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Focus economia

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Di: Radio 24
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Focus economia è il programma quotidiano dedicato all'approfondimento dei temi dell'attualità dell'economia e della finanza, realizzato con i protagonisti della giornata economico finanziaria e il contributo di giornalisti e analisti de Il Sole 24 ORE. L'obiettivo della trasmissione è di spiegare e analizzare, in termini comprensibili anche "ai non addetti ai lavori", i temi più interessanti della giornata. Appuntamento fisso per i commenti a caldo pochi minuti dopo la chiusura della Borsa.

2008 Radio 24 Il Sole 24 ore
Giornaliero Politica e governo
  • La classifica degli sprechi
    Sep 25 2026

    Itinerari previdenziali: il 30% dei contribuenti paga quasi l’80% dell’Irpef

    È stato presentato ieri al Cnel, nel corso di un convegno promosso in collaborazione con Cida-Confederazione italiana alti dirigenti e professionalità, l’ultimo Osservatorio di Itinerari Previdenziali, che analizza i redditi prodotti nel 2024 e dichiarati nel 2025 e fotografa un’Italia caratterizzata da una forte “asimmetria” fiscale: il 30% dei contribuenti italiani, quelli che hanno redditi da 29mila euro a salire, si fa carico di quasi il 79% dell’Irpef, che vale complessivamente poco più di 216 miliardi considerando anche le addizionali. Il carico è concentrato soprattutto sugli 8 milioni di contribuenti che dichiarano nell'aliquota a partire da 35mila euro all’anno – più o meno 2mila euro netti al mese – e versano da soli il 65% di tutta l’imposta. Su 58,9 milioni di abitanti, nel 2024 hanno presentato la dichiarazione dei redditi 42,8 milioni di persone, ma solo 34,1 milioni hanno versato almeno un euro di Irpef. Circa 8,7 milioni, dunque, dichiarano ma non pagano l’imposta perché hanno redditi nulli o molto bassi, oppure perché deduzioni e detrazioni azzerano il conto. Rispetto ai 58,9 milioni di residenti, altri 16,1 milioni non presentano invece alcuna dichiarazione: dentro questa platea ci sono anche minori, familiari a carico e persone senza obbligo dichiarativo. Sommando i due gruppi si arriva ai 24,8 milioni di italiani che non versano Irpef. Gli italiani con redditi fino a 29mila euro rappresentano il 69,78% del totale dei contribuenti e pagano il 21,33% di tutta l’Irpef. Il rapporto evidenzia infine forti anomalie tra le categorie: un gioielliere dichiara meno di un insegnante, un ristoratore meno di uno sportellista delle poste e gestire un bar rende meno che guidare un autobus. Tra gli autonomi soggetti agli Isa, oltre la metà della platea ha un punteggio inferiore a 8, la soglia per accedere ai benefici fiscali e premiali dell’Agenzia delle Entrate. Questo non significa automaticamente essere evasori o sotto-dichiaranti, ma indica livelli di affidabilità fiscale inferiori a quelli ritenuti ottimali dall’amministrazione finanziaria. Interviene Alberto Brambilla, presidente di Itinerari Previdenziali.

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  • Puntata del 24/09/2026
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  • Fiscal drag, con l’inflazione fino a 13 miliardi di maggiore prelievo su dipendenti e pensionati
    Sep 28 2026

    Il fiscal drag torna a mordere stipendi e pensioni e potrebbe valere fino a quasi 13 miliardi di euro nei prossimi due anni. È quanto emerge dalle nuove simulazioni degli economisti Marco Leonardi e Leonzio Rizzo, aggiornate alle previsioni di giugno della Banca d’Italia. Nello scenario centrale, con un’inflazione prevista al 3,1% nel 2026 e al 2% nel 2027, per un aumento cumulato dei prezzi del 5,2%, il drenaggio fiscale arriverebbe a 8,1 miliardi di euro: circa 6 miliardi a carico dei lavoratori dipendenti e 2 miliardi dei pensionati. Se l’inflazione cumulata salisse al 6%, nello scenario avverso di Bankitalia, il fiscal drag raggiungerebbe 9,35 miliardi, mentre con un aumento dei prezzi dell’8,2%, nello scenario più severo, toccherebbe 12,74 miliardi: 9 miliardi a carico dei lavoratori e quasi 4 dei pensionati. Ne parliamo con Marco Leonardi, professore di Economia all’Università di Milano.

    USA, importazioni in aumento (+2,8%), ma calano i turisti europei

    Nel 2026 gli europei stanno viaggiando meno negli Stati Uniti rispetto agli anni precedenti (analisi del Corriere sui dati preliminari forniti dalle dogane statunitensi e dall’International Trade Administration). Nei primi otto mesi dell’anno sono arrivati negli USA 6,3 milioni di europei (-936 mila in meno rispetto al 2025). Il calo è dovuto a diversi fattori: politiche di ingresso più rigide, aumento dei prezzi e timori di una recessione globale. Anche gli italiani hanno ridotto i viaggi negli Usa, con un calo del 14,4%, passando dai 694 mila di gennaio-agosto 2025 ai 594 mila di gennaio-ottobre 2026. Al contrario, gli americani continuano a viaggiare in Europa: nei primi sei mesi del 2026 sono stati oltre 10,7 milioni. Questo rappresenta un aumento del 2,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La situazione favorisce quindi il turismo europeo, ma penalizza soprattutto le compagnie aeree europee. Le compagnie americane, invece, sono meno colpite perché gran parte dei loro passeggeri transatlantici parte dagli Stati Uniti. Andiamo dietro la notizia con Alessandro Plateroti, Direttore editoriale UCapital.com

    Assopetroli, se squilibrio si prolunga a rischio operatori indipendenti

    Dopo l’annuncio di Eni, anche Italiana Petroli (Ip) ha deciso di fissare un tetto ai prezzi del carburante commercializzato sul mercato italiano. Lo ha annunciato la compagnia azera Socar - che dallo scorso maggio è proprietaria di Ip - che ha specificato che sta studiando anche le modalità per estendere il meccanismo alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori della filiera che si riforniscono da Ip. Meloni punta a coinvolgere anche Q8 nella strategia per contenere i prezzi dei carburanti, facendo pressione sul Kuwait per ottenere una riduzione dei prezzi senza ulteriori fondi pubblici. Al contempo, il governo ha convocato per l’8 ottobre le principali società petrolifere, con l’obiettivo di verificare come aumentare la produzione nazionale. Palazzo Chigi auspica che anche altri operatori si uniscano all'iniziativa. Interviene Andrea Rossetti, presidente Assopetroli Assoenergia.

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