3 febbraio 2016 - Giulio Regeni
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di Alessandro Bergonzoni
3 febbraio 2016 | Ritrovamento del corpo di Giulio Regeni al Cairo
Calendario Civile | Le date che hanno segnato la storia del Novecento una serie della Fondazione Gramsci Emillia-Romagna
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Nel 2026 ricorre il decimo anniversario del ritrovamento del corpo di Giulio Regeni al Cairo, questo intervento desidera trasformare il ricordo in appello per un cambiamento radicale. Bergonzoni annuncia la volontà di istituire un "comitato dei familiari e delle vittime acquisite": non serve più solo empatia o solidarietà, ma immedesimazione totale. Dobbiamo diventare genitori di Giulio, vivere il caso come se fosse capitato ai nostri figli, praticare un "giornalismo d'immedesimazione" che ci renda parte attiva della ricerca di verità.
L'artista denuncia la "cultura colluttoria" italiana: ci sciacquiamo la bocca da tragedie come quella di Regeni, Cucchi, le torture nei CPR, ma non le digeriamo, non le trasformiamo in cambiamento. Propone invece lo "shock pre-traumatico": agire prima che accada, non essere "un popolo di zittiti", sollecitare la politica con "mine pro-uomo" che facciano esplodere diritto, giustizia e dignità.
Bergonzoni chiede alla politica di superare gli interessi economici - vendite di armi all'Egitto, PIL, affari - per diventare "sovrumana", capace di trascendere e guardare dall'alto. Serve "più poetica e meno etica", perché senza poetica non c'è vera etica. La pace, parola considerata ormai desueta, deve tornare al centro, insieme alla consapevolezza che siamo tutti conniventi se non agiamo. Un ringraziamento all'avvocata Alessandra Ballerini e a Paola e Claudio Regeni per la loro instancabile battaglia per la verità e la giustizia, un'invocazione potente che ci ricorda come verità e giustizia abbiano il potere di "far risuscitare le dignità".
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