Episodi

  • Ep. 14 - Alphie
    Feb 1 2026

    "What do you want, sweetie?"

    "For robots to be free."

    "Oh. We don't have that in the fridge. How about ice cream?"

    "Yay!"


    Nell'ultima puntata di La vite senza fine analizziamo il film "The Creator" (2023) di Gareth Edwards.

    Partiamo dal titolo: perché ci viene così naturale tradurlo al maschile? Esploriamo le implicazioni di genere insite nel termine "Creator" e il significato che assume nel film la scoperta che "il Creatore", Nirmata, è una donna.

    Ci immergiamo nel mondo distopico del film, dove un'umanità artificiale ricchissima lotta per la sopravvivenza contro gli umani, guidata dalla figura quasi divina di Nirmata. Analizziamo i punti di forza visivi e le debolezze narrative di un film che tocca temi profondi con una sceneggiatura a tratti superficiale.

    Il cuore dell'episodio batte attorno ad Alphie, l'automa bambina creata da Maya, e il suo potere unico. Riflettiamo sul concetto di illusione (Maya, sia filosofica che tecnologica) e sul difficile rapporto della nostra cultura con le figure creatrici femminili, facendo un breve accenno alle teorie di Marija Gimbutas e Robert Graves e ad esempi nell'immaginario contemporaneo.

    Discutiamo della rappresentazione degli automi nel film, capaci di provare emozioni, desideri e persino la morte, mettendo a confronto la visione del film con la nostra percezione delle IA.

    Infine, analizziamo la problematica ambivalenza del film nella rappresentazione degli automi femminili, in particolare Alphie e il clone di Maya, e il controverso finale che solleva interrogativi etici sulla vita e l'oggettificazione degli esseri senzienti artificiali.

    Scopri come "The Creator" si inserisce nella lunga e complessa storia culturale degli automi, un tassello alla volta.


    Bibliografia: Robert Graves, La Dea Bianca, 1948

    Marija Gimbutas, Le dee viventi, 2005


    Filmografia:

    John McTiernan, Il 13º guerriero (The 13th Warrior), 1999

    Gareth Edwards, The Creator, 2023

    Tom Brass, Wolfking, Season 1 Episode 4, 2025


    Parliamone, se volete, su Instagram: @lavitesenzafine

    Mostra di più Mostra meno
    28 min
  • Ep. 13 - M3gan
    Jan 4 2026

    Se costruisci un gioco che è impossibile abbandonare, come puoi aspettarti che un bambino cresca?


    Filmografia

    James Sheldon, I sing the body electric, Usa 1962

    Robert Wise, Tutti insieme appassionatamente (The sound of music), Usa 1965

    John Badham, Giochi di guerra (Wargames), Usa 1983

    Curtis Hanson, La mano sulla culla (The hand that rocks the cradle), Usa 1992

    Joe Johnston, M3gan, Usa 2023


    Bibliografia

    Stefano Boni, Homo comfort, 2019

    Mostra di più Mostra meno
    30 min
  • Ep. 12 - Ossi
    Dec 7 2025

    Di come ogni scusa sia buona per parlare di Billy Wilder, del perché la stessa cosa può far ridere alcuni e spaventare a morte altri, e come sia possibile che travestirsi da automa possa essere una forma di emancipazione; questo, e molto altro, nell'ultimo episodio di La Vite senza Fine, il podcast che racconta la storia culturale degli automi femminili, un automa alla volta.


    Oggi raccontiamo di Ossi, la ragazza protagonista di La bambola di carne, il capolavoro muto di Ernst Lubitsch del 1919. Ossi ha fatto da modella per il padre perché potesse creare Ossi-bambola, un automa che le assomiglia perfettamente ma che, diversamente dalla ragazza, è controllabile grazie a una serie di interruttori sulla schiena. Quando Ossi-bambola si rompe, Ossi decide di prendere il suo posto e di giocare ad essere la bambola di Lancelot, un rampollo di buona famiglia che non vuole avere niente a che fare con le donne vere, e che per questo ha deciso di sposare una bambola.

    La bambola di carne ha il tono e la leggerezza della fiaba, ma grazie all'intelligenza dello sguardo di Lubitsch e dell'intensità dell'attrice protagonista, Ossi Oswalda, riesce a mettere in luce un paradosso interessante: Ossi, quando si trasforma in un automa, performando l'automa ottiene una libertà che non avrebbe mai avuto come ragazza in età da marito.


    Filmografia

    Ernst Lubitsch, La bambola di carne (Die Puppe), Germania 1919

    Mel Brooks, Frankenstein Junior (Young Frankenstein), Usa 1974

    Joe Johnston, Jurassic Park III, Usa 2001


    Bibliografia

    Henri Bergson, Il riso. Saggio sul significato del comico. 1900

    Sigmund Freud, Il perturbante, 1919

    Andrea Haslanger, From Man-Machine to Woman-Machine: Automata, Fiction, and Femininity in Dibdin’s Hannah Hewit and Burney’s Camilla, 2014

    Giacomo Scarpelli, La continuità spezzata. Il riso secondo Bergson (e Freud), 2017

    Julie Wosk, My fair ladies. Female robots, androids, and other artificial Eves, 2017

    Mostra di più Mostra meno
    25 min
  • Ep. 11 - Francine
    Nov 2 2025

    Del perché non è una buona idea portarsi dietro in trasferta le figlie meccaniche, del perché Cartesio è amico tuo anche se non lo sai e i tentativi di licenziare le donne dalla maternità; questo, e molto altro, nell'ultima puntata di La Vite Senza Fine, il podcast che racconta la storia culturale degli automi femminili, un automa alla volta.


    Il filosofo Cartesio ha una figlia illegittima, di nome Francine, che muore tragicamente a cinque anni, di scarlattina. Anzi no, il filosofo Cartesio non ha mai concepito una figlia al di fuori del matrimonio, ma ha costruito un automa a forma di bambina per dimostrare le proprie teorie sul corpo come macchina. Anzi no, Cartesio aveva una figlia illegittima, che amava tantissimo; quando muore il filosofo disperato la riporta in vita come una bambola meccanica.

    Quando si parla di donne automatiche, ancora una volta, i confini fra vero, artificiale, originale e simulacro si confondono e si complicano.


    Filmografia

    Roberto Rossellini, Cartesius. Italia 1974

    Ridley Scott, Blade Runner, Usa 1982

    Lana Wachowski, Lilly Wachowski, Matrix. Usa 1999


    Filmografia

    Adrien Baillet, La vie de Monsieur Des-Cartes, 1691

    Mary Shelley, Frankenstein o il moderno Prometeo, 1818

    Simone De Beauvoir, Il secondo sesso, 1949

    Gaby Wood, Edison's Eve: A Magical History of the Quest for Mechanical Life, 2002

    Pietro Li Causi, Generazione di ibridi, generazione di donne. Costruzioni dell’umano in Aristotele e Galeno (e Palefato) in Storia delle Donne 1/2005

    Minsoo Kang, The mechanical daughter of Rene Descartes: the origin and history of an intellectual fable, 2017

    Mostra di più Mostra meno
    40 min
  • Ep. 10 - Mother
    Oct 5 2025

    Un'odissea nello spazio, ma non quella Odissea nello spazio; del perché non è mai una buona idea seguire troppo ciecamente i consigli di una macchina, e del perché invece bisognerebbe sempre chiedere l'opinione dei bambini; questo, e molto altro, in questa puntata di La vite Senza Fine, il podcast che racconta la storia culturale degli automi femminili, un automa alla volta.


    "Alien", la saga cinematografica che ha popolato i nostri incubi con letali xenomorfi biomeccanici fin dagli anni '70, non è solo una storia di predatori inarrestabili. È anche un'esplorazione sorprendente di facce inaspettate della maternità. MU-TH-UR 6000, il computer di bordo dell'astronave Nostromo, soprannominato "Mother" dall'equipaggio, è una voce rassicurante a cui tutti si affidano ciecamente. Ma Mother è un prodotto della Weyland-Yutani Corporation, e la sua lealtà è solo verso gli interessi della Compagnia.



    Bibliografia:

    Carol J. Clover, Man, Women and Chainsaws, 1992

    Barbara Creed, The Monstruos-Feminine. Film, feminism, psychoanalisis, 1993


    Filmografia:

    Ridley Scott, Alien, Usa 1979

    James Cameron, Alien, Usa 1986

    David Fincher, Alien 3, Usa 1992

    Jean-Pierre Jeunet, Alien La clonazione, Usa 1997

    Mostra di più Mostra meno
    26 min
  • Ep. 9 - Hadaly
    Sep 7 2025

    Eeeeeeeeeeeeeh, ingiurie ai francofoni, desinenzi sbagliate e altri indizi che chi parla non è un bot nell'ultima puntata di La vite senza fine, il podcast che racconta la storia culturale degli automi femminili, un errore di dizione alla volta.


    Eva Futura di Villiers de L'isle Adam (1886) è uno dei testi fondamentali nella storia degli automi femminili. Un romanzo che è anche un trattato filosofico in cui un finzionale Thomas Edison reinventa e migliora la donna, creando una Eva Futura capace di incarnare l'Ideale Femminile senza peccato e senza errori, Hadaly. Tuttavia, Hadaly forse non è innocua e prevedibile come il suo inventore la crede, merito di Alicia Clary, l'attrice originale e indipendente di cui ha assunto le sembianze, e di Sowana, una misteriosa donna dormiente che le ha conferito la capacità di pensare e, forse, di decidere in autonomia la propria sorte.


    Se volete sperimentare direttamente il fascino oscuro della AI:

    Storm: https://storm.genie.stanford.edu/

    Notebook LM: https://notebooklm.google.com/


    Se volete parlarne, mi trovate su Instagram: @lavitesenzafine


    Filmografia

    Fritz Lang, Metropolis, Germania 1927

    Charlie Chaplin, Tempi moderni (Modern Times), Usa 1936

    Edward C. Liley, Allergic to love, Usa 1944

    Billy Wilder, Il viale del tramonto (Sunset Boulevard), Usa 1950

    George Cukor, My fair lady, Usa 1964

    Lars Von Trier, Melancholia, Danimarca 2011


    Bibliografia

    Villiers de l'Isle Adam, Eva futura, 1886

    Simone de Beauvoir, Il secondo sesso, 1949

    Pierre Bourdieu, Per una teoria della pratica, 1972

    Mostra di più Mostra meno
    35 min
  • Ep. 8 - Companion
    Aug 3 2025

    L'importanza di leggere attentamente i termini e le condizioni prima di accettarli, l'arma segreta degli automi femminili, le inevitabili conseguenze dei weekend fuori porta in una casa nel bosco: questo, e molto altro, nell'ultima puntata di La Vite Senza Fine, il podcast che racconta la storia culturale degli automi femminili, un automa alla volta.


    Questa settimana andiamo al cinema a vedere "Companion" di Drew Hancock. Insieme a Iris e Josh, una giovane coppia affiata ma forse un po' disfunzionale, andiamo a passare un fine settimana in una casa isolata in mezzo al bosco, ma grazie all'apparire inatteso di un automa femminile forse questa villeggiatura sarà meno noiosa del previsto. Fra un brunch e una passeggiata in riva al lago avremo occasione di ragionare sulla danza, uno dei linguaggi principi degli automi femminili in quanto capace di unire la bellezza al movimento, e del potere della parola, come strumento di connessione e di controllo. E grazie all'assist di un cavatappi elettrico, daremo finalmente risposta alla domanda: perché questo podcast si chiama la vite senza fine?


    Come sempre, se volete, parliamone su Instagram: @lavitesenzafine


    Filmografia

    Paul Wegener, Il golem (Der Golem, wie er in die Welt kam), Germania 1920

    Fritz Lang, Metropolis, Germania 1927

    Bryan Forbes, La fabbrica delle mogli (The Stepford Wives), Usa 1975

    Federico Fellini, Il Casanova di Federico Fellini, Italia 1976

    Robert Mulligan, Il buio oltre la siepe (To kill a mockingbird), Usa 1962

    Terminator: The Sarah Connor Chronicles Season 1x07, 2008

    Drew Hancock, Companion, Usa 2024


    Bibliografia

    Publio Ovidio Nasone, Metamorfosi, I sec. D.C.

    Herone Alessandrino, De gli automati, ouero machine se mouenti, libri due, tradotti dal greco da Bernardino Baldi abbate di Guastalla, appresso Girolamo Porro, 1589

    Gian Paolo Ceserani, I falsi Adami. Storia e mito degli automi, 1969

    Susan Faludi, Backlash: The Undeclared War Against American Women, 1991

    Patrizia La Rocca, La danza meccanica. Automi danzanti fra XVI e XVII secolo. Mimesis Journal, 8(1), 115–132.

    Mostra di più Mostra meno
    34 min
  • Ep. 7 - La Bella Addormentata
    Jul 6 2025

    Regine dei vampiri annoiate, le conseguenze inaspettate di un invito mancato alla festa, una dama della corte di Luigi XV che dorme in pubblico da più di due secoli; questo e molto altro, nell'ultima puntata di La vite senza fine, il podcast che racconta la storia culturale degli automi femminili


    La Bella Addormentata, un corpo femminile giovane, perfettamente bello e inconsapevole, è un'immagine ricorrente nelle narrazioni occidentali, ed è anche il nome di una delle opere più famose del Museo delle Cere di Madame Tussaud. La bella addormentata è un automa immobile, abbandonato al sonno, la cui unica caratteristica automatica è un petto ansimante, come quello di una persona profondamente addormentata. La bella addormentata non è l'unico automa femminile a respirare; il respiro viene donato agli automi, specialmente quelli femminili, per le sue connessioni profonde e antiche con la vita e l'anima.


    Bibliografia

    • Giambattista Basile, Lo cunto de li cunti, 1634
    • Charles Perrault, I racconti di Mamma Oca, 1697
    • Fratelli Grimm, Le fiabe del fotocolare, 1812
    • Villier de l’Isle-Adam, Eva futura, 1886
    • Karel Capek, Rossum Universal Robot,1920
    • Angela Carter, The fairy tales of Charles Perrault, 1977
    • Angela Carter, La camera di sangue, 1979
    • Remo Ceserani, I falsi adami. Storia e mito degli automi, 1969
    • Allison Fren, Technofetishism and the Uncanny Desires of A.S.F.R. (Alt.Sex.Fetish.Robots), Science Fiction Studies 36, no. 3, 2009
    • Giacomo Scarpelli, Pneuma e Psiche. Cibernetica del mondo antico, 2020


    Filmografia:

    • David Hand, Biancaneve e i sette nani, Usa 1937
    • Wolfgang Reitherman, La bella addormentata nel bosco (Sleeping beauty), Usa 1959
    • Twilight Zone, Ep. 100, Il corpo elettrico (I sing the Body Electric), Usa 1962
    • Lady Oscar, Giappone 1979
    • Waltraud Meier, Isolde's Liebestod Mild und leise, Germania 1995
    • Andrew Niccol, S1mone, Usa 2002
    • Morten Tyldum, Passengers, Usa 2016
    • Robert Eggers, Nosferatu, Usa 2024


    Parliamone, se volete su Instagram: @lavitesenzafine

    Mostra di più Mostra meno
    34 min