• Hai smesso di ASCOLTARLA
    Sep 21 2026

    Domenica sera, due ore di autostrada, il rientro da tre giorni via. Lei fa una domanda sulle vacanze dell'anno prossimo e lui risponde in due secondi parlando di soldi. Lei dice una cosa con la voce stanca e lui ci sente un'accusa. Lei comincia una frase e lui la finisce al posto suo. Poi quaranta minuti di silenzio, che lui riempie da solo con la spiegazione che aveva già in magazzino.

    Quelle due ore te le racconto due volte, e la seconda dal sedile del passeggero, dove c'è tutto quello che non è mai arrivato dall'altra parte.

    Succede perché dentro la testa ci portiamo un modello della persona con cui viviamo, costruito anni fa e mai più corretto. Quel modello traduce mentre l'altro parla, e noi rispondiamo alla traduzione invece che alla frase. Io lo chiamo il traduttore automatico, e lo sento lavorare quasi tutti i giorni, in studio e addosso a me.

    Alla fine ti lascio una domanda sola, da fare stasera prima di rispondere. Dieci secondi, e regge anche con un capo, con un cliente, con un figlio.

    Buon ascolto.

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    15 min
  • Aspetti che se ne accorga
    Sep 14 2026

    Ti è mai capitato di prepararti un discorso in macchina, ripassarlo mentre scarichi la spesa, decidere pure il momento giusto per farlo, e poi alle undici e un quarto di sera chiedere soltanto se va tutto bene?

    Lui dice di sì senza alzare gli occhi dal telefono, tu vai a letto, e quella sera entra nell’elenco delle volte in cui ci hai provato.

    In questo episodio faccio una cosa che qui dentro non avevo mai fatto: parto da una scena che deve ancora succedere, tu fra sei mesi in un parcheggio che dici a tua sorella di averci provato in tutti i modi, e da lì torno indietro tappa per tappa, fino alla domenica di tre anni fa in cui tutto è cominciato.

    Ti faccio vedere la telefonata alla suocera che hai preso al posto suo, il caffè fatto da te dopo il litigio, la lavatrice caricata invece di entrare in salotto a dirgli che così non ti va più bene.

    Parlo di quel lavoro che fai sempre tu, sempre nello stesso modo, e del fatto che l’altro non lo vede passare perché ormai lo dà per scontato.

    Io lo chiamo il turno di notte, e parlo del motivo per cui l’hai scelto, che è meno nobile di quanto ti racconti.

    Alla fine rispondo alla domanda che avevo lasciato in sospeso qualche settimana fa, cioè per quanto tempo ha senso remare da soli prima di posare i remi, e la risposta sta tutta in una domanda sola.

    Buon ascolto.

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    15 min
  • Quel santino del tuo EX
    Sep 7 2026

    Ti è mai capitato di litigare per una sciocchezza, restare in cucina con i piatti da fare e ritrovarti a cercare un nome sul telefono? Non scrivi niente, guardi la foto del profilo tre secondi e chiudi tutto. Poi ti dici che con quella persona lì non litigavate mai, e ci credi davvero.

    Quella persona, nella tua testa, ha smesso di sbagliare il giorno preciso in cui te ne sei andato tu. Non ha mai avuto una domenica di novembre in cui non sapevate cosa dirvi, non ha mai discusso con te su chi paga il dentista, e non è mai tornata a casa con l’umore grattugiato per otto mesi di fila.

    Chi hai in casa adesso invece tutte queste prove le sta dando, una dietro l’altra, e ogni tanto ne sbaglia qualcuna.

    In questo episodio parlo di rimpianto, e di quella figurina che ci teniamo nel portafoglio come le nonne tenevano i santini.

    Ti racconto perché il motivo per cui hai lasciato quella persona oggi ti sembra una sciocchezza, che cosa fa la memoria con il dolore quando passano gli anni, e che cosa vedo succedere in stanza quando qualcuno mi porta il partner attuale descritto come un disastro e mezz’ora dopo mi parla dell'ex come di un santo.

    Alla fine c’è una prova sola da fare stasera, e ti costa cinque minuti.

    Buon ascolto.

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    12 min
  • Ti danno sempre RAGIONE
    Aug 31 2026

    Racconti la stessa storia da mesi, in macchina, nel gruppo su whatsapp, ai tuoi genitori. E ogni volta viene fuori un po' più pulita, un po' più tonda, e il pezzo in cui c'eri anche tu si accorcia di due frasi.

    Nessuno sta mentendo.

    Però dopo dieci racconti la storia che porti in giro e la serata che hai vissuto davvero sono diventate due cose diverse.

    In questo episodio ti faccio vedere come si costruisce quella che chiamo la "versione da tavolo", guardiamo le quattro dimensioni del pubblico a cui la racconti sempre, e poi torniamo a quella lista di nomi. Perché te la sei costruita tu.

    Buon ascolto.

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    15 min
  • Quando il mostro smette di servirti
    Aug 24 2026

    Per uscire da una storia le persone hanno bisogno che l'altro sia stato sbagliato.

    È un passaggio normale, lo fanno tutti e due, e serve a darsi il permesso. Il conto arriva dopo, quando quel mostro resta acceso per anni e ti riscrive all'indietro la vita che hai vissuto davvero.

    Buon ascolto

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    13 min
  • Perché non te ne vai
    Aug 17 2026

    Con questo episodio si chiude un ciclo e ne comincia un altro.

    I primi ventitré episodi giravano tutti intorno alla stessa domanda, cioè dove si rompe una relazione?, e da quella domanda è nato il libro che è appena uscito.

    Da oggi la domanda cambia, ed è parecchio più scomoda: adesso che lo vedi, cosa te ne fai?

    Si parte da un esperimento del 1985, fatto al botteghino di un teatro universitario, che spiega perché continuiamo a pagare per cose che abbiamo già pagato.

    Da lì entriamo nelle case, dove lo stesso meccanismo suona così: stiamo insieme da diciannove anni.

    Poi ci sono gli alibi con cui si tiene in piedi tutto quanto.

    Aspettiamo che siano grandi.

    Abbiamo il mutuo.

    A cinquant'anni ricominci da capo?

    Li guardiamo uno per uno, compreso quello dei figli, dove per fortuna qualche dato solido ce l'abbiamo.

    E c'è la parte che mi sta più a cuore, quella in cui una frase che non hai mai pronunciato arriva lo stesso a chi ti dorme accanto, tutti i giorni, finché una sera esce intera in mezzo a una discussione partita per la macchina parcheggiata male.

    Alla fine ti lascio una domanda da farti a mente fredda. Serve a capire se stai scegliendo, oppure se stai solo pagando un conto che avevi già saldato.

    È uscito il mio nuovo libro OLTRE LE PAROLE, nato dai ventitré episodi precedenti. Lo trovi su Amazon in versione cartacea e in e-book.

    Buon ascolto.

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    14 min
  • Ti scrivo, così vinco
    Aug 10 2026

    Questo episodio nasce da un commento.

    Daniela, che segue il podcast, mi ha chiesto se la risonanza limbica si attivi anche quando la comunicazione è scritta.

    La risposta breve è no.

    La risposta lunga è questo episodio.

    Parliamo di quelle discussioni che vanno avanti a messaggi per giorni, quelle in cui qualcuno si è sentito ferito o frainteso e invece di incontrarsi ci si scrive. Di cosa succede quando consegni un testo levigato in venti minuti a qualcuno che lo legge in tre secondi mentre parcheggia. Del volto dell'altro che manca e che il tuo cervello si inventa, sempre con l'espressione peggiore. Di due ricerche del 2017 che dicono qualcosa di preciso su come cambiamo agli occhi degli altri quando ci leggono invece di ascoltarci. E dei messaggi vocali, che sembrano risolvere il problema e invece lo raddoppiano.

    Zero nostalgia per la cabina telefonica: lo scritto fa benissimo il suo mestiere per un sacco di cose. Il territorio di cui parlo qui è stretto, ed è il contrasto.

    Buon ascolto.

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    12 min
  • Tu avevi detto…
    Aug 3 2026

    Tu avevi detto che venivi. Io ti ho detto che ci avrei provato. Guarda che mi ricordo benissimo. Anch'io.

    Ci siamo passati tutti: due persone, la stessa conversazione, due ricordi che si contraddicono. E tutti e due sinceri.

    In questo episodio partiamo da un esperimento che faccio fare direttamente a te che ascolti, e poi andiamo a vedere cosa ha scoperto la ricerca sulla memoria: da Frederic Bartlett, che negli anni Trenta dimostrò che ricordare significa ricostruire, fino a Elizabeth Loftus e ai suoi vetri rotti che nessuno aveva mai visto, ma che tanti giuravano di ricordare.

    La parte scomoda arriva a metà episodio, quando il discorso smette di riguardare gli altri e comincia a riguardare te. Perché quella certezza granitica che provi quando dici "me lo ricordo benissimo" la prova, identica, anche chi ti sta contraddicendo.

    Chiudiamo con tre mosse concrete per uscire dai processi al passato e tornare a decidere il presente. Che poi è l'unica cosa su cui abbiamo ancora voce in capitolo.

    Buon cammino.

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    12 min