Episodi

  • Vannacci è un problema serio per Giorgia Meloni. Ma perché? | 947
    Jun 15 2026
    In pochi mesi Roberto Vannacci è passato dall'essere una figura controversa a uno dei protagonisti più discussi della politica italiana. Dopo il successo editoriale e il risultato ottenuto alle elezioni europee, il generale ha consolidato la propria presenza nel dibattito pubblico, conquistando consenso soprattutto tra gli elettori che chiedono una destra più identitaria e meno incline ai compromessi. Anche le sue recenti apparizioni televisive hanno confermato la capacità di imporre temi e argomenti all'agenda politica nazionale. Una crescita che non riguarda soltanto la sua popolarità personale, ma che rischia di influenzare gli equilibri dell'intero centrodestra. Vannacci è un problema serio per Giorgia Meloni. Ma perché? Ne parlo con Alfonso Raimo.

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    12 min
  • Gli svizzeri voteranno una proposta per limitare la crescita della popolazione. Ma perché? | 945
    Jun 12 2026
    L’Italia sta affrontando uno degli inverni demografici più profondi del mondo sviluppato: nel 2025 le nascite sono state circa 355.000 contro oltre 650.000 decessi, con un saldo naturale negativo vicino alle 300.000 persone. Meno nascite significano meno lavoratori, meno contribuenti e maggiori difficoltà nel sostenere sanità e pensioni, mentre l’aumento dell’aspettativa di vita rende ancora più delicato l’equilibrio del sistema. Il fenomeno riguarda quasi tutto l’Occidente, dove i tassi di fecondità restano sotto il livello di sostituzione, anche se alcuni Paesi continuano a crescere grazie all’immigrazione. Tra questi c’è la Svizzera, che pur avendo una natalità molto bassa continua ad aumentare la propria popolazione. Eppure, mentre gran parte del mondo teme il declino demografico, gli svizzeri sono chiamati a votare una proposta per limitare la crescita della popolazione. Ma perché? Ne parlo con Elettra Bernacchini.

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    10 min
  • La Corea del Nord cresce in maniera sorprendente. Ma perché? | 944
    Jun 11 2026
    Dalla fine della Seconda guerra mondiale alla divisione della penisola coreana, la Corea del Nord ha seguito un percorso radicalmente diverso da quello del Sud, fondato sull'autarchia, sul culto della leadership e sul controllo statale dell'economia. Tra carestie, isolamento internazionale, tensioni nucleari e tentativi falliti di riavvicinamento con Seul, il Paese è rimasto per decenni uno degli Stati più chiusi e controversi del pianeta. Eppure, secondo un recente articolo del Wall Street Journal, oggi la Corea del Nord starebbe vivendo una trasformazione economica sorprendente. Un'affermazione che può sembrare provocatoria, ma che trova riscontro in alcuni dati e cambiamenti osservabili. Ma perché? Ne parlo con Simone Di Gregorio.

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    14 min
  • Trump e Netanyahu hanno priorità diverse. Ma perché? | 943
    Jun 10 2026
    Donald Trump prende pubblicamente le distanze da Benjamin Netanyahu e ribadisce che la strategia americana in Medio Oriente viene decisa a Washington, non a Gerusalemme. Mentre gli Stati Uniti puntano a preservare i negoziati con l’Iran e a chiudere il conflitto, Israele continua a considerare la pressione militare lo strumento principale per fermare Teheran. Dietro le dichiarazioni dei due leader emergono priorità politiche e strategiche sempre più divergenti. Trump cerca un risultato diplomatico da spendere sul fronte interno, Netanyahu punta invece sulla sicurezza e sulla prosecuzione della guerra. Un rapporto che per anni è apparso granitico mostra oggi crepe sempre più evidenti. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.

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    12 min
  • Gli studenti americani fischiano all'AI. Ma perché? | 942
    Jun 9 2026

    L'intelligenza artificiale viene presentata come una rivoluzione inevitabile, destinata a trasformare il nostro modo di lavorare e vivere. Eppure, negli Stati Uniti e in Europa cresce la resistenza: si protestano i data center, si contestano le aziende che sviluppano l'AI e perfino nei campus universitari chi ne parla viene accolto da fischi. Da una parte i colossi tecnologici la descrivono come il futuro, dall'altra una parte crescente dell'opinione pubblica teme che stia avanzando troppo in fretta e senza adeguati controlli. Un paradosso che sta emergendo proprio mentre l'AI entra sempre più nelle nostre vite. Ma perché? Ne parlo con Marta Ciccolari Micaldi.

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    9 min
  • Hezbollah rifiuta il cessate il fuoco. Ma perché? | 941
    Jun 8 2026
    Donald Trump aveva annunciato un accordo tra Israele e Hezbollah per fermare gli attacchi reciproci, ma la notizia è stata subito smentita da Netanyahu. Nei giorni successivi, nonostante alcuni segnali positivi e le aperture del governo libanese, la tregua non si è concretizzata. Secondo una proposta discussa, il gruppo sciita avrebbe interrotto gli attacchi contro il nord di Israele in cambio della fine delle operazioni israeliane nel sud del Libano. A spegnere le speranze è stato però il suo leader, Naim Qassem, che ha definito inutili i negoziati in corso. Ma perché? Ne parlo con Nadia Boffa.

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    10 min
  • Zelensky adesso dice voler incontrare Putin. Ma perché? | 940
    Jun 6 2026
    Putin, intervenendo al Forum Economico di San Pietroburgo, ha ribadito la disponibilità a trovare un compromesso per porre fine alla guerra in Ucraina, pur confermando che il Donbass resta un punto irrinunciabile per Mosca. Il presidente russo ha inoltre indicato l’ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder come possibile mediatore tra Russia e Occidente. Una proposta che suscita però dubbi sulla sua imparzialità, alla luce dei suoi legami con il gruppo energetico russo Gazprom. Nel frattempo, sul campo, l’Ucraina continua a subire una crescente pressione militare e un’intensificazione degli attacchi russi. In questo scenario, Zelensky ha rilanciato la possibilità di un incontro diretto con Putin. Ma perché? Ne parlo con Maurizio Molinari.

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    7 min