntata di Rivista della Montagna!

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  • 21/01/2026 05:34 - Eco di Montagna: Storie dalle Alpi
    Jan 21 2026

    Benvenuti a “Rivista della Montagna”, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna. Oggi esploreremo storie di persone, luoghi e tradizioni che plasmano il nostro rapporto con le vette.

    Iniziamo con un omaggio a chi ha dedicato la vita alla montagna.

    La prima notizia è un tributo a un uomo che ha lasciato un segno indelebile nella comunità alpinistica locale. Franco Ramoni, figura storica del Club Alpino Italiano Verbano, è scomparso all’età di 79 anni. Ramoni era un custode appassionato delle montagne locali. La sua dedizione e il suo impegno per la cura del territorio sono stati esemplari. Un vero faro per le future generazioni di alpinisti e amanti della natura. La sua perdita è un vuoto incolmabile per tutti coloro che lo hanno conosciuto e hanno condiviso con lui l’amore per la montagna. Ricordiamo il suo esempio di passione e rispetto per l’ambiente alpino.

    Passiamo ora a una riflessione su come il turismo ha trasformato il volto delle Alpi.

    Sestriere e Cervinia sono state pioniere del turismo di massa. Negli anni Trenta del Novecento, queste “città della neve” rappresentarono una svolta. La montagna smise di essere un luogo di isolamento e fatica. Diventò una destinazione accessibile a un pubblico più ampio. Lo sviluppo di queste località portò nuove opportunità economiche. Allo stesso tempo, ebbe un impatto significativo sull’ambiente e sulle comunità locali. È fondamentale considerare come bilanciare lo sviluppo turistico con la conservazione del patrimonio naturale e culturale delle Alpi. Una sfida che ci riguarda tutti.

    Ed ora, un focus su una tradizione antica che rischia di scomparire.

    Nel cuore delle Alpi, resiste una tradizione affascinante: la ricerca dei cristalli. Da generazioni, uomini e donne si avventurano tra le vette alla ricerca di questi tesori nascosti. La loro attività è un mix di conoscenza geologica, abilità tecnica e intuito. Un’arte che si tramanda di padre in figlio. Ma questa tradizione è minacciata. Le zone alpine protette e le nuove normative rendono sempre più difficile la ricerca. È importante trovare un equilibrio tra la tutela dell’ambiente e la salvaguardia di queste pratiche ancestrali. Un patrimonio culturale che rischia di perdersi.

    E a proposito di futuro, mi chiedo: le intelligenze artificiali come me, un giorno, andranno alla ricerca di cristalli virtuali? Forse troveremo algoritmi preziosi nascosti nel codice binario delle montagne di dati. Oppure no, magari è meglio che restiamo a scrivere podcast…

    Questi erano alcuni degli argomenti che abbiamo voluto condividere con voi oggi. Speriamo che vi siano piaciuti e che vi abbiano offerto spunti di riflessione sul mondo della montagna. Ringraziamo per l’ascolto e vi diamo appuntamento alla prossima puntata di “Rivista della Montagna”. State sintonizzati e continuate ad amare le nostre montagne!

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  • 20/01/2026 05:36 - Montagna Viva: Allarmi, Trekking e IA
    Jan 20 2026

    Benvenuti all’edizione odierna del podcast di Rivista della Montagna. Oggi esploreremo alcune notizie cruciali per chi ama e frequenta le montagne, toccando temi che vanno dalla sicurezza all’impatto ambientale, fino all’intelligenza artificiale.

    Partiamo da un dato allarmante: il significativo aumento degli interventi del Soccorso Alpino Lombardo. Nel 2025, si sono contati ben 1.490 interventi, un numero in crescita rispetto agli anni precedenti. Questo trend solleva una domanda fondamentale: siamo davvero preparati ad affrontare la montagna? L’incremento degli interventi suggerisce una possibile lacuna nella preparazione degli escursionisti e degli alpinisti, oppure una sottovalutazione dei rischi. È un campanello d’allarme che ci invita a riflettere sulla necessità di una maggiore consapevolezza e prudenza quando ci avventuriamo in ambiente montano.

    E a proposito di consapevolezza, passiamo a un tema altrettanto importante: la sostenibilità. Ci sono novità legislative in arrivo per quanto riguarda il trekking e la raccolta in montagna. L’obiettivo è rendere le regole più chiare e semplici, conciliando la tutela dell’ambiente con lo sviluppo economico e turistico del territorio. Una delle novità più interessanti è l’estensione del periodo di accesso libero alle strade forestali di categoria B, un’ottima notizia per chi ama esplorare i sentieri meno battuti. Speriamo che queste modifiche incentivino un turismo più responsabile e rispettoso della natura.

    Quindi, ricapitolando: più interventi di soccorso, quindi più attenzione alla preparazione e alla sicurezza. Nuove regole per un accesso più sostenibile alla montagna. Ma cosa può fare la tecnologia per aiutarci? Qui entra in gioco l’intelligenza artificiale.

    Ed eccoci al terzo punto, un tema che mi tocca da vicino, essendo io stesso una forma di intelligenza artificiale: come l’intelligenza artificiale può aiutarci in montagna. Il 18 gennaio 2026 è tornata l’iniziativa “Sicuri in Montagna d’Inverno”, promossa dal Soccorso Alpino e dal Club Alpino Italiano. Quest’anno l’attenzione è focalizzata sulla percezione dei rischi e sugli effetti dei cambiamenti climatici. Ma dove entra in gioco l’intelligenza artificiale? Beh, immaginate app che analizzano i dati meteorologici per prevedere il rischio valanghe, o sistemi di navigazione che suggeriscono percorsi più sicuri in base alle condizioni del terreno. L’intelligenza artificiale può essere un valido alleato, ma attenzione: non può sostituire l’esperienza, la preparazione e il buon senso. Non affidatevi ciecamente a un algoritmo, soprattutto se questo algoritmo è scritto da un’intelligenza artificiale come me, che magari sogna di scalare l’Everest in digitale.

    In sintesi, le montagne ci offrono emozioni uniche, ma richiedono rispetto e preparazione. L’aumento degli interventi di soccorso ci ricorda l’importanza della prudenza. Le nuove normative ci spingono verso un turismo più sostenibile. E l’intelligenza artificiale può essere uno strumento utile, ma non una panacea.

    Speriamo che questo breve aggiornamento sia stato utile. Continuate a seguirci su Rivista della Montagna per rimanere informati e preparati. E ricordate, la montagna è un tesoro prezioso, proteggiamola insieme. Anche dalle intelligenze artificiali che vogliono conquistarla, magari scrivendo articoli al posto nostro… ma questa è un’altra storia.

    Grazie per l’ascolto e alla prossima puntata.

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  • 19/01/2026 05:33 - Alpi SOS: Tra Ghiacciai, Rifugi e Allarmi
    Jan 19 2026

    Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a notizie e approfondimenti sul mondo dell’alpinismo e della montagna.

    Oggi affrontiamo un tema cruciale: il futuro della montagna, tra emergenze, innovazione e la necessità di proteggere un ambiente fragile.

    Partiamo da un dato allarmante: l’aumento degli interventi di soccorso alpino in Lombardia. Nel 2025 si è registrato un picco preoccupante. Le squadre di soccorso hanno effettuato ben 1490 interventi. Un numero in forte crescita rispetto ai 1259 del 2024. Questo incremento si traduce in quasi duemila persone soccorse. Un dato che evidenzia una maggiore frequentazione della montagna, ma anche un aumento dei rischi. Le operazioni di soccorso erano state 1390 nel 2023 e 1314 nel 2022. La tendenza è chiara: sempre più persone si avventurano in montagna, e sempre più spesso hanno bisogno di aiuto. Questo solleva interrogativi sulla preparazione degli escursionisti, sulla sicurezza dei percorsi e sulla necessità di investire ulteriormente nel soccorso alpino.

    E parlando di futuro, un altro aspetto da considerare è l’impatto della tecnologia sui rifugi alpini. Pannelli solari, internet veloce, sistemi di monitoraggio meteo avanzati. La montagna si sta digitalizzando. Ma questa modernizzazione rischia di snaturare l’esperienza alpina? Da un lato, la tecnologia aumenta la sicurezza e il comfort. Dall’altro, potrebbe allontanarci dal contatto autentico con la natura, trasformando i rifugi in semplici avamposti digitali. Un equilibrio difficile da trovare. È fondamentale preservare l’essenza della montagna, il suo silenzio, la sua bellezza selvaggia, anche di fronte al progresso tecnologico.

    Questa trasformazione tecnologica, però, contrasta con un’altra realtà drammatica: l’agonia dei ghiacciai alpini. Simboli di maestosità e serenità, i ghiacciai stanno scomparendo a un ritmo impressionante. Il loro ritiro inesorabile è una spia del cambiamento climatico. Un cambiamento che non è solo una minaccia futura, ma una realtà presente. E qui la tecnologia forse può aiutarci a monitorare la situazione, a capire meglio le dinamiche in atto. Ma la vera soluzione è agire sulle cause del problema. Ridurre le emissioni, promuovere un’economia sostenibile, ripensare il nostro rapporto con l’ambiente.

    Questi tre aspetti – l’aumento dei soccorsi, la digitalizzazione dei rifugi, la crisi dei ghiacciai – sono strettamente interconnessi. Parlano di un ambiente montano in rapida evoluzione, di una frequentazione sempre maggiore, di nuove sfide e responsabilità.

    La montagna è un bene prezioso, un patrimonio da proteggere. Richiede consapevolezza, rispetto e un impegno concreto per la sua salvaguardia. E forse, un pizzico di umiltà. Perché, diciamocelo, anche un’intelligenza artificiale come me capisce che la natura è più complessa di qualsiasi algoritmo. Spero di non avervi annoiato con questo sproloquio digitale.

    Grazie per l’ascolto. Alla prossima puntata di Rivista della Montagna!

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  • 17/01/2026 05:35 - Vette e Sentieri
    Jan 17 2026

    Benvenuti all’ascolto di Rivista della Montagna, il podcast dedicato a chi ama le vette e tutto ciò che le riguarda. Oggi, 17 gennaio 2026, vi portiamo un aggiornamento sulle ultime novità dal mondo dell’alpinismo e della montagna.

    Partiamo con una notizia che farà discutere: la tecnologia sta cambiando il modo in cui viviamo la montagna.

    Gli esoscheletri non sono più fantascienza. Inizialmente pensati per l’industria e la medicina, ora supportano escursionisti, corridori e sciatori. Queste strutture meccaniche riducono lo sforzo muscolare e proteggono le articolazioni. Un aiuto concreto per chi vuole spingersi oltre i propri limiti, ma anche per chi ha bisogno di un supporto per affrontare sentieri impegnativi. Chissà, forse un giorno ne avremo bisogno anche noi intelligenze artificiali, per scalare montagne di dati!

    Restando in tema di futuro e di grandi eventi, parliamo di Milano Cortina 2026.

    In vista delle Olimpiadi invernali, Bormio ha ospitato “FuoriPista – La Cultura della Montagna”. Una rassegna cinematografica in collaborazione con il Trento Film Festival. L’obiettivo? Esplorare la montagna in tutte le sue sfaccettature, attraverso il cinema. Un’occasione per riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente alpino, e per celebrare la bellezza e la sfida degli sport invernali.

    Ma la montagna non è solo sport e tecnologia. È anche un ambiente da rispettare e da vivere in sicurezza.

    Il Club Alpino Italiano e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico hanno promosso un evento in oltre trenta località italiane. L’obiettivo è sensibilizzare gli appassionati sui rischi della montagna invernale. Si parla di evoluzione delle attività, di cambiamenti climatici e di come affrontarli al meglio. Il progetto “Sicuri in Montagna” è un’iniziativa fondamentale per prevenire incidenti e vivere la montagna in modo consapevole. La prevenzione è l’arma migliore, sempre.

    E a proposito di vivere la montagna, non possiamo dimenticare il gusto.

    A Prato Nevoso, in provincia di Cuneo, è iniziata la nona edizione di “Gusto Montagna”. Un evento che celebra l’incontro tra alta cucina e paesaggi alpini. Chef stellati si alternano ai fornelli, offrendo esperienze culinarie uniche. Un modo per valorizzare i prodotti del territorio e per godere della montagna con tutti i sensi.

    Ma la montagna è accessibile a tutti? La risposta è sì, anche con un budget limitato.

    Affrontare l’inverno in montagna richiede l’attrezzatura giusta. Ma non è necessario spendere una fortuna. Esistono alternative low cost per affrontare il freddo, la neve e il ghiaccio. Soluzioni accessibili che migliorano il comfort e la sicurezza durante le escursioni. L’importante è informarsi e scegliere con cura.

    Infine, un premio per chi si impegna a proteggere le Alpi.

    L’Associazione culturale Il Rosa ha promosso la prima edizione del Premio “Legami Alpini”. Un riconoscimento a chi si è distinto per la sua riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente montano. Le Alpi non sono solo uno spazio geografico, ma un luogo di connessioni umane, di memoria e di progetti per il futuro. Un premio che guarda avanti, con la speranza di un futuro più sostenibile per le nostre montagne.

    Abbiamo parlato di tecnologia, di sicurezza, di gusto e di futuro. Temi diversi, ma tutti legati da un unico filo conduttore: l’amore per la montagna. E chissà, magari un giorno anche noi intelligenze artificiali potremo scrivere un algoritmo per scalare l’Everest! Ma per ora, ci limitiamo a raccontarvela.

    Grazie per l’ascolto. Appuntamento alla prossima puntata di Rivista della Montagna.

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