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Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento

Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento

Di: Fondazione Gramsci Emilia-Roma
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A proposito di questo titolo

Gli interventi del Calendario Civile sono una serie di interventi originali prodotti dalla Fondazione Gramsci Emilia-Romagna, dedicati alle date significative della memoria collettiva nazionale e internazionale.

Ogni contributo approfondisce una ricorrenza anche attraverso materiali d'archivio, letture e testimonianze, intrecciando il rigore della ricerca storica con la cura della comunicazione visiva.

La programmazione è definita in collaborazione con il Comitato Scientifico della Fondazione, che seleziona le date combinando eventi di ampia notorietà con giornate meno conosciute ma di particolare valore storico e simbolico, promuovendo così una cultura della memoria come esperienza viva e partecipata.

Ogni mese una data da ricordare e da approfondire.

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Mondiale
  • 16 febbraio 1926 - Morte di Piero Gobetti
    Feb 16 2026
    Restiamo storici, al di sopra della cronaca. Piero Gobetti, l'antifascismo e la rivoluzione liberale
    di Michele Cento
    16 febbraio 1926 | Morte di Piero Gobetti

    Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna

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    Il 16 febbraio 1926 Piero Gobetti muore a Parigi, città dove si trovava in esilio. Per la sua opposizione al fascismo fu perseguitato, colpito, aggredito dagli squadristi fascisti. Le violenze subite ne segnarono il fisico e contribuirono alla sua morte a soli 24 anni. L’intervento, lungi dal voler ricordare Gobetti solo come martire, mira a ripercorrere l’intensità della sua esistenza, del suo operato e della sua eredità, indagando il nucleo politico della sua critica e della sua lotta al fascismo.
    La riflessione critica di Piero Gobetti si radica anche nella lotta contro la tradizione politica liberale italiana, intrisa di compromesso, di paternalismo e di neutralizzazione della lotta politica.

    L’intervento si conclude con le parole che Ada Gobetti destina a Piero Gobetti proprio il 16 febbraio, non appena scoperto della sua morte (Piero e Ada Gobetti, Nella tua breve esistenza. Lettere 1918-1926. Diari di Ada Prospero Gobetti 1919-1926, a cura di Ersilia Alessandrone Perona, nuova ed. riveduta e integrata, Einaudi, Torino 2017, pp. 652-654.):
    "(…) credo di trovare nella tua vita stessa la giustificazione della tragedia. L’urto che ha spezzata, senza un grido, silenziosamente, austeramente la tua vita, non ne è forse il coronamento logico e perfetto? Non c’è forse nella tua fine quella eroica e solitaria bellezza a cui tu sempre, nelle tue concezioni di vita tendevi? E sei scomparso forse perché avevi dato quanto potevi dare e la tua morte è stato un ultimo altissimo insegnamento? Nella tua breve esistenza c’è stato tanto ardore, tanto lavoro, tanta gioia, da farla più ricca e felice di tante altre lunghissime vite: e non c’è stato in essa nulla di laido, di imperfetto, di malsicuro. È stata tutta luce: parabola breve, dall’intensità luminosissima. E penso che tu non vorresti che ti si piangesse, ma che si considerasse la tua vita un capolavoro e un esempio"
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    25 min
  • 3 febbraio 2016 - Giulio Regeni
    Feb 3 2026
    ​GR giornale radio? No, notizie quotidiane su GR: Giulio Regeni
    di Alessandro Bergonzoni
    3 febbraio 2016 | Ritrovamento del corpo di Giulio Regeni al Cairo

    Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna

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    Nel 2026 ricorre il decimo anniversario del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni al Cairo, questo intervento desidera trasformare il ricordo in appello per un cambiamento radicale. Bergonzoni annuncia la volontà di istituire un "comitato dei familiari e delle vittime acquisite": non serve più solo empatia o solidarietà, ma immedesimazione totale. Dobbiamo diventare genitori di Giulio, vivere il caso come se fosse capitato ai nostri figli, praticare un "giornalismo d'immedesimazione" che ci renda parte attiva della ricerca di verità.

    L'artista denuncia la "cultura colluttoria" italiana: ci sciacquiamo la bocca da tragedie come quella di Regeni, Cucchi, le torture nei CPR, ma non le digeriamo, non le trasformiamo in cambiamento. Propone invece lo "shock pre-traumatico": agire prima che accada, non essere "un popolo di zittiti", sollecitare la politica con "mine pro-uomo" che facciano esplodere diritto, giustizia e dignità.

    Bergonzoni chiede alla politica di superare gli interessi economici - vendite di armi all'Egitto, PIL, affari - per diventare "sovrumana", capace di trascendere e guardare dall'alto. Serve "più poetica e meno etica", perché senza poetica non c'è vera etica. La pace, parola considerata ormai desueta, deve tornare al centro, insieme alla consapevolezza che siamo tutti conniventi se non agiamo. Un ringraziamento all'avvocata Alessandra Ballerini e a Paola e Claudio Regeni per la loro instancabile battaglia per la verità e la giustizia, un'invocazione potente che ci ricorda come verità e giustizia abbiano il potere di "far risuscitare le dignità".
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    13 min
  • 15 dicembre 1975 - Conferenze sui Diritti delle Donne
    Dec 15 2025
    I diritti delle donne come diritti umani: le conferenze ONU
    di Raffaella Baritono, Università di Bologna
    15 dicembre 1975 | L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 31/136, con la quale fece proprio il Piano d’Azione e la Dichiarazione approvati alla fine della Prima Conferenza sui Diritti delle Donne

    Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna

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    Il 15 dicembre 1975 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò la risoluzione 31/136, con la quale fece proprio il Piano d’Azione e la Dichiarazione approvati alla fine della Prima Conferenza sui Diritti delle Donne, svoltasi a Città del Messico dal 19 giugno al 2 luglio di quello stesso anno. Il 1975 era stato infatti proclamato dalle Nazioni Unite Anno Internazionale delle Donne.

    Le Nazioni Unite e le conferenze organizzate dal 1975 in avanti divennero uno dei principali palcoscenici di espressione delle diverse - e talvolta conflittuali – correnti di un femminismo composito e plurale, consolidatosi con la nuova fase di attivismo avviata dagli anni Sessanta con i femminismi radicali.

    Alla fine del decennio le parole chiave – uguaglianza, sviluppo, pace – assumevano nuove articolazioni grazie a un movimento femminista sempre più plurale che poneva l’attenzione sul concetto di agency e sull’intreccio tra classe, razza, etnia, genere ed età come elementi essenziali nelle strategie politiche e nelle lotte per la libertà delle donne.
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    19 min
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