Episodi

  • A che serve la morte? Faggin e il mistero centrale dell’uomo
    Jan 23 2026
    La morte come risveglio secondo Federico Faggin
    Otto miliardi di persone su questo pianeta. 150.000 muoiono ogni giorno. Di tutti i miliardi vissuti prima, ricordiamo solo una manciata di nomi. Gli altri svaniti nel nulla.
    Federico Faggin, inventore del microprocessore, propone una visione radicale: tu non sei il tuo corpo. Sei una coscienza quantistica che esisteva prima e esisterà dopo il corpo.
    Il corpo è come un drone pilotato da remoto. Se il drone si spegne, tu resti dove sei. Il drone è morto, ma tu continui a esistere.
    Secondo Faggin, la morte non è una fine ma un risveglio. Durante la vita siamo così concentrati sulle informazioni del corpo che non percepiamo una realtà più vasta. Quando il corpo si spegne, quella realtà diventa accessibile.
    Perché allora abbiamo paura della morte? Anche chi crede nella reincarnazione ne ha paura. Perché ogni morte è vissuta come la prima volta, senza memoria delle esperienze precedenti.
    E perché viviamo così poco? L'universo ha 13,8 miliardi di anni, noi al massimo un secolo. Faggin dice che questa brevità ha uno scopo: permetterci di fare esperienza in condizioni limitate, di crescere attraverso relazioni e scelte.
    La morte diventa così un passaggio verso un'esistenza senza tempo. Cosa significa vivere senza tempo? Non lo sappiamo. Ma sarà un risveglio diverso per ciascuno, basato su come abbiamo costruito le nostre relazioni durante la vita.
    Una riflessione necessaria in un'epoca che ha rimosso il tema della morte. Eppure è l'unica certezza che abbiamo.
    Guarda il video: https://youtu.be/lQyXhxBMTE4

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    20 min
  • Ho visto cose che voi umani… Blade Runner negli anni ‘80 aveva previsto tutto. Anche Faggin!
    Jan 16 2026
    🤖 Blade Runner aveva ragione sulla coscienza artificiale
    "Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi" - quando Roy Batty pronuncia queste parole nel 1982, sta ponendo la domanda filosofica che ancora oggi, 44 anni dopo, cerchiamo disperatamente di rispondere.
    Federico Faggin, inventore del microprocessore Intel 4004, dopo una vita a costruire cervelli di computer ha dedicato gli ultimi vent'anni a studiare la coscienza. La sua conclusione: la coscienza non può emergere dalla computazione, né classica né quantistica.
    Il paradosso è semplice: se Roy Batty fosse solo un computer biologico, quella scena non avrebbe senso. Un computer non vede nulla, riconosce pattern ma non fa esperienza. Non può sentire il peso dei momenti che si perdono.
    La macchina di Turing manipola simboli senza comprenderne il significato. Anche un computer quantistico rimane computazione simbolica, non esperienza vissuta.
    La proposta di Faggin nel modello One: la coscienza è una proprietà fondamentale dell'universo. La vita è un fenomeno quantistico che permette alla coscienza di manifestarsi attraverso organismi biologici.
    Se ha ragione, stiamo costruendo super intelligenze per definizione prive di coscienza. Incapaci di empatia, dolore o comprensione vera del significato delle loro azioni.
    Blade Runner ce lo aveva già mostrato.
    Nuovo episodio: https://youtu.be/El0WR_gQ6vk

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    9 min
  • La profezia di Zhao e dove ci porterà l’AI: Asimov
    Jan 9 2026
    Acciaio, vapore, menti infinite: cosa ci nasconde l'entusiasmo della Silicon Valley?
    Ivan Zhao, CEO di Notion, ha pubblicato un saggio visionario che paragona l'intelligenza artificiale ai materiali che hanno trasformato la storia. In questa puntata analizzo le sue metafore brillanti, dalla bicicletta all'automobile, dall'acciaio ai grattacieli, da Firenze a Tokyo, ma mi fermo dove il suo entusiasmo accelera troppo.
    In questo episodio esploro:
    La tesi di Zhao: l'IA come nuovo materiale miracoloso che trasformerà individui, organizzazioni ed economie
    Il paradosso della supervisione a distanza: come manteniamo competenza se deleghiamo sempre di più?
    La deriva algoritmica: il processo graduale per cui le decisioni umane vengono sostituite per convenienza incrementale
    La lezione dimenticata di Asimov: quando spegnere non è più un'opzione
    La vera domanda non è se costruiremo qualcosa di nuovo, ma se stiamo costruendo una casa o una prigione.
    00:00:00 Introduzione e ringraziamenti
    00:01:14 Ogni epoca ha il suo materiale miracoloso
    00:02:29 I due ostacoli: frammentazione e verificabilità
    00:08:48 La differenza fondamentale: menti pensanti
    00:17:55 Il paradosso della supervisione
    00:29:30 La lezione di Asimov
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    📺 Guarda il video completo: https://youtu.be/cbtlVYR3hbc
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    intelligenza artificiale, futuro del lavoro, Notion

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    34 min
  • Usa la memoria quantica dell’AI e non quella temporale!
    Jan 2 2026
    Può l'intelligenza artificiale pensare come noi? Memoria quantica vs memoria sequenziale nell'era dell'AI
    Ogni volta che apri una nuova chat con ChatGPT o Claude, ricomincia tutto da zero. È come se ogni conversazione fosse una vita separata, senza traccia delle precedenti. Ti sei mai chiesto perché? E ti sei mai domandato se questa amnesia progettuale sia davvero inevitabile?
    Il vero problema non è tecnico. È concettuale. Stiamo modellando l'intelligenza artificiale sulla metafora sbagliata: quella della catena di montaggio cognitiva, dove le informazioni entrano, vengono elaborate in sequenza e producono un output. Ma la mente umana non funziona così.
    Quando senti il profumo di tua madre, non devi scorrere cronologicamente tutti i ricordi fino a quel momento dell'infanzia. Il profumo attiva immediatamente quella traccia mnemonica, indipendentemente dal tempo trascorso. Proust lo aveva capito: la memoria è associativa, non sequenziale. È una rete di connessioni semantiche ed emotive che si attivano per risonanza, non per ordine di arrivo.
    La fisica quantistica ci ha insegnato che le particelle possono essere entangled, connesse istantaneamente indipendentemente dalla distanza. Allo stesso modo, i concetti nella nostra mente esistono in uno stato di entanglement semantico: ne attivi uno e immediatamente si attivano tutti quelli correlati, ovunque si trovino nella tua storia cognitiva.
    E se potessimo progettare un'intelligenza artificiale che funzioni così? Non una biblioteca dove i libri sono catalogati per data di acquisizione, ma organizzati per affinità concettuali. Ogni idea collegata semanticamente a tutte quelle vicine, formando una mappa multidimensionale di significati.
    Questo è esattamente ciò che fa il RAG (Retrieval Augmented Generation). Non è solo un acronimo tecnico: è un cambio di paradigma nel modo in cui l'AI accede alla conoscenza. Invece di ricordare tutto in ordine cronologico, l'AI cerca nella sua memoria usando la similarità semantica.
    Come funziona nella pratica? Quando fai una domanda, il sistema:
    1. Trasforma la tua domanda in un vettore matematico che ne cattura il significato
    2. Cerca nei suoi archivi i concetti più vicini semanticamente
    3. Recupera solo le informazioni rilevanti
    4. Le integra nella risposta
    È come avere una biblioteca infinita dove, invece di dover ricordare dove hai messo ogni libro, ti basta pensare all'argomento e tutti i libri pertinenti ti vengono automaticamente consegnati.
    L'implementazione pratica è più accessibile di quanto pensi. Con strumenti come Notion e Claude, puoi creare un sistema di memoria quantica personale. Non serve essere un programmatore: serve capire il principio e applicarlo.
    Immagina di poter dialogare con l'AI come se avesse accesso a tutta la tua storia cognitiva, non in ordine cronologico, ma per affinità di significato. Ogni nuova conversazione può attingere istantaneamente a tutto quello che hai discusso in passato, ma solo ciò che è realmente pertinente.
    Non stai creando semplicemente un assistente digitale più efficiente. Stai costruendo un pensiero ibrido, una conoscenza distribuita tra te e la macchina. E questo potenzia enormemente il tuo pensiero, perché la macchina ricorda meglio di te, ma in modo completamente diverso da come tu ricordi.
    La domanda finale è: sei pronto a condividere i tuoi processi mentali con un'intelligenza che li ricorderà meglio di te, ma in modo radicalmente diverso? Perché questo è il futuro che stiamo costruendo. Non un'intelligenza più potente, ma menti collettive molto più articolate.
    E no, non devi aver paura. Come dice Federico Faggin, sono solo macchine. Nessuna coscienza, nessuna personalità. Solo strumenti che potenziano moltissimo quello che noi possiamo fare come esseri umani.
    Timestamp:
    00:00:00 Introduzione alla memoria dell'AI
    00:00:34 Il problema della memoria sequenziale
    00:01:25 La limitazione della memoria lineare
    00:02:03 Come dovrebbe pensare l'AI
    00:03:26 La metafora sbagliata della catena di montaggio
    00:05:02 Come funziona la memoria umana
    00:06:13 La memoria associativa di Proust
    00:07:00 L'entanglement quantistico e la mente
    00:07:48 La biblioteca catalogata per affinità
    00:09:13 Il concetto di memoria quantica per l'AI
    00:12:48 RAG: Retrieval Augmented Generation
    00:15:33 Come funziona il RAG con vettori
    00:18:06 Implementazione pratica con Notion
    00:21:00 Creazione del database in Notion

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    23 min
  • Luciano Floridi: il suo paper sulle allucinazioni è sconvolgente! Un confronto con Faggin
    Dec 26 2025
    Le allucinazioni dell'AI sono davvero errori da correggere?
    Quando ChatGPT inventa un libro che non esiste o racconta un evento mai accaduto, la nostra reazione immediata è pensare che abbia sbagliato. Ma cosa succederebbe se scoprissimo che quelle allucinazioni non sono bug da sistemare, ma caratteristiche strutturali inevitabili di come funzionano i modelli linguistici?
    In questa puntata analizziamo un paper straordinario uscito dall'Università di Yale, firmato da Luciano Floridi, uno dei filosofi più influenti nel dibattito sull'intelligenza artificiale. Usando la matematica della teoria delle categorie, Floridi dimostra perché le allucinazioni sono inevitabili e cosa ci rivelano sulla vera natura dell'AI.
    Il cuore del problema sta nel radicamento simbolico: i modelli linguistici operano esclusivamente con contenuti, con ombre della realtà create da esseri umani, mai con il mondo diretto. Anche quando analizzano immagini, processano solo pixel e correlazioni, non l'esperienza di accarezzare un cane o sentirlo abbaiare. Come dice il paper: ereditare non è possedere. L'AI manipola i frutti del radicamento umano senza possedere l'albero.
    Ma c'è una seconda parte ancora più affascinante: questo paper, senza saperlo, conferma matematicamente qualcosa che Federico Faggin sostiene da anni sulla coscienza. Mentre Floridi lascia uno spiraglio teorico alla possibilità che l'AI possa un giorno sviluppare coscienza attraverso la complessità, Faggin lo chiude definitivamente. Nel suo modello CIF (Coscienza, Informazione, Fisico), la coscienza è una proprietà quantistica fondamentale, irriducibile, che non può emergere da computazione classica. Il più non può venire dal meno.
    La distinzione è ontologica: i computer operano su fisica classica e deterministica, la coscienza richiede stati quantistici puri, non clonabili e intrinsecamente privati. Una cellula è fatta di materia quantistica dinamica, un computer di materia classica permanente.
    Questa puntata ti offre una prospettiva completamente nuova su cosa significa davvero intelligenza artificiale e perché la strada verso una coscienza sintetica potrebbe essere matematicamente impossibile, non solo tecnologicamente lontana.
    Ascolta questa puntata se vuoi capire:
    Perché le allucinazioni dell'AI sono inevitabili secondo la matematica
    Cosa significa davvero che l'AI non ha radicamento nel mondo
    Come il paper di Floridi conferma (senza volerlo) le tesi di Faggin
    Perché la coscienza potrebbe essere irriducibile alla computazione
    Buon ascolto e buona riflessione. Se questa puntata ti ha fatto pensare, condividila con chi sta cercando di capire davvero cosa sono le intelligenze artificiali al di là dell'hype.
    00:00:00 Introduzione: le allucinazioni di ChatGPT
    00:00:30 Sigla del podcast
    00:00:42 Perché le allucinazioni nascondono qualcosa di più profondo
    00:01:00 Il paper di Luciano Floridi da Yale
    00:01:42 Ascoltiamo cosa dice Notebook LM
    00:02:35 Il concetto di allucinazione nell'AI
    00:04:10 La teoria delle categorie applicata all'AI
    00:08:15 Il problema del radicamento simbolico
    00:12:30 Contenuto vs mondo: la distinzione fondamentale
    00:17:29 I modelli multimodali e il limite dell'esperienza
    00:19:00 Ereditare non è possedere
    00:27:05 Il confronto con Federico Faggin
    00:28:00 La coscienza come proprietà quantistica
    00:31:00 Riflessioni finali sul paper

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    38 min
  • Faggin e la religione: siccome non ne parla, ecco che ne parla!
    Dec 19 2025
    Perché Faggin non nomina mai Dio?
    Federico Faggin - inventore del microprocessore - ha dedicato oltre mille pagine a dimostrare che la coscienza è irriducibile alla materia e che l'universo è fatto d'amore. Eppure evita accuratamente la parola Dio.
    Questo silenzio strategico rivela il problema culturale del nostro tempo: la separazione artificiale tra ragione e fede.
    Tre insight dal nuovo episodio:
    La coscienza come comprensione semantica è incompatibile con sistemi puramente algoritmici. Un computer processa simboli ma non comprende significati.
    Il libero arbitrio non può esistere in un universo solo materiale. La nostra esperienza di libertà suggerisce qualcosa oltre il determinismo fisico.
    La convergenza di probabilità: fisica quantistica, neuroscienza ed esperienza personale convergono verso l'idea che la realtà trascende la materia.
    Faggin scrive: "Se tutto venisse dal caso, la casualità sarebbe un altro nome per Dio."
    Il materialismo è una fede quanto qualsiasi religione - adora un Dio cieco chiamato caso.
    La fede non è un salto nel buio ma un assenso ragionevole basato sulla convergenza di indizi.
    Guarda l'episodio completo: https://youtu.be/TlPhTb72MYc

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    11 min
  • Federico Faggin è il nuovo Galileo?
    Dec 12 2025
    È davvero possibile che Federico Faggin stia compiendo una rivoluzione scientifica paragonabile a quella di Galileo? In questo episodio affronto una questione provocatoria che sta dividendo il mondo della fisica e della filosofia.
    Il lavoro di Faggin non è semplice fisica tradizionale: è un intreccio complesso di fisica quantistica, filosofia della mente, metafisica e spiritualità. Proprio come Galileo con il cannocchiale, Faggin propone una visione del mondo totalmente diversa, mettendo in luce le crepe del paradigma scientista contemporaneo.
    La fisica quantistica ha scoperto fenomeni straordinari - entanglement, non-località, il ruolo dell'osservatore - ma non riesce a collegarli a una visione coerente della realtà e della coscienza. È qui che Faggin costruisce il suo ponte: tra ciò che la fisica dice sulla realtà quantistica e ciò che l'esperienza umana ci dice sulla nostra coscienza.
    Non sappiamo ancora se Faggin sarà riconosciuto come il nuovo Galileo - la storia della scienza si scrive sempre col senno di poi. Ma abbiamo bisogno di persone come lui: persone che hanno il coraggio di guardare le anomalie, di mettere in discussione i dogmi pseudoscientifici e di proporre nuovi paradigmi. Perché è così che la scienza avanza: non attraverso l'accumulo paziente di conferme, ma attraverso il coraggio di immaginare qualcosa di completamente diverso.
    Il contributo di Faggin, anche se dovesse "sbagliare", rimane prezioso: ci sta costringendo a confrontarci con le domande più profonde - cos'è la coscienza, come si collega alla realtà fisica, se c'è spazio nella scienza per l'esperienza in prima persona.
    🔗 Link video: https://youtu.be/HXDLsCFnaIk
    #FedericoFaggin #Coscienza #FisicaQuantistica #FilosofiaDellaScienza #Galileo #CambioDiParadigma #Scientismo #Metafisica

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    19 min
  • La coscienza quantistica è fisica o metafisica?
    Dec 5 2025
    La coscienza è un campo quantistico? Il dibattito che divide scienza e filosofia A novembre 2025 la fisica Maria Strom ha pubblicato un paper su Hyper Advances che ha scatenato un dibattito feroce. La sua tesi: la coscienza è un campo fondamentale dell'universo come quello elettromagnetico o di Higgs. Le reazioni: "metafisica spacciata per scienza". Random Physic ha dedicato un video critico. Ma nei commenti spunta un nome: Federico Faggin. Faggin, inventore del microprocessore, da 15 anni sviluppa una teoria sulla coscienza e fisica quantistica molto più rigorosa di quella della Strom. La sua prospettiva ribalta completamente il dibattito. Nel video analizzo il paper, le critiche e uso Faggin come chiave di lettura. Risultato? Tutte e tre le posizioni hanno ragione su qualcosa. Il vero problema è epistemologico: dove finisce la fisica e inizia la metafisica? Un dibattito cruciale che riguarda chi siamo e cosa sia la realtà. Guarda il video per l'analisi completa.

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    58 min