Non al denaro non all'amore né al cielo, il podcast copertina

Non al denaro non all'amore né al cielo, il podcast

Non al denaro non all'amore né al cielo, il podcast

Di: FaberDeAndre.Com
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A proposito di questo titolo

Podcast, suddiviso per episodi, dedicato al quinto album in Studio di Fabrizio De André: "Non al denaro, non all'amore né al cielo". Liberamente tratto da "L'Antologia di Spoon River" di Edgar Lee Masters. Il podcast è curato da Lucia Lamboglia (https://instagram.com/lucia.lamboglia) e la voce narrante è di Stefano De Castelli (https://www.facebook.com/stefano.decastelli). Editing e grafica a cura di FaberDeAndre: https://faber.deand.re/podcastFaberDeAndre.Com Musica
  • Non al denaro non all'amore né al cielo, Il suonatore Jones
    Sep 28 2021

    Il suonatore Jones rappresenta l'epilogo della versione tratta da “L'antologia di Spoon River” di De André: il senso ricercato lungo tutto l'album. Jones è l'unico a mantenere nome proprio ed è soprattutto è l'unico che, semplicemente, esiste e lo fa in un modo e in un mondo in cui la "sua" normalità sembra essere l'unica arma capace di distruggere la precarietà di una vita apparentemente perfetta.

    Jones è una persona che ha ricevuto in eredità dei terreni, che è impossibilitato a coltivare, dal momento che la terra si trova già radicata nel suo cuore. Che senso avrebbe coltivarla? Per lui ogni cosa è la radice della sua ispirazione. Jones è la persona che vive la libertà dando la sua musica per sé e per gli altri.

    Nella poesia parliamo di un violinista ma, per una questione di metrica, per De André lo strumento di Jones sarà il suo flauto, unico elemento concreto, richiamo ad una vita più "terrena".

    Lo stesso Fabrizio disse del suonatore: “Scrissi Il suonatore Jones una mattina molto presto, di getto: è comprensibile, nacque da un testo toccante che parla di un tale che vive dando la sua musica agli altri. Anch'io sognavo di passare la mia vita dando musica agli altri così mi rispecchiai in quei versi”.

    Parole che in realtà stridono con varie interviste rilasciate a seguito dell'uscita dell'album in cui negò di essersi immedesimato nel personaggio: Jones non suonava per mestiere, diversamente da Faber.

    E la relativa risposta di De André: "Non c'è dubbio che per me questa è stata la poesia più difficile. Calarsi nella realtà degli altri personaggi pieni di difetti e di complessi è stato relativamente facile, ma calarsi in questo personaggio così sereno da suonare per puro divertimento, senza farsi pagare, per me che sono un professionista della musica è stato tutt'altro che facile. Capisci? Per Jones la musica non è un mestiere, è un'alternativa: ridurla a un mestiere sarebbe come seppellire la libertà. E in questo momento non so dirti se non finirò prima o poi per seguire il suo esempio".

    Gli ultimi versi della canzone sono fedeli alla poesia. Qui sembra addirittura possibile sentire il rumore di quel flauto spezzato che termina di esistere perché terminata è ormai l'esistenza del suonatore nonostante lui, “con la vita, avrebbe ancora giocato”. Jones è l'unico che conclude la propria esistenza e si abbandona alla fine senza rimpianti ma accompagnato soltanto da“un ridere rauco e ricordi, tanti” .

    Non suona più, non è più in vita eppure sembra sentirlo "cianciare ancora delle porcate", chiaro riferimento ad una vita sregolata, allegra, priva di preoccupazioni, libera; la vita di chi offrì la “faccia al vento, la gola al vino e mai un pensiero non al denaro, non all'amore nè al cielo”. Non suona più, non è più in vita eppure sembra sentirlo "cianciare ancora delle porcate", chiaro riferimento ad una vita sregolata, allegra, priva di preoccupazioni, libera; la vita di chi offrì la “faccia al vento, la gola al vino e mai un pensiero non al denaro, non all'amore nè al cielo”.

    Per maggiori informazioni sull'album: ⁠⁠https://deand.re/to/#U-BftA8⁠⁠

    Informazioni su Lucia Lamboglia: ⁠⁠https://instagram.com/lucia.lamboglia⁠⁠

    Informazioni su Stefano De Castelli: ⁠⁠https://www.facebook.com/stefano.decastelli⁠⁠

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    Bibliografia: ⁠⁠https://deand.re/to/#dPGBHSF⁠⁠

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    6 min
  • Non al denaro non all'amore né al cielo, Un ottico (Dippold, the Optician)
    Aug 27 2021

    Ne “L'antologia di Spoon River” è la storia di Dippold, in “Non al denaro non all'amore né al cielo” di De Andrè, Un ottico è chi va in cerca di "clienti speciali che non sanno che farne di occhi normali".

    Sono tanti gli spunti di riflessione che ci offre questo brano.

    Innanzitutto va detto che questo è l'unico degli otto personaggi a parlare al presente e non al passato e che, soprattutto, non fa mai riferimento alla morte.

    Un personaggio che non muore è un personaggio facilmente riconducibile alla nostra quotidianità, esponente al di fuori di una parentesi che contiene ogni sfumatura di attualità.

    Riusciamo facilmente a immaginare che le reazioni dei "mendicanti di vista" all'osservazione attraverso diversi tipi di lenti, siano le più disparate. In particolare, nella seconda parte della canzone, ci imbattiamo nel mondo visto e raccontato da quattro clienti, ognuno dei quali ammira panorami nuovi.

    Ci troviamo dunque di fronte ad un radicale cambio di prospettiva, che può nascondere illusioni oppure riuscire finalmente a cogliere la meraviglia delle cose. Che sia forse la verità nascosta dietro all'apparenza?

    Sono gli ultimi versi quelli che intrecciano nuovamente poesia e canzone, nella creazione di un altro nuovo tipo di occhiali, capaci di trasformare il mondo in un giocattolo.

    Il giocattolo va forse inteso come la creazione di un mondo "a portata di bambino", ricco di emozioni autentiche e speciali.

    Dal punto di vista musicale, questo è l'unico brano dell'intera discografia di De Andrè, ad avere accenni psichedelici, prog – rock. In realtà più che accenni essendo gran parte della canzone un'immersione totale in queste sonorità.

    Questa scelta fa pensare ad un'alternanza tra suoni e stupefacenti; c'è chi intravede, infatti, nella figura dell'ottico, quella di colui che oggi chiameremmo, per usare un inglesismo, pusher.

    Tesi che potrebbe trovare conferma nel verso in cui il protagonista viene descritto "spacciatore di lenti".

    Nicola Piovani, in riferimento alla conclusione musicale del brano, ricorda in un'intervista con Mollica "Anche in questo caso si lavorò molto dopo la prima registrazione. Prima di andare in sala non potevo spiegare a Fabrizio come sarebbe stata la canzone suonandola al pianoforte [… ] In effetti era una canzone piuttosto sorprendente [… ] Nella prima edizione non c'era ancora quel finale strapaesano. A una canzone immersa in un'atmosfera da sogno psichedelico pensammo di aggiungere un ultimo salto linguistico, inserendo i colori di una cultura contadina, come un ballo nell'aia di un casale di campagna. In fondo, cosa poteva esserci di più psichedelico?"

    Per maggiori informazioni sull'album: ⁠⁠https://deand.re/to/#U-BftA8⁠⁠

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    5 min
  • Non al denaro non all'amore né al cielo, Un chimico (Trainor, the Druggist)
    Jul 29 2021

    E’ il farmacista Trainornell’opera di Masters a diventare il protagonista di questo brano, ricoprendo pero’ il ruolo di chimico.

    Un'altra canzone dedicata alla scienza.

    Ci troviamo di fronte a versi che parlano di miscele di sostanze e sentimenti e, forse, proprio qui si nasconde il vero senso della canzone. Il chimico, ossessionato dalla ricerca e dalla passione per la sua professione, riesce quasi a mantenere il pieno controllo dell’avvenire e, dunque, delle conseguenze. Le stesse teorie, applicate sugli uomini, portano invece a effetti imprevedibili.

    Questo si concretizza maggiormente nei versi di Masters nei quali si parla di Benjamin Pantier e sua moglie, “buoni in se stessi ma cattivi l’un l’altro” e del figlio, descritto come “un fuoco devastatore”. 

    Il chimico del brano di De André, invece, mostra fascino e curiosità nei confronti di ciò che accade nei rapporti umani, pur non comprendendoli. Questo fa maggiormente luce sulla difficoltà del protagonista nell'abbandonarsi all’amore, alla vita e a tutto ciò che non si può anticipatamente prevedere, prigioniero della propria razionalità. 

    Nonostante la sua decisione di non sposarsi né di intraprendere nessun tipo di relazione, nelle ultime strofe, il destino beffardo lo porterà a scontrarsi con una morte che “non era riuscito a programmare.” 

    Proprio come gli idioti che muoion d’amore”, infatti, morirà “in un esperimento sbagliato”.

    La scienza non abbandona nemmeno in questo momento la mente e il corpo del protagonista, sfociando nell’ultimo verso che recita “e qualcuno dirà che c’è un modo migliore.” .

    Formalmente, “Un chimico”, risulta essere molto più lirico rispetto al modello originale ed  è uno dei brani in cui maggiormente si risente della reinterpretazione e dell'adattamento a composizione cantautorale.

    Per maggiori informazioni sull'album: https://deand.re/to/#6AS9UDW

    Informazioni su Lucia Lamboglia: https://instagram.com/lucia.lamboglia

    Informazioni su Stefano De Castelli: https://www.facebook.com/stefano.decastelli

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    Bibliografia:

    Il libro del mondo, le storie dietro le canzoni (https://deand.re/to/#vY4MP4A)

    Belin, sei sicuro? Storia e canzoni di Fabrizio De André (https://deand.re/to/#YVdPFFp)

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    3 min
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