• La rivoluzione di Casvegno (trailer)
    Oct 17 2025
    150 anni di psichiatria in Ticino: dall’asilo “per i pazzi”, alle lotte per i diritti e la dignità dei pazienti, fino alle sfide dell’ospedale del futuro.

    Gli episodi sono online sul sito della RSI e sulle principali piattaforme di streaming dal 10 ottobre 2025, in occasione della Giornata mondiale della salute mentale.

    www.rsi.ch/casvegno

    “Ti mandano a Mendrisio”. In Ticino, questa frase ha sempre avuto un significato preciso: il ricovero in psichiatria. Perché Mendrisio, più che una città, per molti ha voluto dire una clinica. Un luogo di confine, sospeso tra cura e reclusione.

    In questo podcast vi racconto la storia, anzi, le storie, di questa istituzione. Vicende spesso rimosse, dimenticate. Una storia segnata da sofferenze e abusi, ma anche da trasformazioni profonde, da battaglie per i diritti, da pazienti che diventano protagonisti e da operatrici e operatori, medici e personale sanitario, che hanno lottato per un’altra idea di psichiatria. È la storia di Casvegno. Una piccola, grande rivoluzione.

    Un podcast originale di Olmo Cerri, prodotto da Francesca Giorzi per la RSI Radiotelevisione svizzera. Sonorizzazione di Thomas Chiesa e musiche di Giovanni Bedetti. L’immagine di copertina è una rielaborazione grafica dell’opera di S. Giger dalla Collezione d’Art Brut del Club ’74.

    Realizzato con il sostegno del Club ‘74, della Fondazione Svizzera per la Radio e la Cultura, di JournaFonds e dell’Associazione REC.
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    2 min
  • Operazione Indoor: vent'anni dopo
    May 30 2023
    In onda a Laser (Rete 2, RSI) sabato 11 marzo 2023 alle 9’00.

    Fra il 1996 e il 2003 il Canton Ticino era diventato una piccola Amsterdam, un’isola allucinata al centro dell’Europa che attirava i migliori coltivatori di canapa da tutto il mondo e orde di consumatori. I “sacchetti odorosi” che dovevano servire a profumare gli armadi venivano invece in gran parte fumati. Questo mercato in espansione generava molte preoccupazione: abusi, mercato nero e esportazioni illegali.

    Questa puntata di Laser riprende e condensa l’ultima fase di questa vicenda, tratta dal podcast in cinque episodi, realizzato da Olmo Cerri per Audiofiction di Rete2 intitolato “Quegli stupefacenti anni zero”. Una fase contraddistinta da grandi operazioni di polizia, capitanate dal procuratore Antonio Perugini, finalizzate alla cessazione di questo mercato.
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    28 min
  • Grand Hotel Coronda - Sergio Ferrari
    Sep 15 2022
    Tre anni di prigionia durissima nel carcere argentino di Coronda (tra Rosario e Santa Fe). Padiglione numero cinque, l’ala riservata ai detenuti politici che la dittatura di Videla inseriva nel cosiddetto “programma di pensionamento” - rassicurante eufemismo dietro al quale si celava l’obiettivo di distruggerli psicologicamente. Ma oggi, di fronte agli occhi vivaci di Sergio Ferrari, ai suoi modi gentili, alla sua travolgente vitalità, sappiamo che quel programma - almeno per lui - ha fallito. A sorprendere nella testimonianza di Ferrari, oggi apprezzato sindacalista e giornalista in Svizzera, non è solo il racconto delle sofferenze e delle torture subite, ma soprattutto la sua reazione e quella dei suoi compagni di sventura, capaci di mettere in piedi un incredibile sistema clandestino di solidarietà per sopravvivere all’interno di quelle mura invalicabili. Un percorso di resistenza collettivo raccontato in un volume di recente pubblicazione - “Grand Hotel Coronda”, edizioni Albatros - proprio dai protagonisti di quella vicenda riuniti nel Collettivo El Periscopio.
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    26 min
  • Il cantiere della gioventù: le cinque settimane che scompigliarono Locarno
    Sep 17 2021
    Il ‘68 in Ticino è arrivato con un po’ di ritardo. Qualche occupazione, manifestazioni e soprattutto l’indimenticato “Cantiere della Gioventù”, che si è svolto a Locarno presso i Giardini Rusca, tra il 24 aprile e il primo giugno 1971. Un evento che ha coinvolto migliaia di giovani, ricordato e citato da molti, e che ha dato vita ad alcune esperienze che sopravvivono ancora oggi. Una sorta di tendopoli auto-organizzata, con al centro il Forum, una discoteca, un bar sistemato su un albero e diversi atelier per i gruppi di espressione artistica. L’idea, dopo qualche diffidenza iniziale, viene accettata e sostenuta dalle autorità e riscuote un certo successo.

    Durante le cinque settimane di esistenza, le attività vengono completamente autogestite. Atelier di teatro, di cinema, una camera oscura per le fotografie. Conferenze sui più svariati temi che appassionavano la gioventù dell’epoca (dall’alpinismo al conflitto israelo-palestinese). Torniamo sui luoghi del cantiere esattamente cinquant’anni dopo, per ricordare collettivamente questo spaccato di storia locale.

    GRAZIE: Oltre a Peter Schrembs, Pietro Künzle e Francesca Machado abbiamo sentito le voci di Patrizia Gusman e di Moreno Gilardi. Fra i vari spezzoni musicali che hanno accompagnato questo audiodocumentario anche alcuni estratti da una rara registrazione dei The Nightbirds, la band che si dice che abbia portato il rock in Ticino (e che si era anche esibita al cantiere.) Grazie a Corrado Knobel per le registrazioni. Grazie a Michela, Santuzza Oberholzer e a tutti i partecipanti del gruppo FB dedicato al Cantiere.
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    24 min
  • I quaderni del guardacaccia
    Jun 30 2020
    Nel 1875 viene introdotta in Svizzera una nuova e moderna legge che regolamenta l’esercizio della caccia e che pone precise regole e limiti al prelievo venatorio. È in questo periodo che iniziano a muoversi nei nostri boschi due figure opposte ma complementari: il guardiacaccia e il bracconiere.


    Sono stati recentementi ritrovati in Capriasca i quaderni di servizio di uno dei primi guardiacaccia della nostra regione: Giovanni Nesa di Lugaggia, nato nel 1830. Nesa si è occupato di sorvegliare la bandita del Camoghé fra il 1880 e il 1884. Attraverso la lettura delle pagine di questo singolare “diario di lavoro” possiamo seguire i lunghi tragitti nei boschi percorsi nel tentativo di scoprire gli illeciti, le minuziose e quasi poetiche osservazione del “selvagiume”, la difficoltosa ricerca dell’ultimo orso del sottoceneri, ma possiamo anche gettare uno sguardo nella vita privata e nella quotidiana di una famiglia ticinese. I diari sono stati recentemente pubblicati in un volume intitolato “Con il canochiale o veduto tre camozze…”.

    La pubblicazione è frutto del lavoro di conservazione e ricerca curato dall’Archivio Audiovisivo di Capriasca e Valcolla, ente che si occupa di conservare e tutelare le immagini e le testimonianze orali che costituiscono la memoria collettiva della regione.

    In questo viaggio sonoro incontreremo il responsabile dell‘Archivio Nicola Arigoni, collaboratore del Centro di dialettologia e di etnografia e lo storico e appassionato cacciatore Flavio Zappa, che ci guideranno tra le pagine di questo diario e ci accompagneranno nei boschi e sui sentieri della bandita sorvegliata dal guardiacaccia Nesa.
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    25 min
  • Si potrebbe andare tutti allo zoo comunale
    Feb 5 2020
    Può un’elefantessa indiana di quasi tre tonnellate aiutarci a raccontare la storia di una città? Forse sì, se l’elefantessa in questione è Bombay: la star indiscussa dell‘ormai scomparso zoo di Milano.

    Preda di una battuta di caccia nel Nord dell’India, arrivata in Europa nel 1932 dopo un lungo e avventuroso viaggio in nave, osserverà, dal suo troppo piccolo recinto all‘interno dei Giardini di Porta Venezia, i cambiamenti della città. Sopravviverà ai bombardamenti alleati con una ripiegata provvidenziale nel parco di Monza.

    Nel dopoguerra divertirà i bambini indossano dei grossi occhiali bianchi e suonando una piccola armonica con la sua grossa proboscide. Non si farà spaventare dal clima pesante degli anni di piombo e nemmeno dall‘arrivo dell‘eroina nel parco che è stato la sua casa per quasi settant‘anni.

    Nulla poté però contro le spinte ecologiste degli anni ’80 che faranno chiudere il suo zoo, lasciandola, come una diva dimenticata, senza il suo amato pubblico, che era forse l‘unico scopo di una vita priva di libertà.

    In questo audiodocumentario ripercorreremo la storia di questo grosso e quasi mitico pachiderma, nato libero lungo il fiume Brahmaputra e morto in una gabbia tra le nebbie padane.

    Ringraziamenti
    Si rigraziano per le preziose testimonianze: Mami Azuma, Valerio Meletti, Marta Njiaus, Davide Pinardi (che per primo mi ha parlato di questo zoo), Francesco Borella e il tassidermista Ermano Bianchi.
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    28 min
  • Il tassidermista
    Jan 22 2020
    L’essere umano ha sempre cercato delle tecniche per evitare o ritardare la decomposizione dei cadaveri: per motivi rituali, spirituali, politici o scientifici. Dalle mummie dell’antichità, alla salma di Lenin nel suo mausoleo, dai cadaveri pietrificati da Gorini a Lodi, alle preparazioni tassidermizzate e catalogate ordinatamente nelle teche dei musei.

    Per saperne di più su questo procedimento, a metà strada fra scienza ed arte, scendiamo nei seminterrati del palazzo neogotico che ospita il Museo di Storia Naturale di Milano.

    Fra pentoloni per bollire le ossa, scatole piene di occhi di vetro e una collezione di strumenti chirurgici, incontriamo Ermano Bianchi. Lui gli animali li ama, ed è proprio per evitare che le prede di un parente cacciatore venissero gettate che ha iniziato, giovanissimo, ad interessarsi a questa pratica.

    Il suo sguardo è fiero e le sue parole lasciano trasparire passione ed entusiasmo, ma la pensione non è lontana e non ci sono sostituzioni in vista. Sarà forse lui l‘ultimo tassidermista del museo?
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    24 min
  • Orsanti
    Mar 11 2019
    A partire dal Settecento e fino agli anni ‘50 dello scorso secolo ha avuto luogo un fenomeno migratorio particolarmente curioso: quello degli ammaestratori ambulanti di animali. Dagli appennini parmensi sono partiti migliaia di artisti transumanti che, muovendosi a piedi per l’Europa, facevano esibire animali ammaestrati: orsi, cammelli, dromedari e scimmie, ma anche capre, pappagalli e cani.

    Le compagnie, composte da quattro o cinque uomini e qualche bambino per raccogliere il denaro, raggiungevano località anche molto remote dell’Europa, ritornando nelle terre natali ogni tre o quattro anni. Viaggiavano lontani dai grandi centri, toccando anche piccoli villaggi e comunità minori, in modo da poter continuare quotidianamente le esibizioni (e garantire così una continuità di guadagno). I proprietari delle compagnie riuscivano alle volte ad accumulare delle piccole fortune e, in alcuni casi, arrivarono a possedere dei circhi veri e propri.

    Relativamente a questo fenomeno, sono diverse le domande fondamentali a cui i ricercatori non sono ancora riusciti a dare una risposta. Dove si procuravano gli animali? Chi ha insegnato a queste popolazione montane ad addestrare animali feroci? Cosa resta oggi di questa incredibile tradizione?

    In questo viaggio alla scoperta degli orsanti ci accompagnerà Carlo Stiaccini, ricercatore dell’università di Genova e Carlo Cavalli, collezionista e cultore di storia locale ed erede di due dinastie di orsanti.

    Visiteremo i villaggi abbandonati ai piedi del monte Pelpi e frugheremo tra le carte di un archivio a Bedonia, alla ricerca dei tragitti di questi ambulanti, che attraversavano spesso e volentieri anche la Svizzera e il Canton Ticino.
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    24 min