Episodi

  • Parola di Pietro - Chi si compra la Groenlandia?
    Jan 15 2026

    La parola della settimana è Groenlandia. Donald Trump rilancia una provocazione che sembra assurda solo a chi dimentica la storia: comprare territori non è una novità per gli Stati Uniti, dalla Louisiana all’Alaska. Ma dietro l’uscita spiazzante si muove una partita molto più grande, che riguarda l’Artico, le rotte commerciali, le materie prime e l’equilibrio tra le potenze globali.


    Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, la Groenlandia diventa il pretesto per mettere a nudo le contraddizioni dell’Unione Europea, l’ipocrisia di una sinistra pacifista a corrente alternata e la fragilità del diritto internazionale quando entra in collisione con la geopolitica reale. Dalla Danimarca alla NATO, dalla Cina alla Russia, fino al Venezuela e al controllo del petrolio, il racconto mostra come le grandi decisioni non passino mai dai buoni sentimenti ma dagli interessi strategici. E alla fine resta una domanda semplice, scomoda e molto politica: se a decidere fossero davvero i groenlandesi, chi direbbero di voler “vendere” il proprio futuro?

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    17 min
  • Parola di Pietro - L'oroscopo della Repubblica
    Jan 7 2026
    Per inaugurare il 2026 Pietro Senaldi sceglie la lente più antica e più italiana di tutte: l’oroscopo, trasformato in una mappa del potere. Segno dopo segno, dall’Unione Europea “baby pensionata” a Trump e Xi Jinping gemelli rivali del mondo, passando per Merkel, Draghi, Putin, Macron e i leader della politica italiana, il racconto diventa un bilancio spietato dell’eredità lasciata dal passato e delle incognite che attendono il futuro. Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, l’ironia serve a dire cose serie: un’Europa senza identità, una sinistra che divora i propri leader, un Occidente diviso, una guerra che continua a pesare sulle scelte politiche e un’Italia che, tra Meloni e Salvini, resta al centro di polemiche permanenti più che di analisi reali. Canzoni, segni zodiacali e personaggi pubblici diventano il pretesto per leggere il 2026 come un anno pre-elettorale, fragile e decisivo, in cui più che alle stelle conviene guardare ai fatti.

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    17 min
  • Parola di Pietro - Si Salvini chi può
    Jan 7 2026

    La parola della settimana è giudici. Ma il centro del racconto è Matteo Salvini e il processo che per sei anni lo ha accompagnato come un’ombra politica e giudiziaria. Dalla nave Diciotti al caso Open Arms, Senaldi ricostruisce una vicenda che nasce e si sviluppa non sul terreno del diritto, ma su quello degli equilibri politici: un procedimento che esiste solo perché è cambiata una maggioranza e che non sarebbe mai partito se i rapporti di forza in Parlamento fossero rimasti gli stessi.

    Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, l’assoluzione definitiva, “il fatto non sussiste”, non chiude davvero la storia. Perché nessuno restituisce a Salvini gli anni persi, il danno politico, l’impossibilità di tornare al Viminale, né risponde di un processo portato avanti nonostante segnali evidenti di fragilità giuridica. Senaldi riflette sul corto circuito tra giudici e pubblici ministeri, sul ricorso automatico come riflesso corporativo e su un’informazione che amplifica le accuse ma minimizza le assoluzioni. Una vicenda che va oltre Salvini e riguarda la credibilità stessa della giustizia e del racconto pubblico.

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    9 min
  • Parola di Pietro - Natale, istruzioni per l'uso
    Jan 7 2026
    La parola della settimana è Natale. E come ogni anno, più che una festa diventa un processo: al consumismo, ai regali, allo champagne, a chi spende “troppo” mentre altri hanno poco. Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, Pietro Senaldi smonta l’ipocrisia di un dibattito che si ripete identico ogni dicembre: i media che fanno audience mettendo sotto accusa il Natale degli italiani benestanti, ma ignorano sistematicamente il Natale dei poveri, delle parrocchie, delle mense e della carità silenziosa. Perché la povertà fa morale, ma non fa ascolti. Senaldi riporta il Natale al suo significato originario: una festa religiosa, cattolica, fondata su famiglia, identità e sacro. Non è il regalo costoso a tradirne lo spirito, ma il politicamente corretto che lo svuota, lo rinomina, lo nasconde. E riflette sul corto circuito moderno tra ricchezza e colpa, tra Vangelo e ideologia, tra crescita economica e demonizzazione del denaro. Perché senza produzione, senza consumi e senza un Paese che cresce, non c’è redistribuzione possibile. Né a Natale, né durante il resto dell’anno.

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    12 min
  • Parola di Pietro - Garofani e complotti, forza lupi so’ finiti i tempi cupi
    Nov 23 2025
    “Garofani” è la parola della settimana: non il fiore, ma il cognome del consigliere del Quirinale finito nel ciclone per le frasi pronunciate durante una cena romana. Tre legislature nel PD alle spalle, un ruolo istituzionale presente e un commento privato che diventa caso nazionale: serve un’alleanza di tutta l’opposizione e forse uno scossone per fermare la Meloni. Da qui si apre il paradosso italiano: la caccia al complotto, le richieste di smentite, le interpretazioni fantasiose – fino al presunto “agente russo” in terrazza pronto a registrare. Nel mezzo, chi difende il “diritto alla privacy” di un discorso fatto davanti a sedici persone e chi accusa il centrodestra di vedere fantasmi. Nel nuovo episodio de La parola di Pietro, Senaldi analizza il cortocircuito politico-mediatico della settimana: la sinistra che difende le frasi rubate quando riguardano gli altri, ma invoca il silenzio quando riguardano i propri; il Quirinale costretto a ricomporre; le narrazioni che oscillano tra gaffe, strategia e fantapolitica. Un episodio che fotografa l’Italia per quello che è: un Paese in cui un garofano scatena un putiferio, e dove ogni parola diventa subito un caso nazionale.

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    15 min
  • Parola di Pietro - La sinistra vuole i soldi che non sa fare
    Nov 16 2025
    La parola di Pietro è soldi. Una parola semplice, ma che per certa sinistra resta un tabù. Pietro Senaldi parte dalla manovra economica e smonta l’eterna illusione del cattocomunismo italiano: chiedere più welfare senza capire che i soldi, prima di redistribuirli, vanno creati. Tra Landini che definisce “ricco” chi guadagna 2.000 euro e un’opposizione pronta a tassare chi ancora lavora, Senaldi fotografa un Paese che punisce chi produce e premia chi pretende. Nel nuovo episodio del podcast di Libero Quotidiano, La parola di Pietro è un invito a rimettere i piedi per terra: perché la ricchezza non nasce da una piazza, ma dal lavoro e dal coraggio di chi non ha paura di farla.

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    16 min
  • Parola di Pietro - Stalin e Allah si mangeranno New York
    Nov 10 2025
    La parola di Pietro è “New York”. Una città simbolo dell’Occidente che cambia volto, dove da Sinatra a Mandami, il nuovo sindaco musulmano e socialista, il sogno americano sembra aver cambiato colonna sonora. Pietro Senaldi racconta come la metropoli che voleva “essere in cima al mondo” oggi si scopre laboratorio di un nuovo progressismo radicale: trasporti gratis, salari minimi da sogno e un realismo economico tutto da verificare. Tra Trump che attende il fallimento e una sinistra che applaude a distanza, New York diventa il teatro perfetto per capire dove può portare l’ideologia quando sostituisce la realtà. E come sempre, il confronto con l’Italia non manca: Greta Thunberg che sciopera contro la manovra, l’Albanese che si ricicla dopo il caos su Gaza, Ranucci che usa la Rai come scudo personale.

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    16 min
  • Parola di Pietro - Indietro miei Prodi
    Nov 4 2025
    La parola di Pietro è “Prodi”. Un nome che in Italia evoca coraggio e moderazione, ma anche compromessi, nostalgie e una sinistra che non sa più chi è. Pietro Senaldi parte dall’intervento di Romano Prodi, che bacchetta la segreteria Schlein e il suo PD sempre più a immagine dei Cinque Stelle, per raccontare la parabola di una sinistra divisa tra due anime: quella ex comunista e quella ex democristiana. Due mondi che hanno condiviso il potere, ma mai la visione. Tra ironia e memoria, Senaldi ricorda il “professore” che fu due volte tradito dai suoi, e analizza un partito che oggi non ha più né i Prodi né i prodi. Nel frattempo, da Fiano bloccato a Ca’ Foscari alla nuova “gaffe” di Ranucci, fino alle piazze di Landini, il copione resta sempre lo stesso: parole grandi, coraggio poco. Nel nuovo episodio del podcast di Libero Quotidiano, La parola di Pietro è un viaggio dentro la sinistra italiana — quella che predica cambiamento, ma continua a inciampare nella sua stessa storia.

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    14 min