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Olympic Days

Olympic Days

Di: Luca Pelosi
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A proposito di questo titolo

I giorni delle Olimpiadi. Quelli che ricordiamo, quelli che abbiamo dimenticato, quelli che mancano a Milano-Cortina 2026. Storie che s'intrecciano come cerchi olimpici, da Atene 1896 o forse anche da prima. E forse per sempre.©Luca Pelosi Mondiale Scienze sociali
  • Verso Milano-Cortina: Storia delle Olimpiadi invernali - 20) Torino 2006, Rocca, Fusar Poli e Margaglio, Fabris
    Jan 21 2026
    Per la terza volta dopo Cortina 1956 e Roma 1960 i cinque cerchi tornano in Italia. Tutti aspettiamo Giorgio Rocca e la coppia Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, invece festeggiamo Giorgio Di Centa ed Enrico Fabris. Ancora oro Armin Zoeggler, Gerda Weissensteiner dopo lo slittino è medaglia anche nel bob.
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  • Verso Milano-Cortina: Storia delle Olimpiadi invernali - 19) Salt Lake City 2002, Daniela Ceccarelli, Steven Bradbury, Stefania Belmondo
    Jan 19 2026
    Scandalo nell'assegnazione della sede, ma non si può più tornare indietro. Scandalo nel pattinaggio artistico e scandalo doping. A Salt Lake City non ci si fa mancare nulla, ma ci si esalta con le imprese incredibili di Daniela Cecceralli e Steven Bradbury, entrambi all'unico acuto della carriera, e ci si mette in piedi per applaudire il gran finale di Stefania Belmondo.
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    11 min
  • Verso Milano-Cortina: Storia delle Olimpiadi invernali - 18) Nagano 1998, il gran finale di Deborah Compagnoni, Hermann Maier e Bjørn Dæhlie
    Jan 16 2026
    Deborah Compagnoni chiude con un oro, il terzo in tre edizioni diverse dei Giochi, e un argento. Gran finale anche per Manuela Di Centa, che è bronzo in staffetta grazie all'aiuto della rivale Stefania Belmondo. Sempre nel fondo, Bjørn Dæhlie si consacra re assoluto dei Giochi invernali arrivando a dodici medaglie totali, otto ori e quattro argenti. Hermann Maier nella discesa esce miracolosamente illeso da un volo pauroso nella parte alta del tracciato che tutti gli appassionati ricordano e poi nei giorni successivi trionfa sia in superG che in gigante meritandosi il soprannome di Herminator.
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